Postmodern Jukebox, le nostre cover/non cover per riscrivere la musica | Rolling Stone Italia
Home Musica Interviste Musica

Postmodern Jukebox, le nostre cover/non cover per riscrivere la musica

Hanno creato tormentoni in stile Motown che fanno sold-out in tutto il mondo. E riscrivono la storia della musica

I Postmodern Jukebox sono nati dalla mente di Scott Bradlee

I Postmodern Jukebox sono nati dalla mente di Scott Bradlee

I Postmodern Jukebox sono creatori di tormentoni che riscrivono la storia della musica. Cover, in realtà lontanissime dall’originale, che sono diventati super virali e hanno raccolto milioni di views su YouTube.

Abbiamo parlato con Scott Bradlee che ha fondato il collettivo, grazie al suo amore/odio per la musica pop e che presto arriverà in Italia per due date, il 4 e il 5 aprile, a Roma e a Milano.

Com’è nato il progetto Postmodern Jukebox?
Tutto è iniziato quando ho avuto l’idea di immaginare quello che i Postmodern Jukebox hanno iniziato quando ho avuto l’idea di immaginare come sarebbero suonate le hit più importanti del momento molti anni fa – durante l’epoca delle Big Band, del Doo Wop e della Motown Era. Ho iniziato a invitare i miei amici per filmare delle cover di canzoni vintage che abbiamo poi caricato su YouTube. E poco tempo dopo, ci siamo ritrovati con un grande pubblico.

Chi sceglie le canzoni?
Di solito mi piace lavorare con dei cantanti e provare ad adattare gli arrangiamenti alla loro voce e alla loro unicità come performer. A volte, mi viene l’idea di un arrangiamento e cerco di selezionare di volta in volta chi potrebbe realizzare meglio quello che ho in mente, stilisticamente. È il modo in cui lavorava la Motown. Berry Gordy è stata un’ispirazione per me.

A proposito della Motown, hai mai pensato di proporre dei pezzi originali?
Sì, e scrivo musica originale! Ma al momento sono molto concentrato su questo progetto. A volte saltiamo fuori con delle versioni così differenti che mi viene quasi da pensare che siano degli originali. Che comunque non ho scritto io.

Quanto ci vuole a passare da un’idea alla realizzazione finale?
Cambia di volta in volta, a volte incontro un cantante e incidiamo una demo al volo e il giorno dopo siamo già in sala di incisione. Il processo normalmente è molto veloce, visto che facciamo tutto dal vivo.

Adesso che anche in Europa vi conoscono bene, quali sono le reazioni del pubblico al vostro lavoro? Ci sono delle canzoni che funzionano meglio delle altre?
In Europa abbiamo un’accoglienza super, sono molto generosi! È divertente vedere quali canzoni diventano più di successo, a volte sono delle sorprese anche per noi. Ovviamente, a tutti piacciono le nostre hit più note, da All About That Bass fino a Creep. I nostri cantanti sono tra i performer migliori del mondo, quindi sono loro quelli che portano tutto a un altro livello e che scaldano le folle. Ogni nostro live è una festa.

Altre notizie su:  Postmodern Jukebox