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Piqued Jacks, intervista alla band da 5000 follower che andrà all’Eurovision

Non sono delle star, ma grazie alla vittoria a Una voce per San Marino saranno a Liverpool. Qui rispondono alle polemiche, spiegano come sono stati selezionati, raccontano le loro speranze

Foto: Aurora Cesari

Arrivano dalla provincia di Pistoia e si chiamano E-King, Majic-o, Holy-Hargot e Little Ladle. No, non sono una boy band, ma i Piqued Jacks, quartetto indie rock che grazie alla vittoria a Una voce per San Marino rappresenterà la Repubblica di San Marino all’Eurovision Song Contest 2023 di Liverpool.

Sono tra gli outsider del concorso: da un paesino italiano – col sogno di fare musica, 2000 e rotti ascoltatori su Spotify, meno di 5000 follower su Instagram, lontani anni luce dai numeri di altri concorrenti – hanno l’occasione di vivere la loro grande avventura. Dalle retrovie indie, a un palco super pop. Non sono novellini: i ragazzi, quattro dischi all’attivo e una gavetta anche all’estero, sono arrivati a essere gruppo spalla di InterpolBalthazar e Boomtown Rats. E si sono esibiti in diversi festival come il Summerfest di Milwaukee.

L’11 maggio sarà, quindi, la loro grande occasione: parteciperanno alla semifinale dell’Eurovision Song Contest con Like an Animal. Ne parliamo col cantante E-King.

Come vi descrivereste a chi non vi conosce?
Siamo una band abbastanza fuori dagli schemi rispetto alla musica di oggi. Quattro ragazzi che, da un paesino piccolo, si sono fatti le ossa con il classico van scassato, andando per i palchi di mezza Europa e del Canada. Calcarne uno così prestigioso come quello dell’Eurovision Song Contest è il coronamento di un sogno.

Cosa ha comportato la vittoria a Una voce per San Marino?
A livello pratico la vita si è stravolta da un giorno all’altro. Ci dicevano che non sapevamo a cosa saremmo andati incontro. Preparare lo show, interfacciarsi con il direttore creativo, la parte burocratica pesante… e non è ancora finita… ma siamo ancora in viaggio.

Chi è il direttore creativo della vostra esibizione?
Nick Marianos. Ha già collaborato con Eurovision Song Contest, sa dove mettere le mani.

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Cosa vedremo sul palco dell’Eurovision?
Una band, noi stessi, la nostra passione e la nostra identità.

Questa risposta è più da Miss Italia che da rock band che vuole vincere l’Eurovision…
(Ride) L’energia che trasmettiamo la capisce solo chi viene a vederci dal vivo. Nel panorama di oggi, manca un po’ di sincerità, senza filtri e del rock’n’roll vero e sincero.

E allora, sinceramente, mai pensato al Festival di Sanremo?
Non è mai stata una porta chiusa, ma cantiamo in inglese. E questo ci ha portato dove siamo arrivati.

Anche Elisa cantava in inglese, eppure…
A Sanremo non abbiamo provato.

Quando avete vinto da un profilo fake su Twitter è uscita la notizia della vostra squalifica per un broglio di voti. Niente da dichiarare in merito?
Quel giorno ci siamo svegliati tardi e quando ce ne siamo accorti era già tutto risolto.

Dopo aver provato a partecipare a Una voce per San Marino, la drag queen Luquisha Lubamba ha mosso dure critiche. Ha parlato di quote di iscrizione e di un corso di formazione obbligatorio in cui un discografico ha parlato della sua vita, raccontata in un libro che era in vendita sul banchetto preparato di fianco a lui. Che dite?
Ci siamo iscritti, abbiamo pagato la quota di iscrizione, abbiamo fatto il provino. Erano incluse anche due masterclass.

Spiegami bene.
Una voce per San Marino prevede una sorta di pre-iscrizione. Mandi un brano già edito, vedono il progetto e dopo si accede l’iscrizione, a pagamento, di 150 euro.

Poi?
Abbiamo passato le selezioni e via via siamo arrivati in finalissima. I big, invece, arrivano direttamente in semifinale.

E le masterclass?
Si parla, in generale, del concorso. Sono piccoli corsi tenuti da professionisti come, tra gli altri, Mimmo Paganelli. A Una voce di San Marino tutti hanno avuto la stessa opportunità di vincere. Nonostante gente famosa come Roy Paci ed Eiffel 65, è stata scelta una band sconosciuta in Italia. La giuria tecnica ci ha scelto per il merito. Non ci speravamo, e invece…

Sentite un senso di rivalsa verso chi non ha creduto in voi?
Ce ne sono tantissimi, ma preferiamo tenerceli per noi, fa parte del percorso.

Chi tifa di più per voi?
L’affetto e il sostegno delle nostre zone, del nostro paesino, ce lo portiamo dietro.

Cos’è successo quanto avete vinto?
Mia madre si è fatta male per l’agitazione, poi feste a sorpresa e presto incontreremo il sindaco. Ogni giorno esce un articolo diverso.

Paura che questo sogno finisca dopo l’ESC?
Ci sono progetti, un sacco di cose bollono in pentola.

Tipo?
Nuove date, nuova musica. Ci godiamo il momento e speriamo che non sia solo tutto un fatto mediatico.

Cosa vi aspettate, quindi?
Che ci aiuti a entrare nel next level della nostra carriera.

Cosa vorreste ricevere?
La comunità dell’Eurovision comprende tanti paesi, cercheremo di conquistare quante più persone possibile per proseguire la nostra carriera da loro.

Chi temete di più tra i cantanti in gara?
Non abbiamo ascoltato tutti, ma tra quelli della nostra semifinale gli sloveni Joker Out sono i nostri competitor diretti. Non li temiamo, ma siamo curiosi. Per il resto ci concentriamo sul nostro show.

E di Marco Mengoni che pensate?
Con lui vorremmo duettare nella cover di Lettera 22 dei Cugini di Campagna, un pezzo che abbiamo cantato tra noi durante tutte le fasi di Una voce per San Marino.

A parte Mengoni, avete un duetto dei sogni?
Bruno Mars, ma anche Harry Styles, ha fatto un bel lavoro molto British: nel disco ha delle perle oltre ai singoli catchy.

Le radio vi passano?
Il pezzo che andrà all’Eurovision esce il 5 aprile, ma speriamo sia l’occasione buona. In Italia per artisti non mainstream come noi è difficile sfondare.

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