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Per gli Psicologi è ora di diventare grandi

La loro miscela di indie, rap e it-pop li ha resi un simbolo dell'adolescenza. Ora vogliono crescere e ripartono da 'Sui muri', una canzone scritta dopo aver vissuto l'euforia post lockdown a Barcellona

Foto: Amedeo Zancanella

Gli Psicologi hanno avuto varie fasi: quella dell’immaginario horror emo, quella spookie («piccoli brividi, per capirci») tendente al cartoon e quella, infine, della verità nuda e cruda, quella della realtà. Non vale solo per l’aspetto visivo del progetto, dalle grafiche ai videoclip. Anche il percorso musicale del duo composto da Alessio Akira Aresu (alias Lil Kaneki) e Marco De Cesaris (alias Drast) si presta a una lettura legata a fasi. Quella attuale li vede, parola loro, alla viglia di un nuovo inizio.

A sancirlo è il singolo Sui muri uscito il 10 dicembre, il primo frutto di una diversa organizzazione del lavoro. Se per anni gli Psicologi volevano chiudere i pezzi in un paio di giorni, ora l’approccio è più rilassato e ogni canzone si prende il tempo di cui ha bisogno. Sarà che i ventenni Lil Kaneki e Drast stanno diventando grandi, sarà che una volta usciti dalla cameretta – quella di Marco, a Napoli, lo studio di registrazione di fortuna dove è nata buona parte del loro repertorio – si diventa perfezionisti, ma i due hanno messo da parte un po’ di spontaneità, ma non troppa.

«Sui muri segna un nuovo inizio, è figlia di tutto quello che ci è successo prima. C’è meno spontaneità, quella dopo un po’ la perdi. E arriva qualcos’altro, un’altra skill, che nel nostro caso è un maggiore lavoro sulla musica», spiega Drast. «Se prima l’obiettivo era fare un pezzo in un’ora adesso è farlo bene, lavorandoci anche tanto. È un approccio diverso per cui un giorno si inizia, poi magari si mette da parte il pezzo per un po’, lo si lascia crescere e lo si chiude magari un mese dopo». Aggiunge Lil Kaneki: «Ora che abbiamo fatto un po’ di musica – non mi sento di dire tanta per rispetto per chi ne ha fatta tanta – di molte cose già abbiamo parlato, molti suoni e molti accordi già li abbiamo usati, dobbiamo trovare qualcosa di differente così come siamo differenti noi». Chiamarla crescita per Kaneki è mitomania, ma considerando il percorso degli Psicologi è difficile trovare una definizione migliore.

Ora che la band lavora in uno studio di registrazione a Roma, «uno studio vero, con le pareti insonorizzate, un luogo di lavoro», può prendersi il tempo di entrare in contatto con le proprie emozioni e con ciò che si desidera comunicare. Nel caso di Sui muri si tratta delle suggestioni di una vacanza a Barcellona, quando la città era da poco uscita dal coprifuoco legato alla pandemia. Scritta nel maggio 2021 sul Lago di Garda a partire da un improvvisato giro di accordi del chitarrista del gruppo, la canzone si intitolava inizialmente Nuvole di fango. Rispetto a quella prima versione ha preso un’altra direzione, anche in termini di contenuti, ma la vena di malinconia che spesso accompagna il ritorno a casa dopo un grande viaggio è rimasta. Non mancano i riferimenti tanto a Barcellona quanto a Roma, la città di Alessio. L’idea è quella di provare a prendere le bellezze di un altro luogo e portarle metaforicamente nel proprio. Nel caso di Barcellona per Lil Kaneki e Drast si tratta dell’energia e dell’empatia tra persone che i due hanno visto esplodere nelle settimane in cui la metropoli tornava alla vita dopo le limitazioni imposte dall’emergenza sanitaria. «Stavano tutti quanti insieme all’Arco di Trionfo, gente che non si conosceva e si abbracciava, si baciava. Una cosa incredibile. Mi sono chiesto perché a Roma non ci fosse questo tipo di vita, anche se in realtà anche noi siamo così. Amo Roma e ci sono anche qui delle realtà bellissime, ma la vitalità e la socialità che ho trovato a Barcellona mi hanno trasmesso molto», racconta Alessio.

Sui muri entrerà a far parte di un nuovo album, il pirmo dal debutto del 2020 Millennium Bug. Le idee sono tante e l’album potrebbe arrivare a breve così come tra parecchio tempo. Dal prossimo mese di giugno la band s’imbarcherà in un tour che, a partire dalla data del Rock in Roma, Covid permettendo, la terrà impegnata fino alla fine di agosto. La voglia di tornare sul palco è tanta, «siamo un gruppo che mira a quello, è lì ci divertiamo, quello ci piace fare, ci piace stare a contatto con la gente», anche se la situazione sanitaria del Paese desta preoccupazione, come spiega Drast: «Vorrei sentirmi bene ma finché ci si muove su questo filo instabile, sempre lì lì per rompersi, non riesco a stare tranquillo. Se fossimo tutelati potrei anche pensare che ce la faremo, ma visto che le partite di calcio contano più della musica non posso essere sereno».

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