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Pearl Jam: «La morte di Chris Cornell è stata difficile da accettare»

Dopo aver suonato un concerto tributo al frontman dei Soundgarden, la band di Eddie Vedder inizierà i lavori sul prossimo album

I Pearl Jam

Foto Danny Clinch via PearlJam.com

Sono passati sei anni da quando i Pearl Jam pubblicarono Lightning Bolt, e solo ora la band sente il bisogno di scrivere nuova musica. È stato un processo lungo, tutto qui. «Sarebbe divertente registrare, o anche solo scrivere una canzone insieme», dice il bassista Jeff Ament. «La morte di Chris (Cornell, ndt) è stata difficile da accettare, e poi si sono messe in mezzo le nostre vite a rallentare tutto».

Cornell è stata una figura fondamentale per la storia dei Pearl Jam. Il batterista Matt Cameron suonava nei Soundgarden, e prima di fondare la band tutti i membri del gruppo erano con lui nei Temple of the Dog. Di recente, Ament, Cameron e il chitarrista Stone Gossard hanno suonato al concerto tributo “I Am the Highway: a Tribute to Chris Cornell”, organizzato a Los Angeles con l’aiuto dei compagni di Cornell dei Soundgarden, Temple of the Dog e Audioslave, insieme a Foo Fighters, Melvins e all’incredibile Say Hello 2 Heaven di Miley Cyrus.

Ament, inoltre, ha reso omaggio a Cornell lavorando da creative director al Chris Cornell Boxset. Ha passato cinque o sei giorni stampando fotografie vibranti del frontman dei Soundgarden insieme a suo fratello Barry Ament. «È stato difficile», dice. «Vicky (Cornell, la vedova di Chris, ndt) mi aveva chiesto di partecipare al progetto, e anche Chris mi aiutava molto. Ricordo che mi mandò gli artwork del disco con gli Audioslave e di alcuni album solisti. Credo quando si trattava di cose del genere apprezzasse la mia sensibilità. È stato difficile affrontare questo progetto, ascoltare la sua musica. Sembrava solo un altro modo per ricordare che lui non è più qui, e pensarlo fa schifo. Fa davvero schifo».

Anche Gossard si dice pronto per tornare a registrare con i Pearl Jam. «Faremo un nuovo album, e siamo a metà strada», dice il chitarrista. «Continueremo a lavorare finché non avremo finito».

Eddie Vedder, foto via Twitter.

«Siamo stati in studio quattro o cinque volte negli ultimi due anni, quindi abbiamo una tonnellata di materiale da finire», dice Ament. «Siamo in una sorta di limbo. Credo che tutti abbiano ancora qualche riff da provare, e sono sicuro che Ed abbia una manciata di quaderni di testi. Dobbiamo solo tornare tutti insieme in sala per sei settimane, e tirare fuori qualcosa».

Lo scorso anno la band ha pubblicato un nuovo pezzoCan’t Deny Me, dalle atmosfere funk – dedicato al diritto di protesta, un singolo lanciato per l’inizio del tour. «Sì, è stato divertente», dice Gossard. «Sono felice di averlo fatto. Quel pezzo era un po’ la star, tra tutto quello che avevamo registrato. Speriamo di continuare così».

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