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Omicidio di Drakeo the Ruler, parla la madre: «Ecco com’è morto mio figlio»

La donna racconta cos’è successo nel backstage dov’è stato accoltellato il rapper e annuncia una causa: «Non avrò pace finché giustizia non sarà fatta. È successo a un festival, qualcuno ne deve rispondere»

Drakeo the Ruler al Rolling Loud di San Bernardino, California il 12 dicembre 2021

Foto: Scott Dudelson/Getty Images

È lunedì, sono passati due gironi dalla morte insensata di Drakeo the Ruler, accoltellato nel backstage del festival Once Upon a Time in L.A., e la madre del rapper racconta del «carattere genuino» del figlio. Intanto asciuga le lacrime.

Porta due dita sulla clavicola per indicare il punto in cui è entrata la lama uccidendo il figlio. «L’hanno colpito al collo. L’ho visto io all’ospedale. Trattandosi di omicidio non me l’hanno fatto abbracciare, né baciare, niente. L’ho dovuto guardare da dietro a un vetro», spiega a Rolling Stone Darrylene Corniel, 53 anni, nella sua casa a Los Angeles.

«La gente deve sapere. E voglio giustizia per mio figlio. Sono convinta che l’avrà. Non avrò pace finché giustizia non sarà fatta».

Secondo Corniel, il figlio Drakeo (vero nome Darrell Caldwell) era nel backstage con un gruppetto d’amici tra cui il fratello minore Devonte Caldwell, che fa rap col nome di Ralfy the Plug. Secondo le voci raccolte dalla donna, sono arrivate molte persone con un altro rapper, YG.

«Mi hanno detto che c’erano 40, forse 60 persone», spiega. I nuovi arrivati nel backstage hanno travolto i suoi figli e il loro piccolo gruppo. «È successo tutto in fretta, gli sono saltati addosso».

Dice la donna che Devonte ha cercato di proteggere il fratello. «Ha tentato di reagire, ma quando s’è girato lo ha visto insanguinato. “Ti hanno accoltellato?”. Erano in tanti».

Darrylene Corniel è convinta che l’orgoglio abbia avuto un ruolo nella tragedia, ma aspetta di sentire gli inquirenti per farsi un’idea più precisa. «È incredibile come la gelosia e l’invidia possano spingere la gente a cadere tanto in basso da distruggere vite umane per via del successo che hanno ottenuto», dice. «Più in alto vai, più la gente si sente minacciata. Quando ha cominciato ad andare bene, tante persone l’hanno presa male».

Al di là del movente dell’omicidio, per la donna è evidente che la security presente nella venue non ha fatto il suo lavoro.

«Vogliamo far causa», annuncia a Rolling Stone. «È un fatto avvenuto nel backstage di un festival. Qualcuno è tenuto a rispondere».

Darrylene Corniel. Foto di Nancy Dillon per Rolling Stone US

Il concerto si teneva al Banc of California Stadium, all’interno dell’Exposition Park di Los Angeles, ed era organizzato da Live Nation. In un comunicato, la società ha dichiarato che l’incidente è avvenuto «in un backstage sulla strada» e che il fatto ha portato alla fine del festival con un’ora in anticipo.

«La scomparsa di Drakeo the Ruler ci rattrista enormemente. I nostri pensieri vanno alla sua famiglia e ai fan, stiamo facendo tutto il possibile per aiutare le autorità e le indagini», ha detto un rappresentante di Live Nation in una e-mail inviata a Rolling Stone lunedì.

Secondo una fonte, teoricamente era possibile accedere al backstage solo passando da un metal detector e superando un’area di screening controllata da unità cinofile, con animali addestrati a trovare polvere da sparo e altri esplosivi.

Gli investigatori dicono che nei fatti è coinvolto «un sospetto con un’arma da taglio». Non è chiaro se l’arma abbia superato i controlli o se si tratti di un oggetto trovato nel backstage.

«Hanno fatto entrare un sacco di gente e nel backstage non dovrebbe succedere. La sicurezza dovrebbe essere al primo posto», ha detto Corniel. «Tutto quanto l’evento doveva essere organizzato molto meglio. Doveva esserci più sicurezza. Metti i metal detector e perquisisci le persone, però poi lasci entrare quella gente. C’erano molte più persone del previsto. E avete permesso loro di aggredire mio figlio. Non l’avete protetto».

Quando parla del figlio, Corniel scoppia a piangere e ha bisogno di un po’ di tempo per riprendersi. «Darrell aveva un buon cuore. Si prendeva cura delle persone che gli erano vicine, gliel’avevo insegnato io a farlo, a guardare le spalle a tutti. Chi lo conosceva davvero sa che era una persona vera. Aveva un gran cuore».

La donna, insegnante laureata in scienze dello sviluppo infantile, spiega che Caldwell lascia un figlio di cinque anni. Due giorni prima della morte, l’aveva portato al Long Beach Aquarium.

«Aveva un sacco di progetti», spiega Corniel. «Voleva aiutare i senzatetto e fare qualcosa per i bambini bisognosi. E prendersi cura della sua famiglia. È anche per questo motivo che faceva musica, per aiutare la famiglia. Aveva visto cosa aveva dovuto passare sua madre, cosa significava averlo cresciuto da sola, portarlo a scuola, prendere una laurea senza il sostegno di nessuno. Darrell voleva aiutare tutti».

Questo articolo è stato tradotto da Rolling Stone US.

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