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Olivia Rodrigo è la teen star perfetta

Vintage e contemporaneo s'incontrano nel repertorio di questa debuttante di successo (vedi 'Drivers Licence') che rappresenta una nuova generazione di hitmaker cresciuti idolatrando Taylor Swift

Olivia Rodrigo

Foto: Stefan Kohli

Olivia Rodrigo potrebbe benissimo essere stata disegnata in laboratorio tanto è perfetta nel suo ruolo di teen star. C’è solo un problema: la sua parte migliore è quella magnificamente, autenticamente, disordinatamente umana. Rappresenta il nuovo paradigma delle regine del pop, ha stracciato il vecchio libro delle regole e ne sta scrivendo uno nuovo. Sembra venuta fuori dal nulla, apparsa all’improvviso al primo posto in classifica con un singolo di debutto che è già un classico: Drivers License. È uno di quei debutti grandiosi, seguiti da due brani che forse sono ancora meglio, Deja Vu e Good 4 U. Il primo dei due è una sorta di provocazione a un ex, racconta di quando ascoltavano insieme Billy Joel, che tra le altre cose ha registrato la sua ultima hit un decennio prima che lei nascesse.

Olivia Rodrigo è un nuovo tipo di star perché rappresenta una nuova generazione di hitmaker, quella cresciuta idolatrando Taylor Swift. Per lei, l’idea di come si scrive una canzone arriva da Taylor e dalle sue storie intricate, autoreferenziali e piene di geniali codici da decifrare. La musica di Rodrigo è un assaggio del futuro, un segno che l’influenza di Taylor Swift sul pop è ancora tutta da scoprire. Olivia è una figlia devota anche di Lorde, da cui ha imparato un sacco di trucchi del mestiere. Nella settimana in cui è nata, nel 2003, Avril Lavigne era nella top 10 con I’m With You, il che ha senso giacché sembra una sorta di profezia cosmica. Sembra un passaggio di consegne, con Olivia che prende il posto di Avril (è nata anche nella stessa settimana d’uscita del disco dei Postal Service, è una vera figlia del destino del pop).

Drivers License è una di quelle canzoni che ascolti una volta e nel giro di un minuto capisci non solo che è un classico, ma anche che chi l’ha scritta ne ha tanti altri ancora da cantare. I brani di Olivia Rodrigo sono pieni di dettagli che si svelano nel tempo, come il “ti amo” sussurrato di Deja Vu, così nascosto nel mix che l’ho notato solo dopo settimane. A maggio ha aggiunto un altro capitolo alla sua storia con una canzone a sorpresa, il punk superbo di Good 4 U, una combinazione molto anni ’90 tra chitarre e mollette per capelli, completata da un video in cui dà fuoco ai suoi ricordi.

Per il pubblico della Disney, Olivia era già una delle star più amate di Bizaardvark. È ancora più famosa per chi ha visto High School Musical: The Musical: The Series, dove interpreta una ragazzina al centro di un musical basato sulla pellicola del 2006 di Disney Channel. Nel film canta vecchi brani come Start of Something New, ma anche inediti come All I Want e Out of the Old, che è piena di riferimenti a Lorde (“I still feel stopped when every light turns green”) e swiftismi (“Would my wildest dreams feel like home?”).

È difficile esagerare nel descrivere le stranezze di High School Musical: The Musical: The Series (scusate, non riesco a non ripetere il titolo). Olivia si è ritrovata in un chiacchierassimo triangolo amoroso con il co-protagonista Joshua Bassett. Insieme interpretano i Zac Efron-Vanessa Hudgens della situazione e cantano canzoni fittizie che parlano delle loro vere tribolazioni romantiche, mentre nella vita vera scrivono l’uno dell’altro. Lui è il Mr. Perfectly Fine della situazione. È stato anche associato all’attrice Sabrina Carpenter, secondo qualcuno la bionda di cui si parla in Drivers License (“Lei è molto più grande di me / È tutto quello per cui sono insicura”, come se nel brano ci fosse anche solo un briciolo di insicurezza). Quando Olivia ha pubblicato Drivers License, Joshua ha risposto con Lie Lie Lie e Sabrina con Skin, che contiene la frase: “Forse non lo pensi davvero / Forse bionda era l’unica parola a fare rima”.

Che labirinto borgesiano. Sembra la versione teen pop dei Racconti di Canterbury. In realtà, Olivia fa parte di una tradizione che risale al 1380. Raquel Welch aveva ragione: gli anni ’80 sono davvero il miglior decennio di ogni secolo.Tutti e tre i lati del triangolo sono finiti a spingere uno le canzoni dell’altro e Joshua ha coraggiosamente discusso della sua sessualità in pubblico, dicendo: «La gente mi ha insultato per cose di cui non sa nulla». Ha anche pubblicato un video in cui raccontava della sua passione per Harry Styles, dove aggiunge: «Credo che questo sia il mio coming out».

Come la maggior parte dei fan di Olivia, però, sono andato fuori di testa per questi pezzi ben prima di scoprire di cosa parlassero davvero. La ragione per cui è diventata subito una star è che sembra che parlino di tutti noi. Come il suo idolo Taylor Swift, Rodrigo è ossessionata dai dettagli. Amo come canta di «guardare le repliche di Glee» col suo ex, anche se ammette di non averlo mai fatto davvero. (È lo show a cui lavorava Finneas, fratello e collaboratore di Billie Eilish, e non pensate neanche per un minuto che un’autrice abile come Rodrigo non ne sia consapevole).

E come il suo idolo Tay, Olivia è una classicista che ha frequentato l’accademia del pop. Come Tay, sembra abbia approfondito You’re So Vain come gli studiosi del Talmud approfondiscono il Deuteronomio. Amo come Deja Vu sembra centrata sull’immagine di lei che ascolta Billy Joel col suo ex – la loro canzone era Uptown Girl – e ora è gelosa della ragazza che lo ascolta al posto suo. Quanto dobbiamo aspettare prima che Billy restituisca il favore con una bella cover?

Tornando agli anni ’80, Debbie Gibson diceva sempre che Billy Joel era la sua influenza principale. Per qualche ragione, lui riesce a parlare alle teen pop star di ogni epoca. Con la sua musica, Billy Joel voleva catturare lo spirito delle notti romantiche della sua giovinezza, quando ascoltava il soul degli anni ’60 e il doo-wop. (Come ha detto a Rolling Stone all’epoca: «Mi domando come sia crescere senza ascoltare Percy Sledge che canta When a Man Loves a Woman»). Nel video di Uptown Girl, canta a un cartellone pubblicitario che ritrae la sua vera moglie dell’epoca, la modella Christie Brinkley. Dopo la separazione, ha passato anni cercando di cambiare versione: diceva che Uptown Girl parlava di un’altra persona, ma nessuno gli ha mai creduto. I teenager non sono gli unici che si scaldano quando si parla di musica e ricordi.

Con l’arrivo del primo, atteso album di Olivia, Sour, sembra che questo sia l’inizio di una lunga carriera. Rodrigo, però, rappresenta anche un’altra cosa: è l’esempio perfetto del perché questo sia un buon momento per gli appassionati del pop. Non è legata a nessuno stile, a nessuna epoca: nelle sue canzoni, vintage e contemporaneo si ispirano a vicenda. Tutto ciò che è vecchio può ridiventare nuovo, ogni cosa del passato può dare vita al futuro, finché artisti come Olivia troveranno un modo per farlo. In altre parole, questo è proprio un bel déjà vu.

La copertina dell’album ‘Sour’ pubblicato oggi

Questo articolo è stato tradotto da Rolling Stone US.

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