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Of Monsters and Men: «Più umani, meno mostri»

Abbiamo chiacchierato con il cantante e chitarrista Raggi del nuovo album e dei cambiamenti della band. E anche de "Il Trono di Spade"
Gli Of Monsters and Men, arrivati al secondo album. Foto: Meredith Truax

Gli Of Monsters and Men, arrivati al secondo album. Foto: Meredith Truax

A Firenze è una giornata di sole e gli Of Monsters and Men sono a passeggio per il centro, tra opere d’arte e musei, come i migliori turisti. Il loro concerto autunnale, dopo i due di quest’estate, è arrivato a confermare del successo del loro secondo album Beneath the Skin. Alle spalle hanno un solido pubblico, che si è formato dopo il clamoroso boom di Little Talks, la loro hit più conosciuta. Portano in giro tutto il loro immaginario mitologico, fuso con un una buona dose di normalità folk, due tratti che possono avere solo le band che arrivano da certe terre fredde. Per fortuna, a scaldarli ci pensa la gente: «Continuano a fermarci per delle selfie, siete caldissimi qui in Italia», racconta Ragnar “Raggi” Þórhallsson.

Com’è cambiato il vostro approccio a questo album? Sembrate cresciuti…
Dici musicalmente? Beh, sì. Abbiamo suonato di continuo per due anni, il nostro suono è cambiato, ci siamo amalgamati come band. Cerchiamo sempre di tenere qualcosa di nostro, di riconoscibile.

E personalmente?
Anche! Sono passati due anni, ci sentiamo a nostro agio a parlare di cose diverse. Penso si veda anche nell’album. Sai, con il primo avevamo iniziato dalle storie della nostra terra, da fatti generali, diciamo. Ora abbiamo avuto la possibilità di esplorare un po’ più a fondo in noi stessi. Due anni fa non avremmo potuto fare un album come questo, non eravamo pronti.

Scusa il gioco di parole che avranno già fatto tutti. Siete un po’ più umani e meno mostruosi in Beneath the Skin
Esatto, è più personale. I miti, la mitologia ci hanno aiutato perché hanno creato hype intorno a noi grazie sia alla stampa che ai fan. Ora c’è un feeling più umano, siamo andati oltre anche per quanto riguarda i video, vorremmo limitare quel mondo. Siamo cambiati, ecco. E penso sia una cosa positiva.

È stata dura produrre nuove canzoni avere un successo come Little Talks alle spalle?
In realtà no, l’abbiamo usato sempre e solo come un fatto positivo. Non abbiamo mai avuto paura di confrontarci con un successo così. Semplicemente ha permesso a molte più persone di ascoltare la nostra musica e di scoprire anche le altre canzoni.

So che sarete nella prossima stagione de Il Trono di Spade con un cameo, come altri prima di voi
Non posso dire niente.

Lo sapevo, ci ho provato…
Dai no, posso dirti che siamo nel cast, è vero. E posso anche dirti che abbiamo già girato le nostre scene, ecco.

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