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Nick Mason sullo stato attuale dei Pink Floyd: «È stupido continuare a farsi la guerra»

«Penso che a Roger bruci l'errore di aver pensato che senza di lui la band non avrebbe più continuato» ci ha raccontato il batterista, che rimane però fiducioso su una tregua futura fra Waters e Gilmour.

Nick Mason. Foto di Andrew Redington/Getty Images

Nick Mason. Foto di Andrew Redington/Getty Images

Il batterista dei Pink Floyd, Nick Mason, ha sempre occupato uno spazio unico nella band. Nonostante sulle canzoni abbia meno crediti da autore di qualunque altro membro, è l’unica persona ad aver suonato in ogni album dei Pink Floyd, oltre che l’unica che ha sempre visto lo scioglimento come una pessima idea. Se fosse stato lui a decidere, probabilmente starebbero riempiendo gli stadi come stanno facendo i Rolling Stones. Ma siccome non è lui a decidere, si limiterà a portare il suo nuovo progetto, Nick Mason’s Saucerful Of Secrets, nel suo primo tour americano l’anno prossimo, per una serata in onore della musica prima del 1973.

Prima di mettere su la nuova band, il batterista ha ricevuto il benestare sia di David Gilmour che di Roger Waters. Perché, non si parleranno molto fra loro ultimamente, ma sicuramente sono rimasti molto vicini a Mason. «È una cosa davvero assurda secondo di me» dice, provando a spiegare l’attuale stallo. «Ma penso che il problema sia che Roger non rispetti davvero David. Pensa che scrivere pezzi sia tutto, e che suonare la chitarra o cantare siano cose che—non dico che sanno fare tutti—ma che non possono essere messe sullo stesso piano di giudizio del comporre.»

Secondo lui, fra i motivi della discordia ci sarebbe anche la decisione di Gilmour di andare avanti a nome Pink Floyd dopo che Waters lasciò la band nel 1985. «Penso che a Roger bruci l’errore di aver pensato che senza di lui la band non avrebbe più continuato» dice Mason. «È un’irritazione costante, davvero, il fatto che ritorni sempre a quell’avvenimento. Io non mi faccio bloccare troppo dalla cosa, solo perché riguarda loro due e non me. Io vado d’accordo con entrambi, e penso che sia deludente che, anziché essere anziani gentlemen, stiano ancora ai ferri corti.»

Roger Waters con Nick Mason

Roger Waters con Nick Mason

I rapporti fra i due sono stati estremamente freddi per almeno 20 anni dall’uscita di Waters dal gruppo, ma nel 2005 hanno messo da parte i dissapori per una trionfante reunion al Live 8. E anche se non ha portato a nessuna vera reunion dei Pink Floyd, nell’estate 2010 si sono di nuovo esibiti insieme a un evento benefico in favore dei bambini palestinesi organizzato nel Regno Unito. L’anno seguente, Gilmour è apparso sul palco di Waters per cantare Comfortably Numb alla 02 Arena, per poi aggiungersi anche lo stesso Mason per il bis finale.

Da lì, più nessun’altra apparizione di gruppo per i restanti sette anni. E quando Gilmour ha dato vita nel 2014 all’album dei Floyd, The Endless River, in onore dello scomparso Richard Wright, non ha neanche per sbaglio pensato di coinvolgere Waters. «È un gran mistero per me il fatto che tutti pensano che quello che facciamo ora dovrebbe ancora riguardare Roger» aveva detto Gilmour a Rolling Stone. «Roger era stanco di essere in un gruppo pop. Ormai è abituato a essere la sola potenza dietro alla sua carriera. Il solo pensiero di lui che ritorna in qualcosa in cui vige ancora una forma di democrazia mi è impossibile. Non sarebbe proprio il suo ambiente. In più, ero nei miei trenta quando Roger è uscito dal gruppo. Ora ne ho 68. È passata metà della mia vita. Ormai non abbiamo più tanto in comune.»

E come molti fan dei Pink Floyd, anche Mason trova frustrante questo eterno battagliare. «Va e viene» dice. «E penso che possa essere amplificato dalle particolari differenze di opinioni riguardo una ristampa di un vecchio album, quale dovrebbe essere l’approccio, cosa andrebbe fatto.»

Ciò però non significa che si sia arreso all’idea di una tregua di qualche tipo. «Vivo nella speranza» racconta. «Voglio dire, non credo che andremo mai in tour come Pink Floyd di nuovo. Ma sarebbe stupido a questo punto delle nostre vite continuare a battibeccarci.»

Ma lui come riesce a stare neutrale nel mezzo di tutto ciò? «Tenendo la testa bassa, dietro il parapetto» dice.

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