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Nel mondo di unicorni (e droghe) dei Flaming Lips

Wayne Coyne vive in un mondo psichedelico pieno arcobaleni ma a noi ha parlato di un tipo di droga futuristica che infonde felicità
Riccardo S. Savi/Getty Images

Riccardo S. Savi/Getty Images

Chiamo Wayne Coyne la sera del lunedì più deprimente dell’anno, il Blue Monday. O almeno così sostiene Wikipedia, che individua l’autore della teoria del terzo lunedì dell’anno in una compagnia di viaggi Usa. Nel 2005, la società si sarebbe inventata un modo per vendere vacanze all inclusive formulando una pseudo equazione che mette in relazione porzioni di tempo non proprio facili da calcolare: il tempo speso in attività culturali, speso sotto stress, speso facendo i bagagli… Tant’è che nemmeno il cantante dei Flaming Lips ci crede molto. Nel mondo pieno di confetti, unicorni e arcobaleni che l’ensemble psichedelico dell’Oklahoma si è costruito con gli anni, non c’è spazio per giorni deprimenti. Lo stato liquido dei brani del nuovo Oczy Mlody e l’ottimismo che ci è disciolto dentro servono proprio ad allontanare pensieri negativi stordendo le sinapsi. Come quando la medicina chiude un occhio per curare la depressione con piccole dosi di ketamina, un anestetico per cavalli usato anche come droga ricreativa. Wayne non è famoso per essere un tipo riservato o moralista, per cui la conversazione non ci mette molto a passare dal rock psichedelico dei Lips alle sostanze che l’hanno sempre stimolato.

Come sta andando il tuo Blue Monday? Dicono sia il giorno più deprimente dell’anno.
Dicono così? Io non sono per nulla depresso, mi sento molto normale oggi. Sono contento di essere vivo, la depressione non mi tocca proprio. Però posso capire la faccenda del terzo lunedì di gennaio: a volte, se sei un po’ giù, può aiutarti sapere che stanno tutti sulla tua stessa barca.

Sì, oggi siamo tutti giù tranne te, e forse i New Order e il loro commercialista. Senti, ma è vero che l’Oczy nel titolo del nuovo disco sta per ossicodone, l’oppiaceo?
coyne Potrebbe sembrare, ma non si riferisce a quello. Sono due parole polacche che significano: “Gli occhi dei giovani”. L’inizio del titolo potrebbe ingannare.

Quindi i Flaming Lips hanno chiuso con le droghe?
coyne Oddio, non direi. Siamo gli stessi di sempre, c’è sempre quel tipo di curiosità. Facciamo uso di droghe ogni tanto, per divertirci un po’. Ma non direi che sono la nostra principale attività.

Secondo te, ha ancora senso collegare il rock psichedelico agli stupefacenti?
Non so, penso che droga e musica siano da sempre legate in un certo modo. Sono entrambe vie di fuga emozionali, ti fanno stare bene. Certo, non vanno di pari passo. Esistono tantissime persone al mondo che non hanno bisogno di alcol e droghe per stare bene.

Senza droghe però gli unicorni non li vedi.
No, lo credo anch’io. Tutte quelle immagini fantasy nel disco vogliono raccontare la storia di un qualche tipo di droga futuristica. Qualcosa che infonde ottimismo e ricordi felici, quel tipo di felicità che vedi, chessò, nei bambini. È una specie di storia che ci inventiamo per collegare i brani come in un concept album. Ma non è per niente un concept album, è più una raccolta di pezzi che rimanda alle stesse emozioni e alle stesse creature fantastiche. Tutti i colori, gli arcobaleni e gli animali fantastici ci aiutano a non sembrare troppo tristi o seri. L’umorismo occupa una grossa fetta dell’essenza dei Flaming Lips e serve a sdrammatizzare il dolore, le tragedie. È un bene che ogni tanto ci ricordiamo di non essere una band seria. Se si riesce ad arrivare a un equilibrio fra umorismo e malinconia, abbiamo fatto il nostro lavoro. Comunque la musica è qualcosa di troppo relativo. Penso che la maggior parte delle canzoni in circolazione sia più evocativa se non sei sotto l’effetto di droghe. Un sacco di musica è ottima da fatti, ma anche da sobri. Dipende tutto da te.

Tu quale preferisci?
Io preferisco la musica da sobrio. Anche perché, se hai le droghe, non hai bisogno di molto altro.

Vi divertite ancora a fare i dischi oppure sentite un certo senso del dovere?
Oh, ce la spassiamo ancora! Può essere frustrante solo quando senti di spendere tempo ed energie per qualcosa che non ti va di fare. Per fortuna non succede spesso, indipendentemente dalla qualità della musica. Se devo essere sincero, a noi fare dischi piace persino più del dovuto, ma succede a tutti gli artisti introversi. Non c’è niente come fare l’unica cosa che ti interessa. E poi non siamo mai da soli, ci sono Steve (Drozd, autore della band, ndr) e tutti i fonici, costantemente a casa mia. Se qualcuno dovesse entrare lì dentro, penserebbe subito: “Che palle è ’sto posto?”, ma per noi è come un parco giochi per un bambino. O una farmacia per un tossico (ride).

Comunque ti facevo un consumatore più assiduo di droghe, non so perché.
Non mi descriverei come un tipo da droghe. Ne ho sempre prese di tanto in tanto con gli amici, non ne faccio un mistero. E in ogni caso sono sempre leggere, come la cocaina o l’MDMA. Per entrambe, ne basta davvero poca per sentire l’effetto. C’è gente molto più allenata di me, fidati.

Io per esempio non ho mai preso l’LSD o qualsiasi altro allucinogeno, perché mi fanno troppa paura.
Non ti biasimo, però se sei curioso potresti prenderne davvero pochissimo e poi magari riprovare un paio di anni dopo con una dose maggiore. Te lo descrivo brevemente: è un viaggio impegnativo, disorientante, molto psicologico. Come sostanza, fa leva sui meccanismi più profondi della personalità. Per cui, se sei un po’ spaventato quando lo prendi, è quasi sicuro che ti troverai catapultato in un incubo di trip, e purtroppo i trip in genere durano tanto. Io sono esattamente come te, mi inquieta, quindi impazzirei.

Davvero non hai mai provato l’LSD?
Sì, ma davvero poche volte, tipo tre. Nessuna delle tre volte mi sono divertito molto.

Ti ricordi il tuo primo trip?
Certo, avevo 17 anni. In parte è stato divertente, perché ero con gente che si stava divertendo. È stato molto tempo fa, ti parlo del 1978. Immagino che all’epoca gli acidi che la gente si piazzava sopra la lingua fossero di qualità superiore, ma non mi è piaciuto, perché la botta mi è durata per qualcosa come 12 ore. La mia mente era stanca e ha cominciato a pensare a brutte cose. Non so perché la mia mente funziona così, ma sono felice di essere diventato creativo e ottimista col tempo. Quando ero giovane, mi spaventava moltissimo il danno che un consumo smodato di droga può causare al cervello, e al tempo frequentavo molta gente bruciata. Ora non ho più paura, ma è anche vero che non mi faccio più di droghe pesanti.

Io so solo che ormai anche l’erba è diventata troppo forte. Esistono varietà incrociate che hanno oltre il 20% di principio attivo dentro, una roba allucinante.
Anche per me, soprattutto perché agiscono sulle tue paure più irrazionali, le amplificano. E allora poi non ha neanche più senso fumare. Non è così per tutti, eh. Per molti ha un effetto calmante, indipendentemente dalla varietà. Ma penso sia un bene per te, vuol dire che non hai bisogno di erba.

Beh, c’è sempre l’alcol.
Anche lì, senza esagerare. Preferisco che la gente faccia uso di droghe divertenti piuttosto che di alcol.

Grazie dei consigli. Al nuovo Presidente degli Stati Uniti invece cosa consiglieresti?
Io gli consiglierei un po’ di MDMA. Con un po’ di ottimismo, chissà che non gli si aprirebbe di più la mente anziché essere così rigida e critica come quella di un milionario, quale invece è. Gli direi: “Hey man, questa roba spacca e potrebbe davvero aiutarti a essere più gentile, più paziente. Magari riusciresti a unire le persone, al posto di dividerle.

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