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Nandi Bushell, la batterista di 10 anni che trasforma il rock in un gioco da ragazzi

Le abbiamo chiesto di raccontarci la sua storia: la passione per la musica ereditata dai genitori, la batteria avuta grazie ai bei voti in matematica, la sfida con Dave Grohl, l'ambizione senza freni

Nandi Bushell

Foto: Serena Brown per Rolling Stone US. Giacca e vestito: Diane Goldie

È un sabato bello pieno per Nandi Bushell. Nel corso della mattinata si è divertita un mondo grazie a una nevicata, evento raro dalle sue parti a Ipswich, in Inghilterra. «Ho preso a palle di neve mio fratello», dice su Zoom la musicista che ha appena 10 anni ed è già diventata una stellina online per via della drum battle che ha ingaggiato con uno dei suoi idoli, Dave Grohl. «A quel punto si sono uniti tutti gli altri bambini che vivono qua attorno. Abbiamo tirato fuori la slitta e ce la siamo goduta finché non è diventato troppo freddo».

Sembra la descrizione di un sabato invernale di un bambino qualunque, ma Bushnell non ha nulla di ordinario. Con la complicità del padre rockettaro John, qualche anno fa ha cominciato a postare online una serie di cover suonate alla batteria di pezzi che vanno da Chop Suey dei System of a Down a Crazy in Love di Beyoncé e Jay-Z. La cosa l’ha fatta entrare in contatto con gente come Tom Morello, Questlove, Lenny Kravitz. La sua versione selvaggia di In Bloom dei Nirvana è diventata virale e dopo aver fatto Everlong dei Foo Fighters ha sfidato Grohl in una battaglia online. I due se le sono date di santa ragione, virtualmente e con la batteria. Grohl ha persino scritto un pezzo per Bushnell chiamandola “supergirl numero uno” e “la migliore batterista al mondo”.

«Ho ispirato una leggenda del rock, pazzesco», dice Nandi seduta nello studio di papà dove campeggiano foto incorniciate di John Lennon, Aretha Franklin, Red Hot Chili Peppers e giustamente dei Nirvana. «Io mi ispiro a Grohl, il fatto che lui si ispiri un po’ a me… sono senza parole».

Nandi ha scoperto la batteria a colazione, nel senso che la famiglia mangiava ascoltando i Beatles. «Facevamo i pancake e sentivamo Hey Jude e vedevamo Ringo Starr seduto al drum kit», ricorda. «Lo trovavo grandioso».

Quando lei aveva appena 5 anni, papà e mamma le hanno comprato la prima batteria per bambini, un premio per essere andata bene in matematica. Ben presto si è trovata a suonare i White Stripes e i Rage Against the Machine col padre in un pub della zona. Nel 2019 ha incontrato Questlove al festival londinese ONBlackheath e Lenny Kravutz al soundcheck di un concerto alla O2 Arena.

Ora Nandi s’è messa a scrivere canzoni originali, compresa una folk sull’anno nuovo suonata col padre, la madre Lungile e il fratello minore Thomas, e usa una loop station per rifare classici rock come Immigrant Song dei Led Zeppelin suonando chitarra, basso e batteria nello stesso momento.

Il pensiero che i suoi video abbiano allietato qualcuno durante un periodo tanto tetro la rende felice. «Mi inorgoglisce, è un onore sapere che i miei video rendono qualcuno un po’ meno triste per questa cosa del Covid».

Bushnell sa esattamente quel che farà dopo la fine della pandemia per trasportare il suo successo online nel mondo reale. Per prima cosa, vorrebbe incontrare Billie Eilish: «Che stile che ha. Ce l’ha solo lei, se l’è inventato, è tipo anti-pop». Poi vorrebbe «andare in America e suonare in un grande stadio. Voglio scrivere altre canzoni, magari un album, andare in tour in giro per il mondo, vincere un disco di platino. E magari un Grammy prima dei 15 anni».

Questo articolo è stato tradotto da Rolling Stone US.

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