Musicians on Musicians: Flying Lotus & Thundercat | Rolling Stone Italia

Foto: Samuel Trotter per Rolling Stone US

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Musicians on Musicians: Flying Lotus & Thundercat

Faccia a faccia tra due visionari della West Coast: i Grammy sul divano, fare musica durante la pandemia, 'Cosmogramma' e 'It Is What It Is', il primo incontro e la "magia" che la gente non capisce

Flying Lotus e Thundercat sanno di condividere qualcosa di prezioso. La partnership creativa fra il producer visionario da un parte e l’eccentrico cantante e virtuoso del basso dall’altra – rispettivamente, all’anagrafe, Steven Ellison e Stephen Bruner – dura da oltre un decennio e comprende un sacco di dischi epocali, inclusi To Pimp a Butterfly di Kendrick Lamar (a cui hanno lavorato entrambi), quel capolavoro inebriante di collage di beat che è Cosmogramma di Flying Lotus (del 2010) e It Is What It Is, l’opera prog-funk del 2020 di Thundercat prodotta da Lotus e vincitrice di un Grammy (è il suo quarto album solista, pubblicato dalla Brainfeeder, l’etichetta di Ellison). Nonostante tutte queste cose, vari progetti collaterali e grandi balzi in avanti a livello di profilo per entrambi, i due sono convinti che poco sia cambiato.

«Possono trascorrere mesi, o anche di più, ma quando arriva il momento di rivederci sembra che nulla sia cambiato fra noi», dice Ellison durante una chiamata Zoom con Bruner. «Io sono preso a fare cose e tu sei stato in giro a suonare il basso. Eppure, bam!, è divertente, perché c’è sempre qualcuno, intorno a noi, che ci stressa dicendo che dovremmo lavorare assieme. Ma alla fine noi lo sappiamo».

«Sì, lo sappiamo», interviene Bruner. «Lo sappiamo. Loro non pensano che sia come diciamo noi, ma è quello che è» (gioco di parole che cita il titolo dell’album It Is What It Is, ndt).

«Sì, è quello che è», dice Ellison ed entrambi scoppiano in una risata.

In questa conversazione, i due parlano di tenersi in forma durante la pandemia (Ellison alla tastiera e Bruner abbracciando un rigido regime di allenamento per il pugilato), dei loro surreali «Grammy sul divano» e di come hanno capito, da subito, di essere anime gemelle musicali.

Siete entrambi artisti iperproduttivi, sempre presi da collaborazioni e lanci di nuovi progetti. Come avete affrontato la pandemia?

Flying Lotus: Mi sono messo a esplorare a fondo il piano e a studiare musica classica. Ho provato a disegnare di più. A espandere il raggio delle cose che faccio. Voglio venire fuori da questa storia e sentirmi un artista migliore di quando è iniziata. Non c’è alcuna scusa per non imparare cose nuove e non volersi spingere oltre. È proprio così. Tutte le cose che già faccio, voglio provare a farle meglio… [Yasuke, l’anime di Netflix] è stato un’esperienza positiva ed è stato bello ricevere un Grammy, perché eravamo tutti…

Thundercat: I Grammy sul divano (ride).

Flying Lotus: Sì, il morale era a terra, per cui è stato bello avere un Grammy e tutto il resto.

Avete vinto il Grammy per il miglior album di progressive R&B con It Is What It Is ed è stato il vostro primo come team creativo, ma anche il primo per la Brainfeeder come etichetta. Come è stato raggiungere un tale traguardo in un momento come questo?

Thundercat: È stato curiosamente bizzarro, una cosa davvero strana, perché in effetti sono felice di avere festeggiato con i miei cari al mio fianco – i tipi di Brainfeeder e la mia famiglia. È stato bello, perché solitamente durante la cerimonia dei Grammy ti tengono separato da tutti, no?

Flying Lotus: Sì, questa è stata la parte bella.

Thundercat: Ero con le persone con cui dovevo stare. Quindi è stato bello. Anche se non ho ancora ricevuto la mia gift bag e la cosa non mi piace, perché dentro ci mettono le migliori creme per la pelle e i migliori snack… e io non ho avuto nulla.

Flying Lotus: Sono d’accordo sugli snack.

Thundercat: Sto cercando di non prendermela troppo per questa cosa, perché voglio davvero un po’ di snack dei Grammy. Comunque è stato bello. Sono molto grato per tutto questo. Non ha riflettuto ciò che è accaduto all’uscita del disco, perché è passato quasi sotto silenzio quand’è stato pubblicato. È stato come se qualcuno avesse detto: «Ed ecco il disco! Ora tutti seduti composti». [It Is What It Is] è uscito subito dopo che tutto si era fermato.

Flying Lotus: Sì, in pratica è uscito proprio quando tutto è stato stoppato. Poi il suo tour è stato cancellato. Così ho messo tutto in stand by e ho cercato di far finta che non fosse successo nulla in un certo senso, per cui è stato bello ricevere quel riconoscimento in un momento simile. A cosa stai lavorando, Cat? Stai suonando ora?

Thundercat: Ho letteralmente solo boxato per cinque giorni a settimana, Lotus (ride).

Flying Lotus: Non suoni più il basso?

Thundercat: Credo che mi darò agli sport di contatto… No, non so. La cosa divertente per me è che io imparo moltissimo stando sul palco. Certo, studio pezzi e suono costantemente. Ma niente mi dà tanto come stare su un palco ed esibirmi.

Flying Lotus: Già, sono due mondi separati. E immagino che anche con la boxe sia una cosa simile: puoi passare le giornate a imparare i colpi, ma niente può sostituire il combattimento vero e proprio.

Thundercat: Esatto, prendere dei cazzotti in faccia. E da quando avevo una decina d’anni la mia vita è stata così, cazzo: è sempre stata una performance. Ed è così che ho imparato; è così che ho sempre trovato nuove idee.

Flying Lotus: Sì, perché hai una conversazione con te stesso e col pubblico. Crescere, in quella situazione, è quasi un processo sinergico.

Voi due negli ultimi dieci anni avete lavorato moltissimo insieme. Quando vi siete accorti di questa grande affinità?

Flying Lotus: Credo che lui sia semplicemente venuto a casa mia, si sia guardato intorno ed era fatta. Ha detto: «Oh, sì».

Thundercat: Una cosa tipo: ah, questo ce l’hai su vinile?!

Flying Lotus: Già, il vinile della colonna sonora di Ken il Guerriero. Quello ti ha colpito.

Thundercat: Fratello, quando l’ho visto mi hai conquistato. Pensavo: ok (con intensità esagerata) ci siamo.

Flying Lotus: Abbiamo cominciato a lavorare a Cosmogramma. Mentre lo facevamo, lui mi osservava e a un certo punto mi ha detto: «Yo, amico, voglio essere uno dei tuoi artisti». E io: «Dici davvero?». È stato un bel punto di svolta nella mia vita e mi chiedevo da dove iniziare. Ci siamo tuffati nel lavoro e da quel momento siamo andati avanti.

Thundercat: Ce ne siamo resi conto entrambi. Non solo io. Spiegare, sezionare… a volte non riesco a essere molto analitico. C’è una parte di tutto ciò che io…

Flying Lotus: È magia. E credo questa sia la parte che la gente considera fuori di testa. A volte chi sta intorno a noi cerca di razionalizzare ciò che sta accadendo. Ma siamo solo due tizi con una fortissima connessione, che si capiscono l’un l’altro.

Thundercat: Sì è un continuum. Ci sono momenti alti, ce ne sono molti. Si vola. Ma la sensazione è quella di una lunga linea continua.

Flying Lotus: Vero. E sento che in ogni nostro progetto giunge il momento in cui facciamo un passo indietro e diciamo: wow, come siamo arrivati fin qui? Come siamo giunti a questo? Grazie a Cosmogramma ci siamo incontrati. Grazie a It Is What It Is abbiamo vinto la statuetta.

Thundercat: (Ride) L’hai detto. È così, fratello. È un gran album cazzuto.

Questo articolo è stato tradotto da Rolling Stone US.