Foto: Brad Ogbonna per Rolling Stone

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Musicians on Musicians: Billie Joe Armstrong & Billie Eilish

Come sopravvivere all’industria discografica e restare fedeli al punk secondo la nuova stella del weird pop e il frontman della band che ascoltava da bambina, i Green Day

Billie Joe Armstrong sembra scioccato quando Billie Eilish gli dice qual è la sua canzone preferita dei Green Day. Non è una hit: è All By Myself, la ghost track acustica di Dookie, del 1994. “Oh, è Tré Cool!” dice Armstrong, chiarendo che è il batterista della band a cantare quella canzone. “So che è lui” dice Eilish. Armstrong aggiunge: “È una canzoncina piccola e sporca”.

Anche se Dookie è uscito sette anni prima della nascita di Eilish, è facile capire perché lo ama. Le tematiche di Dookie – noia, ansia, incertezze – sono le stesse che ha portato a degli estremi perversi nel suo album-rivelazione When We All Fall Asleep, Where Do We Go? Eilish, diciassette anni, ascolta i Green Day fin da quando ne aveva nove. Suo fratello maggiore e partner musicale, Finneas O’Connell, era talmente fan che da ragazzino emulava tutto di Armstrong, compresi “quella piccola cravatta un po’ allentata e l’eyeliner maschile”. “Era una specie di versione di te per i poveri” dice Eilish. “Beh” dice Armstrong, ridendo, “Adesso è la versione di lusso”.

I due sono a Los Angeles, sul sedile posteriore della Ford Falcon del ’63 di Armstrong. Ha comprato la macchina per 1.000 dollari su Craigslist, ha ricostruito personalmente il motore e l’ha fatta trasportare da casa sua a Newport Beach fino a qui per questo servizio fotografico. “È pazzesca” dice Eilish, che ha appena ricevuto la sua prima macchina, una Dodge Challenger nera (“la mia cucciola di drago”). Elettrizzato all’idea che Eilish voglia fare quattro chiacchiere con lui, è arrivato con uno scatolone pieno di camicie da lavoro con la scritta “Billie” ricamata sopra, che le ha regalato. Armstrong, 47 anni, è felice di uscire dallo studio dopo un anno rinchiuso a lavorare al tredicesimo album dei Green Day, Father of All Motherfuckers, che li vede incorporare nel loro sound anche soul, new wave e R&B vintage. La band ha appena annunciato un tour estivo negli stadi per il 2020 con i Weezer e i Fall Out Boy, mentre Eilish si prepara a un tour americano nei palazzetti e nelle arene che comincerà a marzo. Anche se lei e Armstrong hanno molto in comune, a volte quando sono insieme il gap generazionale appare molto chiaro. Prima di questo servizio fotografico, Armstrong guarda nello specchio della stylist e dice “Sono davvero spaccato oggi”. Eilish scoppia a ridere. “Sono spaccato?” dice. “Si dice spacco!”.

ARMSTRONG So che suona strano, ma sono sempre stato attratto dalla musica che suona libera. Ed è quello che mi trasmette la tua. È come se ascoltassi una persona onesta che sta esprimendo se stessa, incorporando nuove sonorità. A tratti mi sembra jazz, è una cosa figa da dire?

EILISH Yeah!

ARMSTRONG Ma i testi sono anche molto veri. È importante, quando sei circondato di roba che suona sintetica e non molto autentica.

EILISH Grazie. Sono sorpresa che alla gente piaccia la mia musica. Perché questo è un mondo in cui a nessuno piace niente, e la musica non va da nessuna parte. Ricordo di avere avuto una discussione con mia mamma su Bury a Friend. Ci dicevamo “Non fregherà un cazzo a nessuno, perché il testo dice ‘I wanna end me’”. E davvero, onestamente, non pensavo che a qualcuno interessasse. È per questo che tutto il successo che sto avendo mi sembra così strano.

ARMSTRONG In quella canzone parli di morte. Più vera di così non si può. È qualcosa di davvero, davvero sincero. Quando ero molto giovane e volevo scrivere canzoni, era sempre molto importante per me che fossero il tipo di brani che avrei potuto cantare anche vent’anni dopo. Un pezzo come Basket Case parla di perdere la testa. E quando cresci, diventa una prospettiva sempre più reale. È questo che crea longevità.

EILISH È questo che hai provato a fare? Perché quello che hai fatto è così genuino.

ARMSTRONG Abbiamo visto così tanti trend arrivare e poi passare. È difficile, perché la carota che la gente sventola davanti al tuo naso è: “Voglio davvero suonare come qualcun altro, in modo da poter continuare ad avere successo?”. E la risposta, ad ogni costo, è sempre stata “No”. Anche se la tentazione di svenderti c’è, devi continuare a restare vero. In fin dei conti, devo svegliarmi e guardarmi allo specchio ogni mattina e avere rispetto per ciò che faccio. E non amo tutto ciò che abbiamo fatto.

Nel 1994, Dookie vendette dieci milioni di copie. Cosa ricordi di quel periodo della tua vita?

ARMSTRONG Oddio. Avevo solo 22 anni. Avevo avuto anche un bambino, e mi ero sposato, perciò era stato un anno folle. Ricordo che ero molto spaventato. Stavo suonando un genere musicale che non aveva mai avuto quell’esposizione, prima di allora. Ma quello che volevo davvero era continuare a lavorare e a scrivere canzoni. Non volevo approfittare della situazione. Non mi sono mai fermato a godermi il paesaggio. Più avanti, mi chiedevo “Mi sono divertito abbastanza? È stato bello?”, perché le sensazioni che provi la prima volta che diventi un musicista famoso, non le proverai mai una seconda volta. Dopo devi continuare a creare cose nuove, per fare in modo che la tua vita resti interessante.

EILISH E alla fine ti sei divertito?

ARMSTRONG Non sempre. Ero perso, in un certo senso. Ci sono dei picchi altissimi, quando suoni di fronte a un nuovo pubblico che non vede l’ora di sentirti. Ma penso che per me la cosa più importante fosse rimanere autentico. Forse mi preoccupavo troppo di questo, ero lì a pensare “Devo rimanere coi piedi per terra, a ogni costo”. A volte mi intestardivo parecchio su questo. E infatti il disco successivo, Insomniac, era un album davvero dark. Ero come insensibile a tutto.

EILISH Il pensiero del mio prossimo album mi tormenta. C’è stato un periodo in cui mi chiedevo, “Ma alla fine fare musica mi piace davvero?”. Il tour era davvero troppo. E non parlo dei concerti. I concerti sono sempre la mia parte preferita, ma il problema sono tutti quei viaggi, il fatto di essere sempre da sola, su un autobus freddo in Europa, il cibo è orribile, e quando torni a casa tutti sono andati avanti e si sono allontanati da te. L’ultimo tour che ho fatto è stato il primo in cui mi sono divertita davero. Mi sento come se avessi qualcosa di straordinario che prima non riuscivo a vedere, e ora finalmente vedo.

ARMSTRONG Sì, vai in tour, stai lontano da casa per un anno e nel frattempo la gente si sposa, le cose cambiano. Devi avere delle persone decenti attorno a te, e delle ottime distrazioni per restare sano di mente.

EILISH Ehi, non so neanche come chiederlo, ma cosa ti ha spinto a, tipo, mostrare le chiappe ai tuoi fan nel pubblico o prenderli a calci in testa e roba così?

ARMSTRONG Oh Gesù, prendere a calci in testa la gente? Ho preso a calci in testa qualcuno?

EILISH C’è questo video che è la cosa più hardcore che abbia mai visto. C’era qualcuno nella folla che faceva qualcosa, e tu gli sei praticamente saltato addosso. È stata una roba durissima, cattivissima. Voglio dire, cosa ti ha fatto incazzare così tanto?

ARMSTRONG Penso che qualcuno stesse diventando un po’ aggressivo, e abbiamo cominciato ad urlarci addosso cose. E dopo un attimo stavo letteralmente facendo a botte con qualcuno nel pubblico. Non lo raccomanderei ad altri. Per favore, non fatelo.

EILISH Non lo farò, ma tu l’hai fatto. Inoltre, non ho lo stesso tipo di pubblico. Il tuo e il mio sono molto diversi.

ARMSTRONG Ho visto un tuo concerto. È la stessa energia. È stato uno spettacolo bellissimo. Tutti cantavano in coro, è stato come vedere una partita di calcio in Inghilterra. Ma stavano cantando in coro roba molto oscura. Era come essere in una cattedrale.

EILISH Non sono mai stata così consapevole di quello che facevo come quando ho saputo che Billie Joe Armstrong era tra il pubblico. Sono così contenta che tu sia venuto proprio in quella data, e che non sia stato un concerto di merda.

ARMSTRONG Fai mai concerti di merda?

EILISH Dirò solo che i brutti concerti sono ancora…

ARMSTRONG Va tutto bene.

EILISH È solo il mio stupido cervello che decide “Oh, stasera hai fatto schifo”.

ARMSTRONG Quando suoni così spesso, diventa una routine. Ti svegli e sei in una nuova città. Avere una sera di pausa dai concerti è come prenderti un giorno di vacanza, di fatto. Alcuni giorni sei più consapevole di quello che fai, altri ti trascini semplicemente lungo la solita strada.

Foto: Brad Ogbonna per Rolling Stone USA

Billie, come hai imparato a gestire la pressione del tour?

ARMSTRONG Per me, significa imparare il senso della gratitudine. La mia vita avrebbe potuto andare in una direzione completamente diversa. Sono solo felice che la gente venga a vedermi suonare. Ora, se un concerto è un po’ fiacco, quasi non m’interessa. È normale che le cose siano un po’ incasinate. La vita è un casino. È previsto che prima o poi io una sera canti di merda. Che la chitarra si rompa. Che Mike mi rompa le palle, e io le rompa a lui. Che Tré mi tiri dietro le bacchette della batteria. È questo che mi ha attirato verso il punk, il fatto che è una gigantesca imperfezione. È come prendere della spazzatura e renderla bellissima. È ok essere brutti. Mi piace molto che tu lo dica ai tuoi fan ai concerti. Hai detto qualcosa sul fatto di non sentirsi a posto.

EILISH Ho detto, “È ok se siete tutti brutti”.

ARMSTRONG È questo che hai detto?

EILISH No. Ti sto prendendo per il culo.

ARMSTRONG Hai detto qualcosa tipo “Se siete pazzi, siete nel posto giusto”. Ci penso un sacco, perché è un messaggio che la gente si porta via con sé quando torna a casa. Una canzone come Wish You Were Gay è super figa, penso davvero che salvi delle vite.

EILISH Non posso credere di essere nella stessa stanza con il tizio che era sul mio salvaschermo.

ARMSTRONG Ero sul tuo salvaschermo?

EILISH Sì, sulla schermata di blocco del mio telefono.

ARMSTRONG Oh, quel salvaschermo. Fantastico!

Entrambi siete stati introdotti alla musica dai vostri fratelli. Cosa si suonava, a casa vostra?

EILISH Siamo cresciuti ascoltando di tutto. La musica che ascoltavo arrivava dai miei genitori e da mio fratello, e andava dai Beatles ai Green Day e ai My Chemical Romance, fino a roba tipo Sarah McLahlan e Peggy Lee e Frank Sinatra.

ARMSTRONG Quando è arrivato l’hip hop?

EILISH Quando avevo undici o dodici anni. Ricordo di aver scoperto Tyler, the Creator e di aver pensato “Wow, avevo davvero bisogno che tutto questo entrasse a far parte della mia vita”.

ARMSTRONG Penso sia grandioso, perché con tutte queste influenze sei parte di una generazione in cui la musica diventa, come dire, genre-fluid.

EILISH Oh, è una cosa che non sopporto!

ARMSTRONG Cosa?

EILISH I generi!

ARMSTRONG Pensavo parlassi del genre-fluid. Magari credevi che quello che avevo appena detto fosse una cazzata!

EILISH Scommetto che era difficile vivere in un mondo in cui esistevano generi ben distinti. Oggi è come se non ci fosse più limite a quello che puoi mettere nella tua musica. C’è ancora qualche barriera, ma penso che quando la gente cercava di essere diversa da tutto quello che c’era in giro, era una linea netta. Eppure dentro di sé dicevano “Ehi, aspetta, ma a me piace tutto quello che c’è in giro!”.

ARMSTRONG È una cosa buona. Le cose accadono molto più rapidamente, oggi. È come se la gente attraversasse i cicli musicali come se fosse su una cazzo di pagina Instagram, dove stai lì e sbirci tra le foto tutto il tempo. Penso sia una nuova frontiera per i Green Day, il che è davvero divertente. Non dobbiamo avere per forza un contratto discografico, il che è fantastico. Posso pubblicare tutto ciò che voglio, in qualsiasi momento. Ho fatto il disco dei Longshot e ho potuto metterlo su SoundCloud. Perciò non importa se sei in una band punk-rock o in un gruppo pop o hip hop. Non importa più.

EILISH Dove hai trovato il ragazzo del video di Jesus of Suburbia?
ARMSTRONG Oh, [Lou Taylor Pucci] era un attore in un film, Thumb-sucker, un piccolo progetto indipendente. Sam Bayer, il regista, lo ha ingaggiato.

Che consigli dareste ai ragazzini che eravate?

ARMSTRONG Non ho davvero nessun consiglio, perché quando ero giovane non avrei ascoltato nessuno.

EILISH Non credo nei consigli. A volte, quando mi danno un consiglio, faccio l’opposto. Ho fatto così per tutta la mia vita. Nessuno passa esattamente da quello che passi tu, mai. Billie Joe è l’unico che vive ciò che vive. Perciò nessuno, tranne lui, può sapere cosa sta attraversando, e il fatto che sia ancora sano di mente, che sia una persona meravigliosa, che sia se stesso, nonostante tutta questa merda… Davvero, non so come abbia fatto.