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Mecna racconta in anteprima il suo “Lungomare Paranoia”

È il disco più personale del rapper, pubblicato a sorpresa. «Oggi si mischiano tutti i generi, sono curioso di come verrà recepito un album come questo»

Mecna, al secolo Corrado Grilli, è nato nel 1987 in provincia di Foggia. Foto: Mattia Buffoli

Mecna, al secolo Corrado Grilli, è nato nel 1987 in provincia di Foggia. Foto: Mattia Buffoli

Nella notte è uscito a sorpresa Lungomare Paranoia, il nuovo disco di Mecna. Dopo mesi di silenzio social, il rapper ha pubblicato un nuovo lavoro, che definisce il più personale di sempre.

L’abbiamo raggiunto per farci raccontare in anteprima i motivi di una release del genere e per parlare del disco, di internet e di nuove leve.

Da dove è nata questa scelta di non dire niente a nessuno?
In realtà è nata abbastanza spontaneamente: già prima del disco vecchio (Laska, ndr) ero sparito per poi annunciare l’uscita. Mi piace usare i social per quello che servono: io sono un musicista, voglio che si parli di me attraverso la musica. Nel momento in cui non ho niente in promozione o non ho un tour, preferisco sparire. Questa volta, già che non postavo nulla, ho detto, “Proviamo a fare tutto a sorpresa”. Nessuno l’ha mai fatto ce lo siamo posti come “sarebbe una figata riuscirci”, poi abbiamo provato a realizzarla e alla fine è successo. C’è stato molto fermento, mi hanno scritto di continuo nelle ultime settimane.

E cosa rispondi?
Niente, non visualizzo neanche. Capisco cosa mi vogliono dire e evito di rispondere.

Hai descritto Lungomare Paranoia come un disco davvero tuo…
Mi sono semplicemente raccontato in maniera più personale, ancora meglio di Laska. All’inizio Laska era stato preso in maniera strana, sia per i suoni che per questo racconto molto intimo. Ora si sono abituati, credo. Questo disco è risultato ancora piu forte, sia per l’uso del linguaggio sia, soprattutto, per quanto mi sono lasciato andare completamente. Ho sempre fatto quello che volevo: quando volevo cantare ho cantato, se non volevo scrivere il rap non l’ho scritto. Ho usato l’autotune…

È anche un momento in cui in Italia si è molto più liberi di sperimentare, di mescolare i generi…
Sì, sono molto gasato. In questo momento in Italia nel rap, ma forse in tutta la musica, si mischiano tante cose, vedi cosa fa Tedua, vedi Rkomi che ha aperto per Calcutta. Prima nel rap c’erano delle barriere, una cosa che io ho sempre un po’ odiato. Fortunatamente, in un anno, grazie alla nuova generazione, si sono aperte le menti. È un nuovo standard ed è una cosa buona. Magari le persone oggi non ti chiedono più perché canti se sei un rapper. Sono curioso di vedere come verrà recepito un disco così.

Ascoltando i suoni che usi, sembra una produzione che in America verrebbe etichettata come pop. È una scelta consapevole?
Consapevole sì, artefatta no. Non ci ho pensato molto in anticipo. Il processo creativo è sempre quello: sento dei produttori, alcuni amici da sempre, altri nuovi amici. Loro ti mandano la base, e tu scrivi. Ma come ti ho detto prima, c’è un po’ piu di libertà. Può essere pop ma ben venga, io ascolto tanti artisti magari poco seguiti che per me sono oro, non so se siano pop o rap, ma chissenefrega. Sono contento se mi dici una cosa così.

Esci con una copertina e un nome un po’ estivo, o almeno, ambientato al mare, mentre Laska era totalmente innevato…
Avevo questo titolo in testa da un po’ di tempo, mi dà quell’idea di desolazione, di solitudine che a me piace. Tutti i miei dischi sono collegati, c’è un filo conduttore. È il mare d’inverno, diciamo. Mi è venuto in mente nei miei viaggi verso Foggia, sono sette ore di litorale in treno, dove a un certo punto appare il mare, ma sono sempre spiagge abbandonate e vuote.

Ci sono dei temi precisi nel disco, tante partenze, tanti viaggi, sembra quasi un concept album. Come sono nati questi riferimenti?
Ci sono delle prese male su alcune amicizie che sfumano, delle persone care che vanno via. Fa strano quando qualcuno non è più con te dopo che lo vedi tutti i giorni. Tutti possono riconoscersi in storie così: l’amicizia è una cosa di cui si può parlare nella musica, ma nell’hip hop boh, non è molto sdoganata. Sono tutti bro’, ma ne parlano in pochi.

Sembra scritto molto in fretta.
Sì, è successo tutto velocemente, di solito però non è così. Sono molto contento, stavolta mi sono un po’ disinteressato nel voler raggiungere la perfezione. Mi sono affidato a quello che ho scritto, anche perché le cose che più mi piacciono sono quelle che ho fatto piu di getto. Forse è meglio non insistere sul cercare chissacosa quando poi il momento in cui lo scrivi è quello davvero magico.

Qui sotto trovate le prime date annunciate del nuovo tour di Mecna:

18 Febbraio – Santeria Social Club, Milano
3 Marzo – Hiroshima Mon Amour, Torino
4 Marzo – Casa della Musica, Napoli
10 Marzo – New Age Club, Roncade (Treviso)
11 Marzo – Locomotiv, Bologna
18 Marzo – Afterlife, Perugia
25 Marzo – Fab, Prato
31 Marzo – Quirinetta, Roma
1 Aprile – Latteria Molloy, Brescia
8 Aprile – Casa delle Arti, Conversano (Bari)
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