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Mark Ronson: «La musica mi fa sentire cool»

Da Amy Whinehouse fino a Queens Of The Stone Age passando per Bruno Mars: siamo andati a Ibiza con Lexus e il Re Mida del pop per farci raccontare i segreti del suo sound

È proprio lui a mettere a ritmo questa Lexus experience, a creare – grazie all’applicazione Launchpad (che magicamente ci trasforma tutti in DJ pronti per andare a suonare al Pacha di Ibiza) di Novation, con i beat prodotti dalla stesso Mark – la colonna sonora dell’evento, un party al sole che si unisce all’eleganza progettata per le auto dal capo degli ingegneri di Lexus LC (anche Executive general manager del brand) Koji Sato. A rendere ancora più speciale il tutto è l’omotenashi, ovvero l’arte dell’ospitalità giapponese che fa parte del DNA del marchio automobilistico, che noi di Rolling, seduti al caldo della isla ibicenca, ai bordi di una piscina sul Mediterraneo, possiamo dire di aver apprezzato molto.

Mark Ronson è un produttore dotato del più classico dei tocchi magici, una sorta di baby Quincy Jones. Ogni suo lavoro è stato un successo. C’è lui dietro alle hit planetarie firmate da Amy Winehouse e Bruno Mars, e c’è il “Ronson touch” dietro importanti lavori di star come Lady Gaga, Adele, Coldplay, Duran Duran e pure Queens of The Stone Age (il loro nuovo album, Villains, prodotto da Ronson, uscirà il prossimo 25 agosto).

Da quando ha iniziato a mettere i dischi nei club di New York negli anni’90, fino alt rionfo di Uptown Funk – il pezzo (dal suo ultimo album Uptown Special, 2015) co- prodotto e cantato da Bruno Mars e diventato il secondo singolo della storia per il numero delle vendite con 9 milioni di copie – Ronson ha sempre dimostrato di sapersi muovere nel mondo del pop contemporaneo, riuscendo ad anticipare stili e tendenze musicali.

Mark Ronson insieme alla nuova Lexus LC Hybrid. Foto di Marco Castladi

Come produttore musicale sei sempre molto attento all’evoluzione del suono contemporaneo. Quindi dovresti anche sapermi dire in che direzione sta andando la musica oggi…
Il mio sound è influenzato da quello che amo di più, dai classici soul e funk e dalla disco music. Quello che cerco di trovare è un modo personale in cui tutte queste influenze si possano tradurre in un’unica voce. Non credo che il mio sound possa essere moderno nella stessa accezione con cui viene intesa la musica di uno come Diplo, per esempio. Cerco di trovare una giusta balance con la musica del passato, e vedo che in questo momento anche molta pop music sta seguendo questa direzione.

Hai fatto il nome di Diplo: cosa ascolti oggi? Cosa ti ispira nella musica moderna?
Ora vivo a Los Angeles e ascolto le classic radio che trasmettono musica anni ’70. Cose molto ricercate con tanto groove, che mi ricordano i tempi in cui facevo il DJ a New York e mettevo i dischi di tizi come Roy Ayers. Tra i nuovi, ti dico che mi piacciono molto Kendrick Lamar e la cantante Angel Olsen. C’è anche una scena di produttori bravissimi che sta crescendo tanto e si è ormai affermata, da un nome come Hudson Mohawke fino a Major Lazer. Va detto che a me piace usare strumenti analogici. Proprio non riesco a stare ore e ore da solo fissando lo schermo del computer, come fanno in molti oggi.

Foto di Marco Castladi

Hai lavorato con molte voci famose, è un elenco lunghissimo. Ce ne sono altre con cui ti piacerebbe incidere qualcosa, ma non hai ancora avuto modo?
Penso di essere stato davvero molto fortunato a lavorare con gente di talento come Adele e Bruno Mars, ma nella voce non cerco tanto la tecnica quanto l’emozione che riesce a esprimere, quello che trasmette. Faccio continuamente scouting di giovani talenti, anche per produrli con la mia etichetta, la Allido Records.

Come è andata questa tua collaborazione creativa con Lexus?
È stata un’esperienza davvero eccitante, e non solo perché questo brand è all’avanguardia nel design e nella tecnologia, tutti elementi che sono per me d’ispirazione. È stato un onore per la mia musica essere un punto di riferimento artistico per il lavoro di Koji Sato e del suo team di ingegneri.

Foto di Marco Castladi

Ma tu che musica metti su quando guidi?
Ascolto la musica che mi fa sentire cool, con il volante tra le mani e il braccio fuori dal finestrino (!). Per un giro lungo le strade di Ibiza metterei un bel disco dei Queens of the Stone Age o dei Tame Impala. Roba carica di energia.

So che a New York avevi lo studio di registrazione di fianco a quello di un nostro amico, Lorenzo Jovanotti. L’hai conosciuto?
Sì, abbiamo anche condiviso parte della sezione fiati. Praticamente uscivano dal mio studio ed entravano nel suo.

E il disco che stava registrando (Lorenzo 2015 CC., nda) l’hai sentito alla fine?
Sì e mi è piaciuto molto. Penso che abbia un ottimo sound e un’attitudine cool.

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