Malgioglio: «Essere gay vuol dire felicità»

Il paroliere delle dive dal ciuffo biondo spara a zero su tutti: dalla politica fino a Aida Nizar, da Fabri Fibra a Claudio Baglioni.

La stagione tv appena conclusa è stata, senza dubbio, quella della sua rinascita professionale: dopo il boom del tormentone Mi sono innamorato di tuo marito è arrivato il Grande Fratello Vip, dove ne è uscito come vincitore morale. Poi, tra un’ospitata e l’altra, è stato l’opinionista della versione vip del padre di tutti i reality. Ma cosa ci riserva nel futuro Cristiano Malgioglio? Il paroliere delle dive si racconta a tutto tondo.

Riuscire a intercettarlo non è stato facile. L’intervista è stata più volte rimandata per i suoi mille impegni. Poi, un pomeriggio, arriva su Whatsapp il messaggio «Domani mattina tutto per te. Baci». E così, il giorno dopo, mi sono ritrovato a tu per tu con l’interprete di una canzone icona come Sbucciami.

Il 2018 è stato il tuo anno. Partiamo dal Grande Fratello Vip. Cosa ti ha dato e cosa ti ha tolto?
Quando mi hanno chiamato per il GF Vip stavo attraversando un momento molto particolare della mia vita personale. E quando, grazie a Dio, ho risolto questo problema e mi hanno chiamato per il reality non ho esitato. Ho chiesto soltanto chi fossero gli altri concorrenti. Ho voluto tentare questa carta, pur sapendo che i reality sono molto difficili.

In che senso?
La convivenza, il fatto di condividere spazi con gente che non sa nulla della tua vita. Mi sono rilassato con l’arrivo di persone come Simona Izzo e Corinne Cléry, che fanno parte della mia stessa generazione. Non sapevo cosa stesse succedendo fuori dalla Casa, ma percepivo che il successo era enorme. Ho avuto la conferma una volta uscito.

Da cosa capivi che stavi avendo un grosso seguito?
Ero il terrore della Casa. Facevano fuori tutti quelli della mia generazione: una volta Carmen Russo, una volta la Izzo, una volta Corinne Cléry. Pensavo che il mio turno sarebbe stato di lì a poco, e invece nulla. Io dovevo essere il vincitore del Grande Fratello, ma ho avuto una grande astuzia.

Ah sì? E quale?
Volevo andarmene via. Mi sono detto: «Qua, se non vinco il Grande Fratello, faccio una figura di merda: magari esco contro due tronisti che arrivano prima di me. E io arrivo terzo o quarto».

E che hai fatto?
Ho avuto una genialità immensa nel nominare Tonon, molto amico di questi tronisti che hanno tanti follower. Naturalmente tutti si sono scagliati contro di me, c’è stata una votazione molto veloce e, per pochi punti, sono uscito fuori. Così mi sono preso tutta la settimana di interviste e programmi più importanti. Tanto, se chiedi in giro chi ha vinto il GF Vip, nessuno si ricorda. Si ricordano solo di Cristiano Malgioglio e di quello che ha dato. Quindi il GF Vip non mi ha tolto niente, se non un po’ di sofferenza.

Perché, che ti era successo?
Avevo un neo e mi avevano diagnosticato un melanoma. L’ho preso in tempo. Questa cosa mi ha fatto impazzire, ma ho avuto questa fortuna e ho accettato il GF Vip perché ero molto scosso da questa situazione. Altrimenti non l’avrei accettato per nessuna ragione al mondo.

Ma in 90 Special che è successo? Sbaglio o non sei rimasto fino alla fine dello show?
Con Savino è molto divertente lavorare, ci conosciamo da tanto tempo. Pensavo di fare qualcosa di importante dentro il programma. Purtroppo facevo soltanto quello che si metteva le maschere, che si truccava, mi sentivo un opinionista senza opinione. Si vedeva soltanto la mia immagine spettacolare. Comunque non è successo niente, avevo firmato solo per tre puntate. Le ultime due non le ho fatte perché ero impegnato in altre situazioni.

E cosa pensi delle enormi polemiche generate dal GF targato D’Urso?
Tutti ne hanno parlato malissimo: trash, non trash, orrendo, non orrendo. Io mi sono defilato e dissociato da alcune cose. Ma in termini di ascolti, è stato un grande successo. Sono molto contento. Abbiamo portato i frutti a casa e, a quanto pare, l’anno venturo si rifarà ancora. Non saranno più otto puntate, ma molte di più. E questo è già molto bello. Abbiamo anche portato temi molto delicati.

Tipo?
La storia della figlia di Bobby Solo, della sua omosessualità. Certo, abbiamo anche avuto dei personaggi terribili, che magari sono dei bravi ragazzi, ma quando sono arrivati si sono dimostrati diversi da come si erano presentati durante la selezione. Non so che cosa scaturisce dai loro cervelli. Abbiamo avuto atti di sessismo, di tutto di più.

Ti riferisci a Baye Dame?
Guarda, ti spiego subito: non appena l’ho visto, ho pensato che avrebbe vinto il Grande Fratello. Se non ci fosse stata Aida, avremmo avuto un programma straordinario, non si sarebbe innescato questo meccanismo. Lei è una provocatrice, nella vita fa quello.

Non ti piace Aida Nizar?
È un personaggio molto carino, per l’amor di Dio, ho avuto modo di parlarle ed è molto simpatica. È quella di cui si è parlato di più e ha fatto tirare fuori molte tematiche. Certo, avere in casa una come lei, che ti provoca in continuazione, avrebbe portato in molti alla reazione che ha avuto Baye Dame. Lui è stato molto aggressivo, ma quando uno perde le staffe, naturalmente, non ha più il controllo. Si è rovinato da solo. Mi dispiace molto perché ha dato un’immagine completamente diversa da quella che, tutti noi, ci aspettavamo. È stato provocato, anche perché Aida è veramente insopportabile.

Ma non doveva girare il tuo video?
Sì, doveva farlo, ma io lo avevo già girato. La volevo nel prossimo, non in quello di Danzando Danzando. In quello dopo volevo inserirla perché ha una faccia molto bella, ricorda queste donne greche tipo Irene Papas. Soltanto che non so perché faccia certe cose, forse per farsi notare. Prima si è buttata nella Fontana di Trevi, poi in un’altra fontana.

Eppure dai suoi social fa intendere che ha tantissime proposte televisive, anche in Italia.
Glielo auguro. Ma cosa può fare? Rai 1 niente, Rai2 niente, Rai3 niente, Rete4 niente, Italia 1 magari qualche partecipazione. O la prenderà la D’Urso in qualche puntata di Domenica Live. Non lo so, se ha proposte televisive allora è fortunata, si vede che non avevo capito niente.

Restiamo in tema GF Vip. Quando si è ventilata la possibile partecipazione di Giovanni Ciacci hai dichiarato che lo vedresti bene a coltivare zucchine. Ma non eravate amici?
Ma non solo zucchine, anche cetrioli, melanzane. Potrebbe rilanciare il suo programma con l’agricoltura. Mi da molto fastidio quando dice che siamo rivali. Ma rivali di che cosa? La mia professione è l’artista, la sua è quella di apparire sui giornali, dicendo di amare contemporaneamente due uomini, di abbandonare due uomini. Poi con il suo cellulare si lascia fotografare con quest’altro ragazzo, dicendo che lo ama. Lui è solo uno che vuole apparire, incuriosire. Io voglio incuriosire il mio pubblico per il lavoro che faccio.

Quindi niente rivalità?
Ma no, è come paragonare lo shopping al mercatino delle pulci agli acquisti da Dior. Se deve essere rivalità, la rivalità allora è questa.

Ok, senti, ma ‘sta Domenica in con Mara Venier la fai o no?
Mara rimarrà sempre una delle mie più grandi amiche. È come se fosse mia sorella e con lei mi confido di tutto. A Domenica in è lei la star. Per accettare Domenica in dovrei avere qualcosa da fare: presentare qualche cantante, fare un’intervista, cantare ogni settimana, ma penso che tutto questo non sarà possibile perché il contenitore non è molto ampio, subito dopo inizia la Parodi e c’è poco spazio. A ogni modo non abbiamo accennato a niente.

Ma cosa bolle in pentola?
Dovevo fare Ora o mai più, il programma di Amadeus, ma ho dovuto rifiutare perché mi avevano già fatto la proposta del Grande Fratello da qualche settimana. Si pensa di fare Ora o mai più anche il prossimo anno, ma non lo so, adesso sono spaventato da molte cose. Non so nemmeno più io che cosa voglio, sinceramente.

Ci sarà qualcosa che ti piace, no?
Mi piacerebbe rifare Cocktail d’amore, che è anche il titolo di una mia canzone. Vorrei raccontare, fare qualcosa che mi appartiene e che so fare molto bene.

E Chiambretti?
Si parla di un grande ritorno a Mediaset con me. Voglio soltanto divertirmi, se mi diverto posso fare quello che voglio, anche gratis, tanto per quello che danno: tra tasse, agente, eccetera… alla fine non guadagni niente.

Ma insomma lo farai il programma di Chiambretti La Repubblica delle donne o no?
Diciamo che con lui mi capisco alla perfezione e posso fare molto, anche la lap dance. E poi la nuova pelle di Rete 4 la trasformerà in una rete moderna e innovativa.

Capito. Dopo Milva per chi ti batterai quest’anno a Sanremo?
Per nessuno, Milva era un dovere. È stata una cosa bellissima, uno sforzo enorme e un grande sacrificio. Mi hanno fatto soffrite le pene dell’inferno.

Perché?
Non appena ho dato questa notizia sarebbe stato bello che, il giorno dopo, Baglioni avesse detto: “Ottima idea, ti ringrazio Cristiano”. E invece mi hanno fatto aspettare due mesi. Due mesi d’agonia e di combattimento totale. Poi, quando si sono schierati quelli del Piccolo Teatro di Milano, Morricone, la Pausini e tantissima altra gente, hanno preso più a cuore questa situazione. Se non avessi avuto questa gente e i miei follower su Instagram, non ci sarei riuscito. Baglioni non avrebbe preso in considerazione, da direttore artistico, la mia richiesta. Comunque, ho dato un sorriso a questa donna che, tra tutte le artiste italiane, rimane una protagonista assoluta, non c’è nessuno come lei: è stata capace di dare il massimo, ha lavorato con i più grandi, da Morricone a Piazzolla, ha cantato nei teatri più importanti del mondo. Una donna che, a 50 anni, ha voluto imparare alla perfezione il tedesco, canta in nove lingue, parla benissimo il greco. È davvero un bellissimo spettacolo. Chi c’è oggi come lei? Cantano tutti alla stessa maniera e non riesco a distinguere la voce di una e dell’altra.

Vabbè, ma ci sarà qualcuna che ti piace tra le cantanti di oggi?
Giorgia ha una voce splendida. Le ho mandato una canzone di Alejandro Sanz (vero idolo in Spagna, ndr), penso avrebbe potuto fare un successo straordinario. Ma le canzoni le scrive lei, è giusto così, però vorrei sfondasse all’estero perché è meravigliosa: molto delicata, bella e con dei lineamenti pazzeschi. Ho tutti i suoi dischi.

Tra le tante dive con le quali hai collaborato, quale ti è rimasta nel cuore e quale ti ha deluso?
Nessuna mi ha deluso. Quando si lavora, si lavora molto bene con tutte: io ho avuto la fortuna di lavorare con la Carrà, Mina, la Zanicchi, Giuni Russo, Milva, Marcella, la Vanoni, le donne più importanti della musica italiana. Ognuna di loro mi ha dato sempre dei grandi gioielli, non ho rimpianti. Tra l’altro c’è proprio un adesso un progetto in ballo con Patty Pravo.

Ma proprio nessun sassolino da togliere dalla scarpa? Non ci credo…
Solo uno: quando abbiamo fatto X Factor, grazie a me la signora Giusy Ferreri è venuta fuori, perché se non era per me stava ancora alla Esselunga. Avrei voluto mi coinvolgesse per scriverle qualcosa. Ma anche lei ha il suo team e pure lei ha velleità di scrivere. Ognuno fa le sue scelte, ma io non voglio più scrivere per queste cantanti, perché non me ne frega assolutamente niente. Non ascolto la musica italiana da parecchio. Sono rimasto a Cocciante. Le nuove generazioni non mi danno nessuna emozione, mi cullo con le canzoni di Eminem, che mi piace moltissimo, con la musica latinoamericana, con quella dei Depeche Mode, di alcuni brani francesi, di Madonna, Beyoncé e Robbie Williams. Molta musica straniera, perché quella italiana non mi dà emozioni, ci sono canzoni bruttissime in questo periodo, solo delle nenie.

Allora ti faccio sentire un po’ di brani io. Iniziamo con Mmh ha ha ha di Young Signorino.
Non fa parte della mia cultura musicale. Piace molto ai giovani, ed è giusto. Ma come faccio io a impazzire per lui? Lo ascolto, ma cosa succederà fra due, tre, quattro anni? Non succederà niente.

Allora eccoti Paracetamolo di Calcutta e Felicità puttana dei Thegiornalisti.
Sì, stanno spopolando, sono molto contento per loro, ma vorrei che questo successo durasse tanto tempo. Perché purtroppo il nostro pubblico passa in continuazione da un personaggio all’altro, molto velocemente. Io sono sempre per quei cantanti che hanno fatto e fanno grandi sacrifici. E che poi, naturalmente, raggiungono grandi risultati. I Thegiornalisti, comunque, non sono male. Li ho sentiti per curiosità, ma non perché mi affascinano.

Ok, ma così me li smonti tutti. Non posso credere che non ci sia qualcuno che ti piace.
Guarda, oltre a Giorgia, chi ha una voce cristallina e molto bella è Arisa. Ho fatto con lei una cosa nel suo prossimo disco.

Com’è nata la collaborazione con Arisa?
Mi ha telefonato Caterina Caselli. Credevo mi chiamasse per Bocelli, ma voleva facessi qualcosa per Arisa. Mi ha dato un pezzo difficile e non sono riuscito a portarlo a termine. Allora gli ho dato un testo scritto sulla musica del brano di Sobral che ha vinto l’Eurovision l’anno scorso. E che volevo mandare a Mina. Caterina è impazzita e l’ha dato ad Arisa che ha una grandissima voce. Se guardo al passato, invece, penso che Giuni Russo e Antonella Ruggero abbiano voci ineguagliabili.

Sì, ok, ma non sfuggi dall’ascolto. Questo è il Tran Tran di Sfera Ebbasta e la poi Dark Polo Gang e la loro British.
Li regalerò alla mia nipotina. Non mi danno nessuna emozione. Recentemente ho ascoltato Gloria, un brano bellissimo degli Indochine insieme ad Asia Argento. Sono pazzo di loro. Sono meravigliosi. Il cantante è bravissimo, con una grande grinta alla Rod Stewart. E Asia Argento è stata bravissima.

Ci riprovo, non demordo: lui è Liberato e la canzone è Tu t’è scurdat’ e me.
Mi piace la musica napoletana, ma quella di ieri, tesoro. Se devo ascoltare un contemporaneo sento Gragnaniello. Ascolto i poeti, le vere canzoni, non le canzoncine napoletane che non arrivano da nessuna parte. Che poi, le voci napoletane, ragazzi miei… È un peccato che si siano fossilizzate solo in Campania e che non abbiano grande spazio sul mercato nazionale. Maria Nazionale, Lina Sastri, sono interpreti straordinarie. Oh, quante ce ne sono. Le voci più belle credo siano quelle napoletane. È triste che non trovino spazio nelle radio.

Ora, Cristiano, senti Achille Lauro con Non sei come me.
Amore, io ascolto Eminem. L’ultimo rapper italiano che ho ascoltato è stato Jovanotti. E poi Fabri Fibra, per la canzone Fenomeno perché mi ha citato. L’ho chiamato per ringraziarlo, non mi ha richiamato. Ed è un gran maleducato. E questo scrivilo!

Va bene, con l’ascolto delle nuove leve non mi hai dato soddisfazione. Parliamo del tuo nuovo Danzando Danzando: vuoi bissare il boom di Mi sono innamorato di tuo marito?
Mi sono innamorato di tuo marito ha raggiunto oltre 22 milioni di views su YouTube. Danzando Danzando, invece, l’hanno comprato dieci Paesi, come Brasile, Portogallo, Spagna e Francia. Da settembre inizia la promozione all’estero. Naturalmente ho ripreso a cantare in portoghese e brasiliano. Con questo pezzo, che è diventato il tormentone dell’estate, ho voluto omaggiare la grande interprete brasiliana Ivete Sangalo. È bello, allegro, felice, regala alla gente un bellissimo ritmo nel sangue. E poi sai di cosa sono contento?

Di cosa?
Che Mi sono innamorato di tuo marito è stata la colonna sonora di molti Gay Pride, come quello di Praga. È stato il pezzo più suonato anche durante la parata arcobaleno in Israele. Si vede che è molto coinvolgente. Non mi aspettavo di finire in radio come RTL 102.5. Questo vuol dire che non conta l’età se si propone qualcosa di interessante. Quelli della mia generazione, te lo dico a malincuore, non vengono mai presi in considerazione pur essendo straordinari. Forse il mio personaggio, così particolare, suscita curiosità. Mi seguono tantissimi giovani, anche sui social. E questo per me è molto bello. Tra l’altro tantissime mamme portano i bimbi alle mie esibizioni. I piccolissimi sono affascinati dal mio personaggio. I più piccoli proiettano una luce diversa. Non so perché mi amino così tanto, sarà questo ciuffo biondo che li cattura. O forse il mio modo di stare in scena. Non lo so. Forse sono l’unico caso italiano o al mondo, ad avere un pubblico così trasversale.

Qualche tempo fa parlavi di un film da girare in Spagna.
C’era un progetto, ma non è andato in porto perché la produzione non aveva i soldi. Era molto carino e particolare. Speriamo che si faccia, non ti dico altro. In questi momenti di crisi non è stato facile.

Ma Almodovar?
È l’unico sogno che mi è rimasto, ma se continua di questo passo diventerò bisnonna.

Ma non lo hai mai incontrato?
Un sacco di volte. È stato lui stesso a volermi alla prima del suo film La pelle che abito, con Antonio Banderas. Mi ricordo che c’era la povera Virna Lisi, Raffaella Carrà. E io andai con Ursula Andress.

E poi?
L’ho incontrato due volte per strada a Madrid. Ci siamo salutati e basta.

Tu ora sei un paladino della causa gay, ma qualche anno fa non era così. Mi ricordo che all’Isola dei famosi ti arrabbiasti moltissimo quando Apicella fece una sorta di outing, apostrofandoti “ricchione”. Volevi addirittura lasciare il reality.
Ma no, io non amo le etichette, fin da bambino sono stato così. Le etichette sono orribili, a che servono? Non mi piace farmi etichettare. Io sono un uomo e basta. Mi sono battuto e mi batterò sempre per la causa gay.

Be’ allora come vedi la situazione politica, per moltissimi esponenti del movimento lgbtqi non è un bel periodo.
Ora sono tutti contro Salvini, ma io sono un apolitico, non appartengo a nessuna categoria. Salvini ha fatto una campagna elettorale, il popolo lo ha votato e adesso bisogna lasciarlo lavorare. Sta facendo le cose che aveva promesso di fare. Gli scontenti ci saranno sempre, ma non bisogna prendersela molto con i partiti, bisogna lasciarli lavorare.

Ma avrai amici gay. Cosa pensano?
Molti miei amici gay hanno paura della politica di Salvini, che non ama, ad esempio, l’utero in affitto. Probabilmente è un tema che non arriva alla sua sensibilità. È la sua idea. I diritti civili poi, sono meravigliosi, ma bisogna stare sereni e tranquilli. Ho visto che il Gay Pride è diventata una manifestazione molto bella, dove ognuno rappresenta se stesso. Quello che penso, comunque, è che Salvini non è Hitler. L’unica cosa che mi preme è per la situazione dei migranti. Queste persone vanno aiutate, perché scappano dalla guerra. Non posso pensare che ci siano bambini, sui barconi, che rischiano la vita. Queste persone, questi disperati, dovremmo accoglierli a braccia aperte. Mamma mia, mi hai fatto parlare di politica che io non ne parlo mai.

E del Ministro della famiglia, che ha dichiarato di non riconoscere le famiglie arcobaleno, cosa mi dici?
Non è d’accordo su niente, ma deve capire che la felicità deve appartenere a tutti, a nessuno va negata. E nessuno ce la può togliere. Nessuno si sceglie la sessualità, siamo tutti creature di Dio e dobbiamo rispettarci. E poi mi dispiace tanto per i ragazzi che non riescono a uscire alla scoperto, una cosa tristissima, perché magari abitano in un paesino sperduto e soffrono tantissimo.

E non pensi che, viste le dichiarazioni di Fontana, questi ragazzi si chiudano ancora di più?
Be’ ci sono ragazzi con grande personalità. E a mio avviso dovrebbero dirlo ai loro genitori. Anche se, onestamente, mi ha colpito molto la storia di quei giovani di Napoli buttati fuori casa perché gay. A volte sono gli stessi parenti a essere omofobi. A me non me ne è mai importato niente di quello che dicevano su di me, guardavo avanti.

Ok, ma i ragazzi che non hanno una grossa personalità, quelli magari più introversi?
Soffrono, magari si sposano e fanno soffrire, di conseguenza, la moglie. È una cosa triste, ma penso che tutti gli omosessuali debbano camminare a testa alta, perché senza i gay non ci sarebbero state le dive, le star, lo spettacolo. Non è che tutti quelli che fanno spettacolo sono omosessuali, ma abbiamo inventato un sacco di cose. La cultura è quella che deve essere portata avanti. Mi spaventa moltissimo che il Ministro della cultura abbia letto l’ultimo libro tre anni fa. Con la cultura che si cresce.

Cosa rispondi a chi, nella comunità arcobaleno, ti critica?
Niente, ognuno può dire quello che vuole. A volte criticano per gelosia, io penso di essere stato al passo coi tempi. Non sono mai stato al Gay Pride in Italia, ma ci sono stato a Cuba, con Mariela Castro, la figlia di Raul Castro. Anche lì mi sono battuto contro l’omofobia. Essere gay non è una disgrazia. Per me vuol dire felicità.

Ok, parliamo del tuo nuovo disco.
Sarà cantato in africano, portoghese e spagnolo. Forse metterò anche una canzone indiana. Il nuovo album sarà una raccolta con le canzoni di Mina, con quelle di Cesaria Evora, con pezzi in lingua brasiliana.

Tantissima roba!
Ho un progetto anche con Isabel Pantoja nel disco nuovo. Il mio undicesimo album si intitolava Escuchando a Isabelle Pantoja. Ed ebbe un buon successo in Spagna e Messico. Ora sto pensando al nuovo video. Forse non mi vedrò e ci sarà solo un ballerino di colore. Se proprio dovessi apparire ballerò con lui, come fossi Carmen Miranda.

Altre cose che hai in ballo?
Vorrei collaborare con Carla Bruni. Le avevo scritto perché mi sarebbe piaciuto interpretasse Cocktail d’amore in francese. È stata molto carina, da grande donna quale è, a rispondermi. Mi piacerebbe duettare con lei nel pezzo Resta già cantato da Ana Carolina e Chiara Civello. Io canterei in italiano e lei in francese.

C’è qualcosa della quale sei dispiaciuto, che ti manca?
Musicalmente noi italiani eravamo i primi del mondo, ora siamo gli ultimi. I talenti sono molto deboli. I talent non aiutano e poi non c’è solo il rap: il ministro della cultura dovrebbe valorizzare la musica vintage come accade in Francia, Germania e America Latina. Io, ad esempio, avevo perso le speranze, non volevo neanche incidere Mi sono innamorato di tuo marito. Mi ha convinto il press agent Angelo Perrone.

Ma a Sanremo non ci pensi?
No, grazie, neanche per tutto l’oro del mondo. Non mi appartiene.

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