Mads Langer e il concerto ’spiato’ dai fan di tutto il mondo: «Ho provato a credere nelle opportunità» | Rolling Stone Italia
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Mads Langer e il concerto ’spiato’ dai fan di tutto il mondo: «Ho provato a credere nelle opportunità»

L’artista danese diventato popolare con ’You’re Not Alone’ è stato il protagonista di un esperimento targato OnePlus: un live ripreso da 50 smartphone che si differenzia da quello che abbiamo visto finora. In attesa di ritornarci davvero, ai concerti

Quest’anno ci siamo ritrovati a rivoluzionare tutte le nostre abitudini. Il modo di vivere, di lavorare, di divertirci. E come tutte le ‘prime volte’ vince chi osa, chi cerca di trovare una strada per fare qualcosa di nuovo anche quando le cose vanno diversamente. Se pensiamo all’intrattenimento, tra i settori purtroppo più colpiti da questo annus horribilis, non possiamo di certo non pensare a come siamo passati dalle dirette Instagram del primo lockdown, traballanti e sfocate, ai live streaming che vediamo ora, praticamente perfetti, con tanto di biglietto acquistabile online. Ma c’è chi si è inventato qualcosa di davvero innovativo, tipo l’azienda leader nel campo della tecnologia OnePlus, che insieme al cantautore danese Mads Langer ha deciso di offrire ai fan una vera e propria experience innovativa. Un concerto all’interno di un Phone Dome: una location costruita ad hoc, una cupola in cui 50 smartphone OnePlus hanno ripreso il live del cantante, che rispondeva alle domande e interagiva con i fortunati partecipanti.

Un progetto che ha permesso di seguire il live a 360°, giocando con le riprese e permettendo ai fan guardare negli occhi il cantante di You’re Not Alone. Ci siamo fatti raccontare proprio da lui com’è andata.

Com’è stato esibirsi con tutti quegli occhi elettronici davanti?
Diverso, ma allo stesso tempo molto interessante. È stato bello vedere il modo in cui si è creato un nuovo livello di connessione tra le persone.

Cioè?
Quando faccio i concerti e suono davanti a un pubblico cerco di raccontare qualcosa tra una canzone e l’altra. Qui mi sono trovato a guardare gli spettatori negli occhi. È stato figo. Anche perché erano connesse persone di ogni parte del mondo.

Era la prima volta che facevi qualcosa del genere?
La prima volta in questi termini, sicuramente. Ho fatto concerti ‘drive-in’, altre cose in diretta. Ma ero sempre io che fissavo la telecamera. Il dome è stata davvero una roba inedita, vedevo le reazioni delle persone, fantastico.

La pandemia ha cambiato per sempre il modo in cui le persone ascoltano musica, secondo te?
Credo che più che altro abbia fatto rendere conto alle persone di quanto la musica sia importante. Forse prima si tendeva a dare tutto un po’ per scontato. Andare ai concerti, stare vicino agli amici insieme ad altre 50.000 persone. Ora abbiamo realizzato che non è qualcosa che si può fare sempre, purtroppo. Penso che le persone apprezzino il fatto che la musica possa davvero unire le persone, oltre i confini e le differenze di ogni tipo. In un nuovo modo.

Com’è stato il tuo 2020?
Pieno di up and down, un po’ come è stato per tutti. Ero in tour in Germania quando ho dovuto girare i tacchi e tornarmene in Danimarca. È stato triste, molto. Dopo qualche settimana però ho deciso di farmi forza e affrontare il lockdown come una nuova avventura. Ho provato a vederla come un’opportunità per uscire dalla mia comfort zone e fare cose nuove.

Che hai fatto?
La prima cosa che ho fatto è stato il drive-in concert. Siamo stati i primi al mondo a farlo, è stato divertente. Ho parlato con persone di tutto il mondo. Certo, non poter vedere i miei fan dal vivo è tosta. Mi manca la band, le persone che lavorano con me. È stato un anno strano. Ho dormito nel mio letto per ben 8 mesi, credo non fosse mai successo prima. Fortuna che è un letto comodo.

Infatti. Hai pubblicato anche delle canzoni però, tra una dormita e l’altra.
Sì, sono l’anticipo del mio nuovo disco, che è quasi finito. Uscirà nel 2021. Sarà divertente capire cosa dovremo inventarci per promuoverlo, vorrei tanto venire in Italia. Spero di riuscirci.

Mi ricordo quando uno dei tuoi primi viaggi da noi, nel 2012, al festival di Sanremo con Pierdavide Carone e Lucio Dalla.
Eccome se mi ricordo, e mi sento fortunato ad aver lavorato Lucio e Pierdavide. Dovevamo fare altre cose insieme, poi purtroppo Lucio se n’è andato. Ricordo la sensazione di casa che ho provato ogni volta che sono venuto a fare lavori in Italia.

Hai iniziato che eri giovanissimo. Com’è cambiato il tuo approccio negli anni?
È una vita davvero strana quella del musicista, soprattutto se ti capita di avere un po’ di successo. Crescere in un paesino e arrivare agli MTV Awards con Pharrell è stato incredibile. Sono stato fortunato: ho visto posti incredibili e ho incontrato gente diversa, diversissima. È un privilegio. Il segreto però è restare umili, ricordare chi si è e da dove si viene.

E come si fa?
Ogni giorno mi sveglio e cerco di fare quello che so fare al massimo delle mie possibilità. Ah, e poi devi circondarti da persone che ti vogliono bene. La mia famiglia è stata fondamentale in questo. Mia moglie, ma anche i miei amici.

Quando avremo news sui tuoi prossimi lavori?
Ci sentiamo nel 2021. Ho in mente un po’ di cose. Considera il live al Phone Dome come il primo step. Ci saranno il secondo, il terzo, il quarto…. non posso dire molto ma abbiamo grandi piani.

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