Madison Beer, da YouTube nascono i fiori | Rolling Stone Italia
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Madison Beer, da YouTube nascono i fiori

L’esordio a soli 12 anni, quando Justin Bieber postò sui social una sua cover. Poi un’adolescenza non sempre semplice da celebrity, tra musica, gossip e social network. Fino a ‘Silence Between Songs’, un disco che è piaciuto a Lana Del Rey e che quest’anno ha pure ricevuto una nomination ai Grammy: «Non potevo crederci»

Madison Beer, da YouTube nascono i fiori

Madison Beer

Foto: Senio Zapruder

Ci sono motivazioni economiche, culturali, sociali, ma alla fine possiamo anche dire che in soldoni, la grande differenza tra millennial e generazione Z è che i primi non sono nati col telefono in faccia. Ai social i millennial ci sono arrivati in età (quasi adulta), e quei telefoni apparsi nei primi anni 2000 erano comunque così scarsi che non c’era pericolo che qualcuno diventasse famoso grazie a qualche talento mostrato in un video pieno di pixel. Tutt’altra storia per i ragazzi e le ragazze della gen Z: loro con la tecnologia sono nati e cresciuti. Bene? Male? Sicuramente qualcuno ne ha avuto un vantaggio. È il caso di Madison Beer, nome molto conosciuto negli States. Popstar, attrice, modella. Ma soprattutto persona a cui la vita è cambiata grazie ai social network.

Era il 2011 quando una dodicenne Madison postava su YouTube le sue versioni di alcune canzoni famose. Routine di ogni cantante da quando esiste una connessione veloce. A un certo punto succede però che Justin Bieber vede un suo video e gli piace così tanto che lo riposta sul suo profilo. Boom. Il video diventa virale in tutto il mondo, Madison entra nel frullatore: Bieber le fa ottenere un contratto con Island Records. Sembra la trama di un film di Disney Channel. Iniziano a uscire dei singoli e degli EP, anche se il primo vero album arriverà solo nel 2021. Madison di anni ora ne ha 25, che sono sempre pochi, ma non così pochi se pensi che hai cominciato a 12 anni.

Tre anni dopo aver firmato con la Island Records comunque le cose non vanno come crede. Immagine troppo Disney oriented, canzoni pure. Il contratto scade. Poi varie parentesi, dalla dance (con le collaborazioni con David Guetta e Martin Solveig) fino ad arrivare all’r&b. Ma è con l’uscita di Silence Between Songs che Madison sembra aver trovato la quadra. Nel disco si sentono le influenze di Billie Eilish e Lana del Rey, che tra l’altro le ha espresso un apprezzamento: «Un magazine ci ha fatto incontrare e chiacchierare. Abbiamo parlato anche del disco, quindi poi gliel’ho inviato e lei mi ha detto che le è piaciuto molto. È stato pazzesco perché lei ha avuto una grande influenza su molte tracce di Silence Between Songs. È un mio idolo da sempre, avere la sua approvazione è un regalo incredibile». Ma durante la lavorazione delle ultime tracce ci dice che ha ascoltato anche Beach Boys, Beatles, e un sacco di roba anni ’60.

La incontriamo nei camerini del Fabrique di Milano, dove è arrivata per la tappa del suo tour. Anche se qui non è un nome tra i più mainstream, la aspettano centinaia e centinaia di fan (tornando al potere di Internet). Quando entriamo nel camerino è seduta allo specchio da trucco. Ci vede nel riflesso e si gira sfoggiando uno dei suoi sorrisi migliori, tra poco salirà sul palco ma sembra serenissima. Si sentono le urla dei fan che la chiamano. Molte delle ragazze presenti hanno un fiocco ai capelli, che è un po’ il suo simbolo. Ci mostra felice quello che ha tatuato sul polso.

Madison Beer. Foto: Senio Zapruder

Non è la prima volta che viene in Italia a cantare: «L’Europa è fantastica, sono fortunata di poter viaggiare per il mondo e a incontrare così tante persone. È una cosa che non do mai per scontata». Non è garantito a tutti gli enfant prodige di combinare qualcosa da grandi. Il messaggio di Silence Between Songs è quello di «rallentare, prendersi il ​proprio tempo, godersi la tranquillità. Siamo sempre lì che cerchiamo di distrarci con mille cose. Volevo ricordarmi che a volte si possono fare pause, ci si può riposare, stare senza telefono». Madison conta 38 milioni di follower su Instagram. Le chiediamo quand’è che ha sentito l’esigenza di staccare: «Un paio d’anni fa, decisamente. A un certo punto mi sono sentita stanca, svuotata, non mi fermavo mai. Lavoravo, e quando ero a casa ero lì tutto il giorno con il telefono in mano. Con questo album volevo veicolare il messaggio di quanto sia importante prendersi cura di sé stessi. Rallentiamo».

Oltre al potere positivo dei social, la popstar ha conosciuto anche i lati meno divertenti. L’attenzione dei tabloid troppo presto, fino alla pubblicazione e alla divulgazione di alcuni scatti privati durante la sua adolescenza. Un episodio che le ha causato un disturbo da stress post traumatico e diversi altri problemi. Da allora ha utilizzato i social per educare il suo pubblico e ha raccontato la sua storia anche in un libro chiamato The Half of It, descritto dai comunicati stampa come «un resoconto onesto sull’amore per sé stessi e sull’importanza della salute mentale».

Capiamo meglio il titolo del disco, che poi potrebbe essere la colonna sonora di una giornata un po’ nuvolosa, tra richiami 60s e pezzi decisamente pop in cui ogni tanto sembra essersi ispirati anche un po’ alle produzioni più radiofoniche di Kevin Parker.

Madison Beer - Home To Another One (Official Music Video)

Tra le preferite dai fan c’è Ryder, dedicata al fratello (Ryder, appunto): «Si fanno sempre canzoni romantiche sui partner e poche sulle altre relazioni importanti della nostra vita. Il rapporto con mio fratello mi ha reso la persona che sono ora. Abbiamo formato le nostre personalità insieme, abbiamo avuto un’infanzia, diciamo, interessante. Ho firmato un contratto quando avevo 12 anni, mia madre era una designer d’interni, mio padre costruiva case. È stato come finire in un mondo nuovo, non sempre facile. Ho voluto raccontare la nostra storia».

Madison Beer. Foto: Senio Zapruder

Intanto Silence Between Songs è stato nominato ai Grammy nella categoria Best Immersive Album. Un riconoscimento totalmente inaspettato: «L’ho saputo da mia mamma che mi chiamato appena ha visto la notizia. Sono subito scoppiata a piangere, non ci potevo credere. È uno dei miei sogni da sempre, è stato a dir poco surreale». Non ha vinto, poco male: «Quando ero più piccola pensavo di voler diventare la più grande di tutte. Ora ho messo le cose in prospettiva. Anzi, ti dirò, sono grata di aver avuto questa carriera lenta ma robusta. Mi piace questa immagine… Faccio i concerti e vedo persone che c’erano due anni fa, sei anni fa. Mi sento come se fossi cresciuta con tutti loro. Quindi spero solo di continuare su questa strada. Anche se non farò i tour negli stadi o se non sarò l’artista più grande del mondo. Spero solo di fare cose che mi rendano orgogliosa e di non paragonarmi a nessuno. I paragoni ti rubano la gioia». Tempo di fare un fiocco nei capelli e si va sul palco.

Madison Beer. Foto: Senio Zapruder

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