Rolling Stone Italia

Maculata concezione

Forse l'Italia ha una nuova popstar: viene da Bologna, ha un cognome importante e una traiettoria artistica molto particolare. A tu per tu con Elettra Lamborghini per parlare della sua irresistibile ascesa, del rapporto con Dio e con l'amore, di latte di soia e del suo nuovo canone della bellezza
Elettra Lamborghini cover Rolling Stone

Elettra Lamborghini cover Rolling Stone

Quando esce una canzone con un titolo onomatopeico o incomprensibile, tipo Asereje, Bang Bang o Pem Pem è abbastanza probabile che voli direttamente nell’olimpo delle hit. Non a caso, il tormentone lanciato a inizio 2018 da una certa Lamborghini durante l’halftime show di una partita NBA ha creato un’onda di successi su cui Elettra Lamborghini ha surfato alla grande fino al 14 giugno 2019, data di uscita del suo album di debutto, Twerking Queen. In un anno scandito dal ritmo martellante di Pem Pem la percezione che il pubblico aveva di Elettra si è ribaltata completamente: da ereditiera superficiale e un po’ tamarra (la “Paris Hilton italiana”) a intrattenitrice con uno stile e un carattere in grado di trascinare un’intera edizione di un talent.

Elettra Lamborghini sulla digital cover di Rolling Stone

 

L’immagine di Elettra (bolognese classe 1994, nipote del fondatore del marchio automobilistico Ferruccio Lamborghini, ndr) che traspare dai suoi video, dal suo passato nei reality trash (poco più che ventenne è stata la star degli show di Mtv Super Shore in Spagna e Sud America e di Riccanza in Italia, ndr), dai testi del disco o dalle foto provocanti delle sue natiche leopardate, fa un frontale con le sue dichiarazioni – “sono una suora, non bevo, non fumo, non faccio sesso, ho trovato Dio, voglio adottare un bambino africano” –, creando un cortocircuito irresistibile che me l’ha fatta amare fin da subito. E soprattutto mi fa sperare che, anche grazie alla famiglia BHMG (l’etichetta fondata da Sfera e Charlie Charles, ndr), e quindi a produzioni fresche (e soprattutto disallineate con la tradizione cantautorale italiana, che vuole la donna sempre un po’ vittima) potessimo anche noi, in Italia, avere finalmente la nostra popstar.

Non un’interprete uscita da un talent già carica di pesantezze, una vera popstar che ti tira in faccia tutta la sua personalità. Unapologetic, come Rihanna. E così arrivo in una delle giornate più calienti di questa calda estate in macchina con Eddy all’hotel Hyatt Centric per intercettarla tra un instore e l’altro. Si presenta fieramente struccata – dice di aver preso “un’ora di sole in balcone” –, ordina un latte di soia macchiato (suo marchio di fabbrica). La amo da subito, iniziamo a parlare.

Ascolta la versione podcast della Cover Story

Quando è uscito il tuo disco io stavo dall’altra parte del mondo in vacanza, ma l’ho ascoltato immediatamente.
Ti è piaciuto?

Una hit dopo l’altra…
Quale ti piace di più?

Forse Fanfare, perché sono anche molto fan di Guè. Tu in che situazione eri? Immagino fossi un po’ tesa, data la distanza temporale tra quando è uscito il tuo primo singolo, Pem Pem, e l’album.
Durante il periodo di The Voice ero molto sotto stress, anche se tentavo di mascherarlo, perché ero presa da mille cose tra la trasmissione, i video e la chiusura dell’album. Twerking Queen non è stato un album facilissimo: ci ho lavorato tantissimo, alcuni dei pezzi erano stati registrati un sacco di tempo prima, alcuni anche prima di Pem Pem. Sì, ero un po’ tesa, ma non troppo: più che altro non avevo idea di come sarebbe stato recepito.

 

Invece anche a livello di classifiche mi pare stia andando molto bene…
Sì, così dicono… io poi sono una che non si accontenta mai, ho molte aspettative. E le aspettative a volte ti creano ansie.

Partiamo dall’inizio, dalla tua famiglia. Mi racconti qualche ricordo d’infanzia legato a loro?
A me non piace molto parlare della mia famiglia, cerco di proteggerla, perché comunque sono una persona seguita e ai miei fratelli non interessa essere esposti, quindi non pubblico mai nulla che li riguardi. A parte questo, ho dei bellissimi ricordi di quand’ero piccola, ero una bambina felice, mezza matta… Mia mamma al compleanno mi ha mandato su WhatsApp una carrellata di foto di me da bambina, non mi ricordavo di essere stata così simpatica! Un po’ come sono adesso: cioè non me lo sto dicendo da sola, me lo dicono in molti che sono simpatica.

Ma questa relazione con l’America Latina è una roba soltanto tua o c’è qualcun altro in famiglia che ha la stessa fissa? Come è nata?
Non lo so nemmeno io in realtà: da piccola ascoltavo soltanto rap, poi mi ha preso la cultura, la danza, il loro modo di vivere, la felicità e il carattere, il calore dei sudamericani. Anni fa feci un viaggio a Santo Domingo che mi colpì, perché trovai persone con cui parlare, molto disponibili, felici. Mi rivedo in questo tipo di carattere.

Ricordi i tuoi primi approcci a questo genere?
Ascolto sempre solo reggaeton, ma de lo viejo, quello vecchio, che è molto diverso da quello che si sente ora. Se però facessi un pezzo reggaeton vecchio non me lo passerebbero mai in radio.

 

Qualche artista che ti ha fatto proprio esplodere il cervello?
Be’ sicuramente Daddy Yankee, Tito El Bambino, Farruko… Ce ne sono mille, tra l’altro so tutti i testi delle loro canzoni. Tutti.

E ora che hai collaborato con alcuni di questi artisti, come Pitbull e J Balvin. Com’è stato?
Per me non c’è molta differenza tra persone famose e non famose, anche quando ho incontrato Justin Bieber non ho avuto grandi reazioni.  Stessa cosa per i miei follower: non realizzo che ne ho così tanti finché non vedo le piazze piene agli instore. Gli artisti latinoamericani, anche quelli grossi, sono molto disponibili e tranquilli. Non se la credono per niente, anzi cercano spesso di aiutare le nuove leve. Pitbull, con cui ho lavorato al mio singolo Tocame, è una persona carinissima, addirittura mi ha ringraziato per l’opportunità… LUI! Mi sono trovata molto bene.

Mi son tirata giù un paio di informazioni su di te da un sito che si chiama biografieonline
Oddio, chissà cosa c’è scritto!

C’è scritto questo: “Dopo un’infanzia all’insegna del lusso sfrenato, all’età di 18 anni si trasferisce a Milano e decide di coltivare la sua forte passione per l’equitazione.”
Ma non è vero! Te la dico tutta. Fino alla maturità ho studiato un po’ in giro…

Tipo dove?
Spagna… insomma non ero mai a casa. Dopo la maturità mi sono iscritta a un corso di recitazione a Milano. Io faccio equitazione da quando sono nata, e ancora adesso. Ma all’epoca mi son resa conto che mi faceva un po’ cagare, primo perché c’erano un sacco di ragazze più brave di me, poi perché capivo che queste ragazze molto più brave di me non sarebbero comunque andate da nessuna parte. Non so se fosse l’accademia che faceva cagare, ma è un mondo un po’ particolare. Alla fine recitavo tutti questi ruoli e poi arrivavo a casa e mi dicevo “sì, ma io chi cavolo sono”?

 

Eri in crisi d’identità?
No, mai stata! Grazie al cielo non ho grandi problemi mentali. Forse ne ho qualcuno, ma cerco di curarlo da sola, cioè penso a qual è il problema e poi lo espello.

Quali sono le tue tecniche di espulsione dei problemi?
Cerco di andare alla radice e capire da dove arriva il mio malessere.

Lo isoli?
Sì, capisco quando sto a livelli di stress alto e agisco.

Vai da qualche parte da sola?
No, da sola no, sarebbe peggio! I miei cavalli mi aiutano molto e cerco di lasciare tranquilla la mia famiglia perché mi piace risolvermi le cose da sola. In generale penso che il tempo curi tutto, basta non impazzire.

Giovane e saggia!
Hai visto? …Comunque io sono stata tamarra per un bel periodo, tipo che io e le mie amiche facevamo la gara a chi aveva più borse, mi sono fatta mille piercing e un po’ di tatuaggi random… Chirurgia plastica no, ho fatto solo le poppe perché avevo perso molto peso, molto molto. Poi a un certo punto mi si è ribaltato tutto.

Anche dai tatuaggi stai prendendo le distanze? O ti piacciono sempre?
No, non ne faccio più. L’ultimo che ho fatto è il nome del mio ragazzo, Nick.

Uella… Anche lui si è tatuato il tuo?
No, zero. Lui niente tatuaggi. Se dovessi avere una figlia le direi “fallo, però sappi che tra qualche anno non ti piacerà più.” Ho due sorelle più piccole a cui sono legatissima, ma non ho mai usato il mio ruolo di sorella maggiore per intimidirle. A loro ho sempre detto: “vuoi fumare? provaci! Però sappi che secondo me è una stronzata, è da sfigati fumare, è out”. Oppure “vuoi bere? Fallo, però è da sfigati bere e ubriacarsi, non è chic.” Loro hanno provato entrambe e nessuna delle due beve o fuma.

Condizionamento psicologico a mille…
No, ho solo fatto capire loro che non sei più figa se lo fai. Sono molto fiera delle mie sorelline.

Ma quando sei a una festa noiosa come te la cavi?
Vado con l’acqua. Poi dipende, ogni tanto quando vado in discoteca riesco a farmi portare il mio latte.

Quindi il latte di soia ti risolve la situazione?
No è che io penso di avere dei problemi con lo zucchero, e il latte di soia è pieno di zuccheri e mi sballa un po’. Cioè io mangio lo zucchero e sono un po’ più carica, ecco.

Sempre da biografie onlin—
Oddio santo, ho paura.

“Possiede oltre 30 cani affidati ad una serie di persone da lei pagate”
Ma non è vero! Allora devono smettere di dire che ho 25mila cani. Aspetta, che me ne sono morti alcuni poco tempo fa.

Oddio mi dispiace
(conta) …Ne avevo 10, ora ne ho 8.

Siccome sei una che ha viaggiato e hai sempre visto culture diverse da quella italiana, hai qualche idea sulla questione porti chiusi?
La questione è molto, molto delicata, ma io sono di questa idea: mettiti nei panni di una persona in un barcone con i propri figli, senza cibo e acqua per venti giorni, il rispetto per l’essere umano viene prima di qualsiasi altra cosa. Non bisogna essere indifferenti.

 

Tu sei una che riesce a ribaltare ironicamente anche le critiche che ricevi sui social…
Ma in realtà grazie al cielo non ho mai ricevuto molte critiche, perché le persone poi si incuriosiscono, vanno a vedere quello che faccio e scoprono che sono una gran cazzona. Ad esempio l’altro giorno ho fatto un instore ed ero un po’, non dico sciatta, però… avevo i capelli tutti scompisciolati. Conta che ero in tour, non tornavo a casa da due settimane e sono andata un po’ alla carlona, come si dice a Bologna. Mi hanno fatto una foto in cui non ero proprio una rosellina… Ho visto i commenti sotto e mi hanno fatto morire dal ridere. Uno scriveva “Ma questa è anoressica”. Allora, sfatiamo il mito che io sono grassa perché sono peso-forma, ho qualche chiletto in più ma sticazzi, mi va tutto nel sedere grazie al cielo. Un altro ha scritto “ma poteva mettersi a posto i capelli”. A me, però, non mi si vede mai con la minigonna in giro o col tacco: mi piace stare comoda, sono sempre struccata…

 

Che idea ti sei fatta della televisione italiana?
Avendo girato, ogni posto e ogni autore mi hanno insegnato qualcosa. Io trovo che siamo in realtà messi bene: ci sono alcuni personaggi e alcuni programmi che non mi vanno a genio, quelli in cui si litiga per niente, si dà della capra… oddio, non sto parlando di Sgarbi, anzi mi sta molto simpatico, è anche un uomo molto colto. Parlo dei programmi in cui si litiga per niente “Hai le tette rifatte”, “ti sei fatto il botox” oppure “Questo è gay!” Ma saranno cazzi loro, queste sono proprio piccolezze.

E invece come hai reagito quando hai saputo…
Che ero gay? Scherzo! (ride)

Quando hai saputo che Sfera non sarebbe stato coach di The Voice.
Io a Sfera voglio un bene immenso, quindi ovviamente non l’ho presa bene. Stavo quasi per ripensarci anche io, perché per me sarebbe stato un ambiente molto confortevole, ero praticamente in famiglia. Però sono contenta perché in quel periodo è andato in America, ha lavorato a nuovi pezzi. E poi guarda adesso, sta facendo X Factor. Io dico sempre che Dio predispone le cose per una motivazione. Non so se lui è credente!

Tu hai parlato del fatto che hai incontrato una dimensione spirituale. Se mi dovessi descrivere il tuo Dio o la tua religione, come la racconteresti? È cristianesimo?
Io credo in qualcosa, non mi piace chiamarlo cristianesimo, anche perché sarei sempre una peccatrice, quindi mi dovrei fustigare ogni tre per due. Non do un nome a quello in cui credo.

Hai dichiarato molto tranquillamente la tua bisessualità. Come l’hai scoperta?
Mah, non sono cose che si scoprono. In realtà io adesso sono felicemente fidanzata con un uomo, che è l’unico uomo che potrei amare, è l’uomo perfetto.

Cos’ha per essere perfetto?
Tante qualità: è intelligente, premuroso, presente, mi sta sempre vicino anche se non siamo mai insieme. Per il resto, non mi è mai piaciuto etichettarmi come bisessuale o lesbica. Mi hanno sempre preso le persone, indipendentemente dal fatto che abbiano le tette o l’osel (ride).

Hai seguito la storia di Stella Manente? Cosa ne pensi?
Allora, io difenderò sempre i diritti dei gay, ma bisogna stare attenti. Perché lei sicuramente ha sbagliato, o non lo sapeva nemmeno, però augurare la morte a qualcuno non è mai giusto. Io ad esempio ho il mio profilo fake dove guardo qualche bitches, you know, ma non mi sognerei mai di scrivere a qualcuno “sei una tro—” “Bitch”… Non è giusto accanirsi, rispondere all’odio con l’odio.

O rispondere all’ignoranza con l’odio…
Ad esempio, una volta ho beccato una pagina fake che si chiamava “Odio Elettra Lamborghini”. Era la prima volta che mi succedeva di imbattermi in qualcuno con questa rabbia nei miei confronti. Ho scritto a questa persona un messaggio molto cordiale, in cui chiedevo il motivo di questa rabbia: lei ha capito le mie parole e ha cancellato la pagina. Ho capito che era una persona che sicuramente aveva sofferto, ma era intelligente. E se c’è l’intelligenza si può dialogare.

Soprattutto non ha senso scontrarsi frontalmente, quando puoi far capire le cose con calma.
Esatto. Magari questa persona ora è anche diventata una mia fan, chi lo sa!

Tu hai un ottimo rapporto con il tuo corpo…
Così dicono!

Hai una routine di allenamento particolare?
Mavalà, non vedo una palestra da troppo tempo, infatti non so come si regge ancora questo BUM BUM (ride). Ho anche un po’ di pancetta, però sticazzi! Sono sempre in giro, non ho molto tempo di star dietro a queste cose. Comunque adoro camminare, vado a cavallo. E odio correre, perché sballonzola tutto…

 

Stai portando anche in Italia un nuovo canone di bellezza.
E meno male! Quando vedo queste ragazze alle sfilate, così magre, certo è il loro lavoro, però che fame, mizzica. Poi ci sono anche quelle che si ammalano per stare dietro a certi standard di bellezza… Non esiste. Io sono contenta di essere portavoce di un altro modo di vedersi: anche ai miei instore le fan arrivano e mi dicono “guarda, anche io ho il sederone”. Se qualcuno mi dice che ho il sedere piccolo, io mi offendo, sai?

Anche perché altrimenti non si può twerkare a modino…
No, questo non è vero. Però, tornando ai motivi per cui amo i latini, a loro piace la carne! Le ossa vanno date ai cani, e poi alla fine la donna è simbolo di prosperità. Fino a qualche secolo fa le donne erano dipinte e scolpite belle piene, erano tutte delle belle femminone, quindi insomma sono fiera di essere la rappresentante italiana della donna in carne.

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Cover Story
Foto: Eduardo Festa
Post Produzione: Riccardo Favaro, Andrea Giacopuzzi
Style: Lucrezia Cuccagna
Make up: Lorenzo Zavatta

Video Header
Regia: Eduardo Festa
Art Direction: Riccardo Favaro
Post Produzione: Piero Piccoli
Style: Lucrezia Cuccagna

In tutto il servizio Elettra Lamborghini indossa
Body: FANTABODY
Scarpe: BUFFALO
Collana catena e bracciali: GOGO PHILIP
Collana con iniziale: RADÀ

Si ringrazia ErreCi Studio.

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