Lydia Lunch: «Basta parlare dei vostri piccoli traumi personali, i problemi sono globali» | Rolling Stone Italia
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Lydia Lunch: «Basta parlare dei vostri piccoli traumi personali, i problemi sono globali»

In Italia per presentare il documentario 'The War Is Never Over', la voce della ragione o della follia («dipende dai giorni») ci ha regalato perle di saggezza su dolore, sesso e vasectomia di massa

Lydia Lunch

Foto press

Cantante, attrice, scrittrice, icona no wave, provocatrice, performer. Nella sua vita Lydia Lunch è stata tutto questo e anche di più. Per chi si fosse perso oltre 40 anni di arte e rabbia unite a lussuria e malessere c’è un’ottima notizia: buona parte del caos generato da Lydia è stato riassunto nel documentario The War Is Never Over diretto da Beth B.

L’artista americana è passata per l’Italia per promuovere la pellicola che racconta le performance pubbliche e i dolori personali che le hanno generate: l’infanzia vissuta in povertà in una New York devastata dalla crisi economica e dal crack, a cui si aggiungono le molestie sessuali subite da parte del padre che vengono raccontate senza risparmiare sui dettagli. Sullo sfondo, ci sono le rivolte razziali che hanno infiammato il Paese sul finire degli anni ’60. Al termine della proiezione fiorentina, la prima data in Italia, il pubblico in sala è ammutolito. Non ci sono domande.

«È così ogni sera», spiega Lydia Lunch, «non ci sono mai domande. Del resto, c’è altro da chiedere dopo questo? Lasciare il pubblico senza parole non era lo scopo, ma è quel che succede. Il mio scopo è essere la voce della ragione o della follia, dipende ogni giorno dal mio livello di sanità mentale».

Non è cosa semplice condensare 40 anni di attività in 70 minuti e proprio per questo la performer americana lascia la porta aperta a un eventuale sequel. Nel futuro prossimo invece ci sono un disco coi Grid, la band di Tim Dahl, già al suo fianco nei Retrovirus, e un album di jazz noir con la chanteuse losangelina Sylvia Black.

Sembri non indossare mai maschere.
Forse hai la vista a raggi X.

È solo una percezione.
Perché dovrei indossarle?

Credo non sia semplice essere sempre se stessi.
Io ho molte me stesse. Il problema è che molte persone si sono fatte etichettare e continuano a etichettarsi da sole pur di rientrare negli schemi, per paura, insicurezza, per condizionamento mentale. Io no, sono più libera, se non porto maschere è perché sono più aperta, ma anche questo cambia continuamente e non ne sono spaventata. A me non frega un cazzo dell’opinione altrui, ma molte persone hanno paura del giudizio altrui e quindi si mascherano, fanno finta. Non mi interessa se mi ami o mi odi, non sto cercando di convincere nessuno su niente, parlo per le minoranze come ho sempre fatto, minoranze sessuali, politiche, intellettuali, poetiche. E se pensi che io predichi ai convertiti, in realtà io predico ai pervertiti (ride).

Perché credi che la nostra società abbia così tanti problemi col sesso, che è ormai ovunque e viene utilizzato come veicolo per venderci qualsiasi cosa, ma rimane sempre un tabù?
La violenza non è un tabù, ma il sesso sì. Questo è il mistero. Non ne ho idea. Paura, forse. Puoi sfruttare il sesso per qualsiasi cosa, ma non puoi parlarne in maniera razionale. Credo che i francesi siano quelli più in pace col sesso, ma non saprei dirti perché. Senso di colpa cattolico, forse?

Ti vedo molto preoccupata per l’ambiente.
Tre giorni fa è uscita una mappa che segnala i luoghi più cancerogeni d’America. Io provengo dal primo della lista. Mia madre aveva 11 fratelli e sorelle: solo tre di questi hanno raggiunto l’età adulta. Io sono cresciuta in uno di questi posti: ho vissuto a New York sopra una fabbrica di plastica e ho vissuto a New Orleans che è il buco del culo dell’America da dove arriva tutta la merda del Paese tramite il Mississippi. La mia città natale (Rochester, nello Stato di New York, ndr) è dove sono stati scaricati i rifiuti di aziende come Kodak e Xerox. Tutto questo è sempre più evidente ogni giorno, guarda cosa è appena successo a Catania. Credo che alla fine sarà la terra a ucciderci e non il contrario. Perché l’avveleneremo e si ritorcerà contro di noi.

Che pensi di Greta Thunberg?
Fantastica! Ne servirebbero mille come lei.

Quindi ti piace.
Mi piace chiunque prenda posizione contro le ingiustizie. È coraggioso per una ragazza così giovane, che può venire ridicolizzata da personaggi come quel pagliaccio di Trump.

Sembra essere una figura molto polarizzante.
Non me ne frega un cazzo. Abbiamo bisogno di persone dalle generazioni più giovani. Abbiamo bisogno di persone da tutte le generazioni. Ci arrabbiamo, protestiamo, facciamo marce, ma a cosa è servito?

Non funzionano?
No. Qual è la soluzione? Non lo so, non sono una risolutrice, io amo l’apocalisse! La mia soluzione è colpire le corporation e invitare a controllare come spendi ogni tuo dollaro, perché praticamente ogni dollaro andrà a finanziare il nemico, che sono quelli che inquinano tutto. In America un politico ha chiesto a Elon Musk di donare la sua fortuna per porre fine alla fame nel mondo: credi che lo stronzo lo farà? Ma quando mai! Di quanti cazzo di soldi ha bisogno? Non riesco a capire, altrimenti probabilmente avrei più soldi anch’io. Pensa se avessi i soldi di Madonna! Non dovrei chiedere ai miei amici di pagare per partecipare al mio matrimonio, questo è certo.

Immagino che Musk sia più interessato alla corsa spaziale.
Perché hanno capito che qui non c’è più speranza. Abbiamo smesso di creare quello che ci serve, non facciamo altro che importare ed esportare, siamo tutti consumatori. Smettete di comprare cose! Non comprate l’iPhone ai vostri figli, serve a trasformarli in zombi e ad accrescere la loro insicurezza. Prima cosa, smettere di fare figli; seconda cosa, non date loro un telefono. Possiamo cominciare da qui? L’abitante della Terra numero 7.000.000.000 è appena nato, cazzo! Vasectomia di massa, please! La gestisco io, con grande piacere.

Sembri aver sviluppato un’autocoscienza fin da giovanissima.
Vero. E…?

Non capita a tutti.
Ho capito subito quel che dovevo fare: aprire la mia cazzo di bocca. E così ho cominciato. Volevo essere d’esempio per coloro che non possono aprire bocca. Non credo sia stata una mossa coraggiosa, da parte mia. Non credo che niente di tutto quello che ho fatto sia coraggioso o scioccante. Credo sia ragionevole, piuttosto sono io che sono scioccata dal fatto che molti non abbiano niente da dire, che ci siano tante persone che ancora si sposano e fanno figli, che vogliono un cane, una casa. La compiacenza verso la normalità di moltissime persone. Questo è scioccante! Orripilante a dirla tutta.

Tu non credi di essere scioccante o coraggiosa, eppure anche ieri sera hai lasciato il pubblico senza parole.
(Ride) Forse erano muti? E io sono la loro bocca! Voglio dire, se non riescono a esprimere le domande che ho già fatto, significa che sto facendo la cosa giusta, no?

Beh, un documentario così non si vede tutti i giorni.
Infatti, dovrebberlo mandarlo in tv.

Non penso che si vedrà mai in tv.
Allora seguite il mio podcast, The Lydian Spin, due volte alla settimana. Il punto è che non sono depressa per quel che racconto o per il fatto di avere a che fare con argomenti pesanti. È tutto così  prevedibile! Sono stupita di questo scenario distopico che stiamo vivendo? No! E io mi ribello evitando di farmi deprimere.

Quel che dici è tristemente vero.
Rido di questo e credimi non rido della depressione delle persone, ci sono moltissimi motivi diversi per esserlo, esistenziali, genetici, ereditari, ambientali.

Come si interrompe il ciclo della violenza?
Devi passarci attraverso per poterne uscire. Alcuni non sono in grado di farlo e per questo sviluppano ogni tipo di dipendenza, perché non capiscono che si può superare. Nel nostro dna ci sono violenza e guerra. A volte le persone ne vengono influenzate senza che neanche se ne accorgano. E non ti parlo di reincarnazione, credo sia memoria molecolare. Credo che ci siano persone che hanno ricordi che non riescono a far emergere, che sono fatti di violenza. Questa è la nostra storia: siamo l’unico animale che uccide per piacere. O per stupidità. O per rabbia. Si comincia guardando dentro se stessi. Una volta compresa la questione più grande ci si può cominciare a lavorare sopra.

E per te cosa ha funzionato?
Esattamente questo. Ho capito che c’erano problemi decisamente più grandi dei miei.

Vorrei farti una domanda personale, ovviamente sei libera di non rispondere.
Risponderò a tutto.

Nel film descrivi nei dettagli quello che hai subito da tuo padre. Però la pellicola si conclude con te che, fondamentalmente, non gliene fai una colpa. Ho capito bene?
Sì, perché la cosa non è iniziata con lui.

E questo che intendi quando parli della questione più grande?
Sì! Non comincia a casa tua. Nessuno si sveglia pensando di voler diventare un serial killer. Nessuno nasce con questo tipo di atteggiamento: e io non posso dare al sintomo la colpa del problema. Il problema è più grande della tua famiglia. Il problema è il patriarcato e tutto il sistema che lo alimenta. L’insicurezza degli uomini, lo sbilanciamento in termini di potere, disfunzioni sessuali che vengono tramandate, storie di incesti che tornano indietro di generazioni. Prima di andare a cercare mio padre, sono andata a cercare il padre della Nazione e il Dio padre, perché entrambi sono simboli, a un livello maggiore o minore, del cazzo di problema dello sbilanciamento di poteri. Chi domina chi? Credo che le donne debbano essere molto più toste adesso. Dobbiamo essere più forti, non possiamo piangere per ogni stronzata sessuale degli uomini, abbiamo difese fisiche e psichiche. E così si torna alla mia storia: che non è stata così orribile, ma dovevo parlarne per chi magari non è altrettanto forte. È una cosa che va oltre la mia famiglia: tutto comincia con la religione e poi a scendere. La religione ha la scusa, l’uomo non è stato fatto a immagine e somiglianza di Dio, Dio è stato fatto a immagine e somiglianza dell’uomo. Così abbiamo qualcuno con cui incazzarci e a cui dare la colpa.

Lo hai perdonato?
Dio? No, non ci credo.

Intendevo tuo padre.
Beh, è morto. Non è un santo. Mi ha dato qualità migliori di quelle che aveva lui. Ma chi ha fatto quelle stesse cose a lui? Questa è la domanda. Non incolpo mia madre, ma incolpo le madri che non insegnano alle figlie ad essere più forti, era una generazione che non parlava di queste cose. Nessuno parlava di questa roba. Ti parlo dei primi anni ’80, non lo faceva nessuno. E invece andava detto. Ancora oggi va detto. Non mi piace quando le persone si focalizzano su un piccolo trauma personale quando il grande trauma è globale. E non è solo contro le donne. È anche contro gli uomini. È contro quelli che sono diversi, più deboli, non altrettanto ricchi. Questo è quello di cui parlava De Sade, se parliamo della sua filosofia, che si riscontra ancora oggi, beh, lui diceva che chiunque abbia potere può uccidere chi gli pare. Oh, ciao Jeffrey Epstein! Lui parlava di questo. Tra l’altro siamo nati lo stesso giorno per cui capisco bene quel che voleva dire. Questa è la questione. Quelli al potere, che sia Dio o tuo padre, cercheranno quelli più deboli e ne abuseranno. In maniera economica o religiosa o filosofica o fisica. Quindi le donne devono farsi forti. Non ci servono donne mezze nude che fanno musica di merda per i papponi delle major che ci dicono che si stanno riappropriando della propria sessualità. Stronzate, non sono meglio dei 2 Live Crew.

Yeeeeaaahh meee sooo hoooorny!
Facevano schifo.

Grazie per aver risposto alla mia domanda.
Nessun problema. Ho risposto a tutte le tue domande! Buona fortuna a tradurre tutto e a mettere tutta questa chiacchiera nel poco spazio che Rolling Stone mi dedicherà. Lo sai quando è stata l’ultima volta che Rolling Stone ha parlato di me? Hanno fatto un articolo sul documentario.

Sì, l’ho visto.
Bene. Prima di quello si torna a Queen of Siam. Lester Bangs. Ok? 1980. Quella è stata l’ultima volta che Rolling Stone ha scritto qualcosa su di me in America.

Ed eccomi qua!
In Italia spesso scrivono di me. Complimenti! Io sono antipopolare! Però nessuno si interessa mai al fatto che io sia siciliana. Forse perché non sono italiana, sono siciliana. Nessuno lo dice mai quando vengo qui.

Ok, lo scriverò io.
Non serve a un cazzo. Beh, no, invece serve, perché so che il mio essere strega deriva da qui, mentre la mia praticità è tedesca. La sfacciataggine, invece, è americana.

Dove sono le tue origini?
In Sicilia? Un paese che non c’è più, devastato. Per cui tecnicamente provengo da un luogo sconosciuto.

Wow!
Come i miei wrestler preferiti!

Chi sono i tuoi preferiti?
Oh, beh, non esistono più.

Ah.
Bret “The Hitman” Hart.

Ah beh, lui no, non esiste più. Lo guardavo da bambino.
Esiste, ma ormai è fuori dal giro.

È orribile da dire, ma credevo fosse morto.
No, c’è un bellissimo documentario su di lui, te lo consiglio. Abbiamo finito adesso?

Sì.
Ok, allora possiamo bere, fumare e gustarci la natura.

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