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Lars Ulrich dei Metallica è ossessionato da Fiona Apple e Rage Against the Machine

«La musica dei Rage diventa ogni giorno più rilevante», dice il batterista che in quarantena guarda ‘Platoon’, ascolta ‘Fetch the Bolt Cutters’, lancia i concerti in streaming e pensa a come tornare a suonare coi Metallica

Lars Ulrich

Foto: Greg Chow/Shutterstock

Per Lars Ulrich quarantena significa passare più tempo con moglie e figli. Nei giorni scorsi ha diffuso un video dei figli Myles e Layne alle prese con una cover chiassosa di Eleanor Rigby dei Beatles. In quanto ai Metallica, avrebbero dovuto essere in tour in Sud America in primavera, per poi fare da headliner in vari festival estivi. Il loro prossimo impegno, se andrà tutto bene, è l’All Within My Hands Helping Hands Concert and Auction che hanno organizzato a San Francisco per il 12 settembre.

Che cosa fai a casa?
Cerco di stare in forma, sano di mente e produttivo. Rispetto a qualche mese fa, quando mi schiantavo sul divano, cerco di fare esercizio fisico. Aiuta anche la testa.

Quali piaceri ti concedi?
Ascolto musica coi miei figli e organizziamo serate di cinema in cui uno di noi sceglie un film e tutti gli altri lo devono vedere. Così evitiamo quella mezz’ora di discussioni su che cosa guardare. Mi piace scegliere film che hanno fatto la differenza per me, e lo stesso fanno i miei figli e Jess [la moglie]. Lo facciamo cinque, forse sei volte alla settimana,

Che film hai scelto?
Un paio di cose di Thomas Vinterberg, Festen e Submarino. E poi il primo film che mi ha davvero influenzato quando avevo 16 anni, Fuga di mezzanotte. Jess ci ha fatto vedere Anche tua madre, che i ragazzi hanno adorato, e Amélie, il film francese. I miei figli hanno scelto cose folli e fighe: Myles Fino all’ultimo respiro di Godard, Layne Il settimo sigillo di Bergman. Abbiamo visto anche Lama tagliente, Lo scafandro e la farfalla e Platoon, che è pazzesco. Quel film è invecchiato davvero bene. Non lo vedevo da quando era uscito. È ancora rilevante.

E la TV?
Non tanta, anche se guardare Jimmy Kimmel è diventata un’abitudine. Lo registriamo ogni sera e ci guardiamo due o tre episodi di fila. Le TV di notizie 24 ore su 24 non le reggo proprio. È troppo. Meglio Kimmel, il suo programma ha il giusto tono di voce. Quel che dice, quel suo modo d’essere sincero e al tempo stesso divertente, il suo spirito di osservazione sono tutte cose di cui c’è un gran bisogno oggi.

Che altro fate in famiglia?
Cerchiamo di comunicare e trovare in modo per fare la differenza, sentiamo come stanno le persone attorno a noi, facciamo beneficenza. Dare un contributo, di questo parliamo. Non che si possa fare granché, ma fare qualcosa è sempre meglio di niente.

Che musica ascoltate?
Un bel po’ di Radiohead, che hanno cominciato a pubblicare concerti in streaming, un po’ come i Metallica. È una casa di fan dei Radiohead, questa.

E tu che cosa hai ascoltato di recente?
Il nuovo di Fiona Apple. È stupefacente. Il giorno in cui è uscito l’ho ascoltato tre, quattro volte di fila con i testi sotto mano. Mi ha sbalordito quant’è originale e brillante, anti-convenzionale. Ogni tot anni esce un disco con un sound diverso da tutto il resto. L’ultima volta è successo un paio di anni fa, quello degli Arctic Monkeys [Tranquility Base Hotel & Casino], che mi ha fatto un po’ lo stesso effetto, sai, quando ti aspetti una cosa, ascolti il disco e pensi che, sì, è ancora possibile fare qualcosa di unico, nuovo, inatteso. Quindi, Fiona. Ma mi piace anche il disco di Ed O’Brien. Ho guardato e riguardato la sua performance da Kimmel.

E poi ho ascoltato musica dei miei amici. Negli ultimi due o tre mesi il gruppo che ho ascoltato di più sono stati i Rage Against the Machine. Sono l’unico che pensa che la loro musica sia ogni giorno più rilevante? È sempre più strettamente connessa a quel che accade nel mondo. Sembra quasi che abbiano registrati quei quattro dischi l’altroieri. Quando faccio miei piccoli, tristi esercizi metto su Calm Like a Bomb o Sleep Now in the Fire o Bombtrack e, cazzo, non mi sembra vero che esista roba del genere. I Rage Against the Machine sono un amico su cui puoi contare.

Purtroppo il loro tour è saltato.
Ci saremmo incontrati a El Paso per il primo concerto. Io c’ero all’ultimo concerto che hanno fatto a Los Angeles nel 2011, il prossimo lo avrei visto con Jess e i ragazzi. Quando lo faranno, non mancherò.

C’è qualcosa che vuoi dire ai fan?
Mi auguro che loro e i loro famigliari stiano bene e che se la cavino date le circostanze. Questa cosa mi fa pensare che il mondo sta diventando sempre più piccolo e le comunità sempre più connesse. Mi piace pensare che la musica dei Metallica conti qualcosa in questi giorni difficili.

Facciamo i #MetallicaMondays dove ogni settimana pubblichiamo un concerto in streaming, e da quello che capiamo la gente aspetta questi appuntamenti e condivide i pensieri riunendosi in piccoli gruppi di ascolto. Bello che la musica aiuti la gente a superare questo momento. Stiamo cercando di capire quando e come tornare a suonare assieme. Se saremo costretti a starcene chiusi in casa ancora a lungo, troveremo un modo per far musica e riavviare la macchina creativa.

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