Rolling Stone Italia

L’alfabeto pop di Gayle è un grande “fuck you” a chi la voleva perfettina


Voleva diventare una cantante country perbene per compiacere gli altri. Ha cambiato idea e ora, a soli 17 anni, fa numeri pazzeschi con ‘Abcdefu’, un vaffanculo in musica a un ex. L'intervista

Foto: Acacia Evans/Atlantic Records

È stato grazie a una visione che ha avuto da bambina che Gayle ha capito chi voleva diventare da grande: una cantante country «perfettina», una di quelle ragazze senza piercing, né tatuaggi e soprattutto che non dicono mai parolacce. «Volevo essere come loro», dice. «Volevo essere accettata». Poi ha imparato a fregarsene.

A 17 anni Gayle è già in cima al mondo e alle classifiche grazie a una canzone che è tutto il contrario dei suoi sogni di bambina. Si intitola Abcdefu ed è un gran pezzo pop-punk, un vaffanculo a un ex, alla madre di lui e al suo merdoso giro su Craigslist. Sarà contenuto nell’EP di debutto A Study of the Human Experience Volume One. Uscirà il 18 marzo e racconterà dolori e fatiche della sua vita da teenager.

L’EP è dopotutto la somma delle sue esperienze, contiene lezioni imparate a caro prezzo, racconta di amicizie finite male. E anche se le canzoni si riferiscono in modo specifico alla sua storia, riescono a esprimere «quanto cazzo è strana la vita», come dice Gayle. «È difficile e splendida allo stesso tempo. È un gran casino, soprattutto quando stai crescendo».

Il progetto di Gayle è il frutto di anni di lavoro (sì, anche se lei ne ha appena 17). «La gente pensa che sono venuta fuori dal nulla con Abc. Ok, prima di quel pezzo non mi conosceva nessuno, ma facevo già musica», dice ridendo.

Quand’era piccola, la famiglia ha lasciato il Texas in direzione Nashville così che potesse dedicarsi alla musica. Andava ai bar con mamma e assisteva alle performance nella speranza di avere l’occasione di esibirsi in una pausa.

«Chiedevo di cantare qualche canzone così che potessero andare in bagno o mangiare una cosa», ricorda. «Ho imparato che la gente quand’è al bar se ne frega di chi sta sul palco. Capire cosa dire e come cantare per attirarne l’attenzione è stato fondamentale».

È così che a Nashville ha imparato a farsi notare con le sue canzoni ed è arrivata ai testi scioccanti, onesti e con cui è facile identificarsi, alle storie di sesso, amicizia e amore del suo EP. La prima metà – che comprende Luv Starved, Sleeping with My Friends e il secondo singolo Ur Just Horny – parla di un’amicizia che si è trasformata in una relazione sessuale e del senso di colpa che provato dopo che è finita.

«Pensavo dipendesse da me, temevo di aver incasinato la nostra amicizia. Poi ho capito che non era così, che il suo obbiettivo era sempre stato sfilarmi le mutandine. Non gliene importava nulla. Ho compreso che forse non era solo colpa mia».

Con la data d’uscita del disco che s’avvicina e lei che s’appresta a diventare adulta, Gayle – con i capelli tinti a metà, i piercing e l’atteggiamento distaccato – è ancora in cerca della sua identità. Le va benissimo così. «Non so se sarò sempre come sono oggi», dice. «Sono a mio agio con me stessa e con quello che voglio diventare. Ma so che cambierò, che vorrò cose diverse, e non è un problema».

Questo articolo è stato tradotto da Rolling Stone US.

Iscriviti