La rivincita di David Bowie: dentro le session dell’album perduto ‘Toy’ | Rolling Stone Italia
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La rivincita di David Bowie: dentro le session dell’album perduto ‘Toy’

Gli scazzi con l’etichetta discografica. Il passato da riscrivere. La crisi messa alle spalle. Una live band da urlo. Earl Slick e Mark Plati raccontano il gioco preferito di Bowie: essere se stesso, con gioia

David Bowie

Foto: Nina Schultz

Prima di sfondare nel 1969 con Space Oddity, David Bowie è stato per anni ai margini dell’industria discografica britannica, sfornando canzoni come I Dig Everything, Silly Boy Blue e Liza Jane senza alcun impatto significativo sul pubblico. Quando Ziggy Stardust l’ha trasformato in una superstar, quei pezzi sono stati eliminati dal repertorio concertistico e confinati nella memoria dei fan più accaniti.

Nel 2000, però, Bowie ha ri-registrato alcune di quelle canzoni per l’album Toy, il cui progetto è stato messo da parte dopo che l’artista ha lasciato l’etichetta Virgin. Ora quell’album perduto sta finalmente per uscire all’interno nel box set David Bowie 5. Brilliant Adventure (1992-2001), che includerà anche versioni rimasterizzate di Black Tie White Noise, The Buddha of Suburbia, Outside, Earthling e ‘hours…’, oltre al live BBC Radio Theatre, London, June 27th, 2000, e alla collezione di stranezze Re: Call 5. La raccolta uscirà il 26 novembre in CD, vinile e digitale (Toy:Box, il disco perduto in versione box set con l’aggiunta di due dischi di outtake tratti dalle stesse session, sarà pubblicato in gennaio, ndr).

La storia di Toy inizia con le prove per la puntata di VH1 Storytellers dell’estate 1991. In quell’occasione Bowie ha riproposto il singolo del 1969 Can’t Help Thinking About Me per accompagnare la storia dei primi giorni sulla scena pop britannica, quando suonava con Steve Marriott degli Small Faces.

Bowie non interpretava il brano da più di trent’anni ed era chiaramente imbarazzato da alcune frasi del testo («le peggiori che abbia mai scritto»), ma amava il nuovo arrangiamento, e la canzone è entrata nelle scalette dei suoi concerti rimanendoci per tutto il successivo tour europeo. «Joe Elliott dei Def Leppard era a uno show a Dublino (il 10 novembre 1999, nda) ed è un grande fan», ricorda il bandleader di Bowie, Mark Plati. «È venuto nel backstage e non smetteva di parlare di quel pezzo. “Dovreste farne altri così”, diceva».

Quando l’estate successiva Bowie e la band si sono esibiti a Glastonbury, Toy aveva già preso forma nella testa del cantante. «Odio non utilizzare l’energia delle band che mi accompagnano dal vivo, così ho chiesto a tutti loro se avessero voglia di fare un disco subito dopo il nostro ritorno a New York», ha scritto ai fan nel giugno del 2000. «L’idea piaceva molto a tutti, così ho selezionato alcune canzoni insolite e prenotato uno studio. Mi entusiasma quando le cose accadono spontaneamente, non vedo l’ora di stare in uno spazio angusto con altre sette persone piene d’energia e cantare fino a svenire».

La versione ufficiale di uno dei brani del disco, You’ve Got a Habit of Leaving, è stato pubblicato mercoledì 29 settembre.

I pezzi sono stati registrati ai Sear Sound di New York, nel quartiere di Hell’s Kitchen, uno studio noto come Hit Factory. A differenza degli altri dischi di Bowie degli anni ’90, costruiti pezzo dopo pezzo in lunghi periodi di tempo, Toy è stato registrato come un live in studio nel giro di due settimane o poco più.

«Avevamo fatto un sacco di concerti», racconta il chitarrista Earl Slick. «Non dovevamo fare chissà quali pensate su come arrangiare le canzoni. Avevamo un nostro sistema. Non c’era bisogno di parlarsi. Ci guardavamo in faccia, o David guardava noi musicisti, e le cose accadevano».

Le versioni originali di Karma Man, Hole in the Ground, I Dig Everything o Baby Loves That Way erano state registrate nell’arco di diversi anni e con una gran varietà di musicisti e produttori. Gli arrangiamenti di Toy danno a quei brani un suono più coeso e moderno.

«Se la memoria non m’inganna, non abbiamo passato molto tempo a sentire il vecchio materiale», dice Slick. «Credo che sia successo solo una volta, quando siamo entrati in studio. Io non ho ascoltato le vecchie registrazioni. Mi dicevo: se dobbiamo rifarle da capo, non va bene memorizzare le vecchie versioni».

Le session hanno avuto luogo alla fine di un decennio difficile per Bowie, che faticava a trovare un posto nella musica del periodo. Dopo il set a Glastonbury e la reazione della critica a ‘hours…’ tirava un’aria diversa e all’improvviso Bowie era diventato una sorta di statista della musica, non più un’icona degli anni ’60 e ’70 in fase decadente.

«Attraversava un buon momento», dice Plati. «Stava per avere un figlio. A Glastonbury aveva spaccato. Andava tutto bene. Era uno di quei casi in cui i pianeti si allineano, la vita va alla grande e nessuna delle persone coinvolte ha l’atteggiamento sbagliato».

Il disco è stato chiuso a dicembre 2000 e inviato a EMI/Virgin. L’etichetta, però, era nel mezzo di una crisi finanziaria causata dal boom del file sharing, dalle condizioni economiche globali e dal disastro al box office di Glitter di Mariah Carey. I dirigenti non pensavano che un disco di vecchi pezzi di Bowie avrebbe cambiato le cose, così l’hanno rimandato a data da definirsi.

Bowie si è quindi dedicato al disco successivo, Heathen, ma l’esperienza fatta con Toy l’ha convinto che era ora di chiudere con EMI/Virgin. «Ne ho abbastanza di sbattere la testa contro la mentalità aziendale», ha scritto ai fan a dicembre 2001. «È capitato spesso che non fossi d’accordo con il modo in cui venivano gestite le cose. E visto che sono un autore piuttosto prolifico, la lentezza del processo è diventata frustrante».

Bowie ha passato il resto della carriera pubblicando musica con la sua etichetta ISO (con distribuzione Columbia) e Toy è diventato un lontano ricordo. Una versione a bassa qualità del disco è uscita nel 2011 con un leak, ma Plati nega che la diffusione sia partita dal suo computer. «L’avevo perso, ma com’è possibile che si siano presi Toy e non i miei dati bancari?», chiede. «Non credo sia arrivato da lì. Credo che qualcuno abbia trovato un CD con un vecchio mix».

 

Il box set di ‘Toy’ uscirà in gennaio, ma la versione su un solo CD sarà contenuta dal 26 novembre in ‘Brilliant Adventure (1992-2001)’

Tre canzoni (Let Me Sleep Beside You, Your Turn to Drive e Shadow Man) sono state scelte da Bowie per la compilation del 2014 Nothing Has Changed, ma il resto dell’album è rimasto negli archivi fino all’arrivo oggi del box set Brilliant Adventure. Plati è stato chiamato per dare una mano a finalizzare il progetto. «Non era stato mixato del tutto», dice. «Tornare indietro di vent’anni è stato un bel trip. Mi ha colpito la gioia che quei brani sprigionano e la voce di David è fenomenale. Presente il proverbio “meglio tardi che mai”? Ecco, questo è l’esempio perfetto».

Questo articolo è stato tradotto da Rolling Stone US.

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