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La rap-presaglia di Fishball

Trapper, influencer, fotografa, tra poco madre, l'ex Suicide Girl ha risposto con un pezzo intitolato 'Dild02' ai soprusi ricevuti dagli ex, tra cui alcuni rapper. «Non facciamoci intimorire»

Foto press

Fishball e lo spirito dei tempi. Felisja Piana, 28 anni dalla provincia di Sassari, influencer, trapper, fotografa, ex Suicide Girl, tra poco madre. Salita agli onori delle cronache social per più di una brutta avventura con gli ex fidanzati. Violenze, minacce, relazioni tossiche. Tutto questo, senza censure o omissioni, viene messo in rima nel suo ultimo singolo Dild02. Il riassunto degli episodi precedenti, per chi se li fosse persi, ce lo fa Fishball all’inizio di questa intervista Zoom. Ecco la sua versione dei fatti: «In Dild02 me la prendo con Sapobully, Taxi B (entrambi di FSK Satellite, ndr) e con un mio ex. È gente che mi ha fatto del male».

Dild02 non è solo un dissing, è anche un personale manifesto programmatico contro la misoginia. O ho interpretato male il testo?
Sì, è così. Dopo tutto quello che mi è successo ho usato la musica come valvola di sfogo, e un po’ anche come vendetta. Non mi faccio mettere i piedi in testa facilmente e se mi fai del male quello che ti devi aspettare è che te lo faccia anche io. Questo pezzo l’ho scritto per aiutare sia me stessa in un momento di rabbia, sia altre donne. L’aver parlato di quello che mi è successo ha dato la forza a molte ragazze di denunciare abusi subiti.

A violenza rispondi con un linguaggio violento.
Lo uso sempre, scrivo senza filtri. Denunciare non è sufficiente, le persone che commettono azioni come quella che ho subito io devono vergognarsi pubblicamente di quello che hanno fatto. Non c’è nulla che mortifichi di più un uomo della gogna mediatica. Se hai le palle di compiere mostruosità nei confronti di una donna devi avere le palle anche di assumertene le conseguenze.

Sei stata anche tu vittima di quella che chiami gogna mediatica?
Ci sono state tante reazioni misogine, da parte di uomini e di donne. Quello che fa più schifo è il victim blaming (quando la vittima viene fatta sentire colpevole di quello che le è accaduto, nda). Mi hanno scritto che me la sono cercata e che è colpa mia perché scelgo le persone sbagliate, capisci? Ho un carattere forte ma queste cose fanno male.

Credi che quello dici, la tua reazione, possa cambiare in parte la mentalità dei tuoi ex, di chi ti ha fatto del male?
Sono persone cresciute con stereotipi maschilisti e misogini, ma la prossima volta ci penseranno due volte prima di fare cose del genere.

Ti senti femminista?
Non sono un’estremista, ma venendo dalle Suicide Girls che è un movimento femminista, mi definisco tale.

Il fatto che una donna sia diventata Presidente del consiglio e un’altra sia la leader del principale partito di opposizione è un buon segno.
Sicuramente sì, anche se non condivido le idee della Meloni.

Sono in tante le donne che ti hanno criticato?
Sì, quelle che condividono la stessa misoginia degli uomini.

Oggi su TikTok, territorio social che conosci e frequenti, la violenza sembra sempre più di moda, dalle risse dei maranza alle baby gang…
C’è sempre stata la violenza tra i ragazzi. Ho 28 anni e mi ricordo che quando non c’erano né TikTok né Instagram c’era la moda di prendere a pugni la gente a caso per strada.

Tu hai mai fatto risse?
Ero molto piccola quando è successo.

Chi si dovrebbe riconoscere nel tuo testo?
Chi non trova il coraggio di reagire a una violenza subita, donne e uomini. La paura deve averla chi sbaglia, non chi subisce.

Data la tua esperienza, avrai capito come occorre comportarsi affinché quello che ti è accaduto non si ripeta.
Sì, prima di tutto bisogna imparare a riconoscere le persone che non si mostrano per quello che sono, manipolatori con disturbi narcisistici di cui dobbiamo riconoscere i campanelli d’allarme. Secondo: non bisogna farsi intimorire dalle minacce e da chi ti denigra facendoti pensare che il problema sia tu. Terzo: occorre reagire alla violenza subita, i tempi sono importanti. La legge italiana fa schifo e ci sono tre mesi per denunciare una violenza, dodici se è una violenza sessuale. Questi in pochi lo sanno, e perdono tempo, aspettano.

Quando parli di “amori tossici”, “narcisismo” e “manipolazione” mi fai venire in mente Marracash (che citi anche in una tua barra) che ha portato – con l’album Persona – per primo questi temi nel rap italiano.
Marra è stato uno dei primi artisti che mi hanno influenzato, insieme ai Dogo e Fibra.

Foto press

Frequenti la scena trap italiana? C’è molta misoginia anche lì?
Dipende. Sono molto amica di Arturo (Side Baby, nda), di Wayne, di Ketama, che sono persone meravigliose, non hanno nulla di misogino. Non posso dire la stessa cosa per altri.

E le tue colleghe?
Anche lì dipende. Mi trovo con Madame o con Shari, che è anche mia cugina.

Quanto ha influito la tua esperienza di Suicide Girl?
Non faccio più foto di nudo da quando ho iniziato a fare musica, quindi tecnicamente non sono più una Suicide Girl ma continuo a fare la fotografa per loro, frequento quell’ambiente che negli anni mi ha dato tanto. Ho viaggiato per il mondo facendomi ospitare dalle altre Suicide Girls, e ospitando a mia volta, essendo una community femminista. Sono stata in in America in casa di ragazze che non conoscevo, ho imparato molto.

Poi ti sei trasferita a Milano dalla Sardegna nel 2014.
Vengo da un paesino di 360 abitanti, che chiaramente è molto più chiuso di un posto come Milano. Ma i miei per fortuna mi hanno sempre sostenuto.

Dopo queste esperienze forti e traumatiche che hai messo un musica, hai una nuova relazione o ne stai cercando una?
Non cerco relazioni. Adesso sono in gravidanza, e non voglio cercare per forza qualcuno che si accolli una donna con un figlio non suo. Sto bene così, voglio pensare solo a mio figlio (che si chiamerà Raiden, “fulmine” in giapponese, nda). Ho appena comprato una casa di tre piani per mia madre, mia sorella e me. Mi daranno una mano così riuscirò a continuare a fare musica. Anche io sono cresciuta senza un padre, non vedo il problema.

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