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Katy Perry: «Piango sempre ma non sgarro mai»

Come la ragazzina tutta casa e chiesa è diventata una delle più grandi popstar del secolo. Che ora pensa a un figlio, senza papà. Guarda i suoi migliori video
Si chiama Katheryn Elizabeth Hudson, ma la conoscerete come Katy Perry, 30 anni compiuti a ottobre

Si chiama Katheryn Elizabeth Hudson, ma la conoscerete come Katy Perry, 30 anni compiuti a ottobre

Katy Perry piange, ma non sa perché. Stava correndo sul tapis roulant in camerino, senza pensare a niente in particolare, ed ecco le lacrime. Un mare di lacrime. Le passa poco prima di salire sul palco di Newark, in New Jersey.

Si asciuga gli occhi: «Non ho le mie cose. Ma a volte l’unico modo per liberarsi di quello che hai dentro è piangere». Questa è l’11esima data del tour americano, ne mancano ancora 90 alla fine, numeri che Katy non ama ricordare. Lei è la star e il boss dello spettacolo: ha tutto sotto controllo, dal guardaroba dei ballerini alle armonie dei cori.

Questo articolo è stato pubblicato su Rolling Stone di ottobre.
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«Tutti vogliono qualcosa da te. Ma è così che funziona: realizzi il tuo sogno e ti ritrovi a dirigere un’azienda. Sono le clausole nascoste del contratto». Fino a pochi minuti fa era stesa su un tavolo a fare agopuntura: «Vivo ogni minuto delle giornate che precedono i concerti preparandomi per il palco. Non sgarro mai. Non mi vedrai mai in giro a fare shopping prima di un concerto».

Stasera, è convinta ci siano in gioco forze superiori: «Non è una cosa scientifica, ma si dice che quando c’è la luna piena ci siano più crimini, più caos».

 Katy Perry è giovane, bella e sexy. Ed è anche una delle cantanti più solide degli ultimi cinque anni: con l’album Teenage Dream ha piazzato cinque singoli al numero uno, e altri due sono arrivati con il nuovo disco, Prism. Il pezzo che ha in classifica in questo momento, Birthday, è un brano leggero; un vero e proprio inno al sesso, che però piace anche ai ragazzini.

(a sinistra, Katy Perry sulla copertina di Rolling Stone Usa)

L’estetica adolescenziale è da sempre una parte bizzarra, ma fondamentale, del suo personaggio: «Mi piace giocare con le parole, fare battutacce, adoro i doppi sensi. Sono come i mostri della Pixar, che fanno divertire sia gli adulti che i bambini». Il 25 ottobre Katy Perry compie 30 anni. «Vedo già gli avvoltoi che mi girano intorno», dice ridendo. «Ma io non faccio niente di male, vivo una vita integerrima».

Il successo costante, ovviamente, può essere un’arma a doppio taglio. Da alcuni è considerata solo una macchina sforna hit. «Non credo le venga riconosciuto il giusto merito», dice uno dei suoi manager, Bradford Cobb: «Katy produce e supervisiona tutti i suoi album, dall’inizio alla fine».

Il video di “Dark Horse”:

Un critico l’ha definita «una robottina schizzata» e in effetti, osservandola da lontano, potrebbe sembrare la tipica reginetta di bellezza, la fidanzatina ideale che sa anche cantare. In realtà, Katy Perry è lucida ed equilibrata. «Non sono una di quelle pazze che morirebbero per i propri fan. La gente si prende troppo sul serio, a volte mi viene da dire ad alcuni colleghi: “Dai, non sei Gesù Cristo risorto. Sei solo un cantante”. Io mi alimento dell’energia dei miei fan, questo sì, e se il pubblico è caldo lo spettacolo sarà migliore. Ma ho anche la mia famiglia e i miei amici, affetti molto importanti per me».

Va regolarmente da un analista, e non solo per superare il divorzio dal marito Russel Brand: «È un posto sicuro dove posso affrontare tutto quello che ho dentro con una persona che mi conosce come Katheryn Hudson e non come Katy Perry. Secondo me, tutti quelli che lavorano nello spettacolo dovrebbero farlo, almeno per recuperare un po’ di senso di responsabilità». Quando è Katy Perry, ci sono strati e strati di trucco tra lei e il resto del mondo. «Sono solo una versione esagerata di me stessa, ma sono sempre io, anche con tutto quel trucco addosso».

Katy Perry canta “I Kissed A Girl” al Live on Letterman:

Pochi giorni prima, nell’oscurità del backstage del Madison Square Garden, illuminata solo dal neon applicato sui costumi stile Tron dei suoi ballerini, Katy raduna tutti in circolo e chiede a Cobb, il suo manager, di dire la preghiera per la serata: «Prega forte per la nostra sicurezza». Ne ha davvero bisogno, considerato che di solito vola sopra il pubblico o balla su piattaforme sospese nell’aria dall’aspetto piuttosto precario: «Ogni volta potrebbe succedere qualunque cosa. Potrei cadere». Pregano tutti insieme, Katy conta fino a tre e poi urlano tutti in coro: «New York City!».

Il concerto va bene e allora festeggia, andando dritta dritta in albergo per colorarsi i capelli di verde per questo shooting fotografico. Fatta la tinta, se ne va a dormire. Si sveglia a mezzogiorno come sempre e poi fa 20 minuti di meditazione trascendentale: «Me l’ha fatta scoprire il mio ex marito. È la cosa migliore che mi sia rimasta da quella relazione». Pausa. «Mi ha salvato la vita».

Il video di “Roar”:

Dopo aver posato per il servizio, Katy torna nella sua suite. Sul letto c’è un orsacchiotto che si porta sempre in giro, nell’armadio una dozzina di paia di scarpe e una quarantina di vestiti. Il suo cagnolino corre sul pavimento, ha un pass in miniatura attaccato al collare. «Possiamo metterci qui a guardare il tramonto insieme», dice Katy giocando a fare la gattina.

Si accomoda su una sedia, apre una lattina di tè e, guardando la città, dice: «Non sono mai andata al college, e neanche al liceo. Se potessi, tornerei subito a scuola».

A 14 anni, infatti, aveva già deciso di buttarsi nel mondo della musica: «Da quando avevo 9 anni sono stata molto persistente, ogni giorno per i miei genitori era una tortura cinese». Sorride e indica lo skyline: «Direi che, almeno per ora, sta funzionando». Ma non è pienamente soddisfatta: «Voglio costruirmi una carriera. Faccio continuamente piani per il futuro: ho fondato un’etichetta discografica, sarò il boss, gestirò una mia attività. Roba da adulti».

Il video di “This Is How We Do”:

L’unica volta in cui Katy Perry non si è comportata in modo razionale è stata quando ha sposato Russell Brand dopo essere uscita con lui per soli tre mesi e mezzo. È finita con lui che le ha chiesto il divorzio via sms, mentre lei era in tour.

Katy, come ha scritto nel pezzo By the Grace of God, pensò anche al suicidio: «È stato un trauma, la morte di un sogno. Vivevo una fiaba e all’improvviso ho scoperto che la realtà era molto diversa».

Ma nel corso della sua vita, Katy ha affrontato anche un’altra separazione: quella dalla fede pentecostale dei suoi genitori. Ha fatto l’amore per la prima volta a 17 anni sul sedile di una jeep, con Grace di Jeff Buckley che usciva dallo stereo. «Anche i cristiani perdono la verginità. Non sono mai stata una dei Jonas Brothers! Il cambiamento però è stato graduale, dai 17 ai 23 anni, un piccolo peccato alla volta».

Katy Perry canta “California Gurls” al Live on Letterman:

Più o meno in quel periodo, suo padre la portò nello studio di Glenn Ballard, il produttore di Alanis Morissette, che la mise sotto contratto con la sua etichetta. «Aveva un’incrollabile fiducia in se stessa», dice Ballard. Secondo lui, il periodo nel circuito cristiano è stata una buona gavetta, come per una band suonare nei bar: «Il pubblico è il pubblico: cristiani, musulmani, non fa differenza. Tu ti esibisci per loro e loro ti dicono se gli piaci oppure no».

Un giorno del 2006, Katy è andata dal suo manager e gli ha detto: «Voglio fare una svolta pop». Cobb ricorda quel momento: «Le ho chiesto: “In che senso, scusa?”. E lei mi ha risposto: “Pop Star”. Allora le ho chiesto di specificare, e lei ha risposto: “Britney Spears”. Sono caduto dalla sedia. Capisci com’è fatta?».

Katy Perry canta “Waking Up In Vegas” ad Austin, durante il SXSW festival del 2007:

Alcuni mesi fa, Katy ha aiutato sua sorella a partorire in casa. Dice che un giorno anche lei vorrebbe avere dei figli. Ma ci vorrebbe anche un uomo, no? «Viviamo nel futuro, non abbiamo bisogno di niente. Non ho nulla contro gli uomini, io amo gli uomini. Ma nel caso non ne trovassi nessuno, ho un’altra opzione».

Si dice che stia uscendo con il produttore Diplo, ma non conferma: «Ti sembra abbia tempo per uscire con qualcuno?». Alla fine, le chiedo qual è l’unica cosa che conta nella vita. Lei risponde al volo: «Voglio portare gioia nella vita delle persone. Perché la vita può essere fottutamente difficile a volte».

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