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Katy Perry è diventata un’Alice camp nel paese delle meraviglie

La California gurl non è andata in pensione. Oltre a fare ‘American Idol’, mette in scena a Las Vegas una coloratissima fiaba pop. «È un trip psichedelico e non servono funghi allucinogeni»

Katy Perry a Las Vegas

Foto: John Shearer/Getty Images

La regina del “kamp” sa come s’intrattiene il pubblico. Lo scorso 5 ottobre Katy Perry ha inaugurato la quinta parte di Play, la sua residency over the top, coloratissima e divertentissima al Resorts World di Las Vegas. È uno spettacolo imballato di nostalgia, con lei che canta pezzi come California Gurls e I Kissed a Girl in modo giocoso e racconta una storia di amore per sé stessi vestendo i panni di una bambola che si muove in una stravagante Perry’s Playland.

«Non è necessario prendere funghi allucinogeni, ti basta vedere questo spettacolo», assicura Perry. «C’è l’elemento della nostalgia, ma è inserito in un trip psichedelico alla Alice nel Paese delle Meraviglie che parla di trovare l’amore vero e la forza di amare sé stessi».

Perry si esibisce nel teatro più piccolo del Resorts World interagendo di continuo col pubblico, rendendo i suoi fan, i Katycats, parte dello show. Quando Rolling Stone ha assistito a una delle repliche, in agosto, Perry ha chiamato sul palco Aquaria, vincitrice della decima stagione del reality RuPaul’s Drag Race: era fra il pubblico e Perry l’ha invitata a salire e a insegnarle come fare un dip da drag queen.

È l’ospitata perfetta per una regina del pop che ha sempre sostenuto i diritti delle persone queer, specialmente le drag queen. «Per me è stato forte e per le persone che volevano vedere una drag queen far venire giù le pareti è stato divertente», dice Aquaria. «A Katy è sempre piaciuto celebrare la musica pop e dimostra che il pop non morirà mai».

Perry ha lanciato un marchio di scarpe di successo, deve ancora tenere alcune repliche di Play, ha un incarico da giudice in American Idol e il lavoro «gioioso» di mamma che la tiene occupata. «Ma non mi sto avviando alla pensione», dice Perry ridendo. «Fidati, caro mio, Katy ha ancora un paio d’assi nella manica».

Sei sempre stata in prima fila per i diritti delle persone queer, specialmente le drag queen. Com’è che non sei ancora stata nella giuria di Drag Race?
È una cosa che voglio fare. Ci ho anche provato un paio di volte, ma i tempi non coincidevano. Spero di farlo in futuro. Onestamente, se non fosse per le drag queen forse non avrei una carriera: credo di avere imparato tutto da loro.

Sei la regina del camp.
A me piace scriverlo con la k.

Parlando di kamp, Play è probabilmente il mio show preferito dell’anno. Hai un modo di interagire col pubblico che credo di non avere mai visto prima. In che modo questa residency ha mutato la maniera in cui ti esibisci?
Prima che risponda: cosa intendi, esattamente, con interagire col pubblico?

È stato bello vederti parlare con quella bambina del pubblico. È stato naturale, normale. E in quei momenti di scambio brillavi.
Grazie! Mi piace trattare chiunque come se fosse parte della mia famiglia, calarci insieme in questa esperienza, rompere la quarta parete e invitare tutti a far parte dello spettacolo. Parlo molto sul palco e ogni sera dico cose diverse. Quando invito qualcuno a salirci è sempre una cosa molto spontanea, può accadere di tutto ed è sempre divertente, perché devi improvvisare.

Mi piace farlo qui perché è un teatro piccolo. Nei grandi tour canto in posto da decine di migliaia di posti, il che è fantastico e ti dà un’energia incredibile, ma in questo teatro a Las Vegas ci sono 5000 persone, siamo tutti vicini, ognuno ha la sensazione di essere seduto nel posto migliore della sala. Voglio dire, possono letteralmente sentire il mio odore. È quel che più mi piace di questa esperienza.

Sembra che tu abbia studiato ogni dettaglio, specialmente per quanto riguarda i numerosi cambi di costume.
So bene che la priorità per una popstar è presentarsi con molti look diversi. Quando vai ad assistere a uno show di questo tipo, ma anche al Super Bowl, vuoi vedere i cambi d’abito. E quando riesci a cambiarti velocissimamente diventa quasi una magia: io ci metto un minuto e mezzo a cambiarmi dietro le quinte, è divertente.

Ogni piccolo dettaglio è stato pianificato perché ho avuto un sacco di tempo per sviluppare le idee per lo show durante la pandemia. Ho fatto tutto ciò che era in mio potere perché trasmettesse calore, divertimento e gioia, perché diventasse una celebrazione di tutte le canzoni che ho pubblicato. Una cosa differente rispetto a ciò che faccio quando vado in tour.

Nella tua intervista con Drew Barrymore hai detto che farai presto nuova musica. Hai già pensato a come potrebbe essere?
No. Smile è uscito durante la pandemia, un paio d’anni fa, e poi ho fatto altre cose. Mi è molto piaciuto far uscire When I’m Gone con Alesso, ma stavo concentrando tutte le mie energie su Las Vegas. Mi mancano i fan, voglio rivederli e girare di nuovo per il mondo. Alcuni di loro non possono venire a vedermi a Las Vegas, per cui andrò io da loro! L’idea del futuro mi elettrizza.

Farai un tour per Smile oppure porterai in giro Play?
Credo che la prossima volta che farò un tour mondiale sarà per portare in giro nuova musica. Ma è troppo presto per dire qualunque cosa.

Le tue vecchie canzoni stanno avendo un revival grazie a TikTok. C’è qualcuno dei tuoi collaboratori del passato con cui ti piacerebbe lavorare ancora?
Mi piace il fatto che la mia musica continui a vivere: è questa la forza del pop puro. Sono sempre aperta a lavorare con miei collaboratori passati. Vedremo cosa accadrà. Ecco cosa mi piace fare, ora: meditare prima di scrivere una canzone, così che io possa essere aperta e ricettiva. Mi piace imbarcarmi in un vero viaggio emotivo e psicologico, quando scrivo un disco. Lavoro utilizzando certe mie emozioni e forse anche alcuni dei problemi che devo risolvere. A volte torno a fare sedute d’analisi, così vado a processare certe cose attraverso la mia musica: quando inizio a scrivere dei pezzi nuovi, conduco una vera indagine interiore ed emotiva.

Hai scritto nuova musica di recente?

No, nulla.

Hai fatto delle esperienze, negli ultimi due anni di cui pensi che varrebbe la pena scrivere?
Ovviamente la nascita della mia prima figlia. Credo che sia una delle tre cose più profonde che possono accadere nella vita di una persona. Per me, decisamente, è stata la più profonda: farlo e poi provare quella sensazione d’amore che ho sempre cercato.

Diventare mamma ha cambiato il tuo approccio alla carriera e alla musica?
Credo che mi abbia portato tantissimo amore e gioia e sono certa che queste cose usciranno fuori la prossima volta che farò un disco. Vedi, ho lavorato sodo per tutta la vita. Le cose hanno iniziato a cambiare passo quando avevo 23 anni. Dai 23 ai 35 ho girato il mondo in tour. Sono grata di avere avuto la chance di gettare le fondamenta della mia vita e della mia carriera e di avere sgobbato così duramente. Quasi nessuno lavora tanto come ho fatto io fra i 20 e i 30 anni. Di solito lo si fa dopo i 30. Per me è stato il contrario.

Ora mi sto creando un bell’equilibrio. C’è una stagione per tutto e in questa io ho l’opportunità di mettere in piedi uno spettacolo fantastico, a Las Vegas, che credo porterà molta gioia ai fan. Sono nella giuria di American Idol e, cosa più importante di tutte, posso portare mia figlia all’asilo, proprio come ho fatto stamani, prepararle il pranzo e poi andarla a prendere. In questa stagione della vita mi godo un po’ di equilibrio, ma so che non sarà sempre così.

C’è qualche artista che ascolti al momento? Nella tua carriera hai dato una mano a molte future star.
Mi piace promuovere le donne e i volti nuovi perché sono stata una di loro. So cosa si prova, conosco quel tipo di sfida e quanto duramente si debba lavorare. Se ci fai caso, in tutti i miei tour passati ho portato con me alcune delle mie giovani artiste preferite,da Ellie Goulding, Charli XCX e Marina and the Diamonds a Bebe Rexha e Becky G. Cerco sempre di supportare le nuove artiste nei loro percorsi ed è bellissimo vederle raggiungere il successo. Ho anche fondato un’etichetta discografica. C’è una ragazza, Cyn, che seguo da qualche anno e ha una canzone fantastica intitolata House With a View. Sta registrando il debutto ed è il disco migliore che ho sentito dai tempi del primo di Dua Lipa. Ricordo che parlavo bene di Dua e dicevo: «Questa ragazza sarà la prossima megastar del pop».

Ricordo di essere andata a vederla all’Hollywood Palladium. È una storia divertente. Sono uscita prima dal lavoro. Era la prima stagione di American Idol e ho detto: «Devo andarmene da qui entro le 7 perché vado a vedere questa nuova artista, Dua Lipa, al Palladium». Il mio collega in giuria, Luke Bryan, mi ha chiesto: «E chi sarebbe?». E io: «Non preoccuparti. Sentirai parlare di lei». Cyn secondo me è la nuova it girl che emergerà.

Parlando di Dua Lipa, c’è un video di lei che, bambina, sale sul palco durante il California Dreams Tour.
Sì, lo so, l’avevo scelta io!

Tradotto da Rolling Stone US.

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