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Joe Bastianich, un blues per la rinascita di New York

«Ho scritto della città come di una donna, una compagna che non si tradisce e si ama senza discussioni», dice di 'One City Man', il nuovo singolo dedicato a New York, alle cicatrici della pandemia e al ritorno alla normalità

Joe Bastianich

Foto: Angelo Trani

“Leaving New York is never easy”, lo sappiamo da tempo, ma anche “living New York” è altrettanto vero, soprattutto lo è stato in quest’ultimo anno segnato, come il resto del mondo, dalla pandemia. E quel periodo ha segnato nel profondo Joe Bastianich, newyorkese in purezza, che alla sua città ha dedicato una canzone One City Man, che trasmette l’amore vero e profondo che Bastianich prova nei confronti della sua città fin dal primo ascolto.

«Quando le persone hanno cominciato ad andare via da New York, ad abbandonarla, mi sentivo un po’ incazzato», ci racconta Joe. «La mia risposta è stata questo pezzo in cui New York diventa una donna, una compagna, che non si tradisce e che si ama senza discussioni. Nei mesi più brutti la situazione mi ricordava l’11 settembre. Verso marzo-aprile mi sentivo come un soldato in prima linea. Ho dovuto chiudere 20 ristoranti con una quantità di cibo all’interno che sapevo sarebbe stata da buttare. Per le strade nessuno, solo la paura. Mi sentivo letteralmente in guerra. Per tre mesi la città era tornata agli anni ’70, a quand’ero bambino, senza legge, con la gente che si drogava per le strade. Ma, appunto, come non abbandoni la tua donna in un momento di crisi, allo stesso modo non abbandoni New York quando soffre. Tanto sai già che rinascerà, e infatti lo sta già facendo: oggi è tutto aperto, i ristoranti funzionano al 50% della capienza, la metà delle persone che conosco è vaccinata».

Il pezzo ha una struttura tripartita che riflette esattamente questo cambiamento di anima e contesto della città e del suo autore. C’è rabbia nella prima parte, in cui appunto tutti se ne vanno, la fidanzata, gli amici, tutto diventa surreale, poi un bridge romantico con il ritorno a Central Park e finalmente la rinascita di New York sottolineata dall’assolo di chitarra rock che apre alla speranza e rimarca il fondamentale ottimismo che permea la società americana in tutte le sue componenti primarie.

Foto: Angelo Trani

Il suono è pieno e trasmette le emozioni cantate dal suo autore, la traccia è perfettamente integrata nel solco dell’American blues più nobile. Ma un analogo andamento al pezzo è anche quello che sta vivendo l’intero Paese, passato dall’irrazionalità trumpiana al ritrovato equilibrio sotto Joe Biden. In mezzo ci sono state tante cose, non solo il Covid: «La pandemia ci ha fatto affrontare più seriamente il problema del razzismo», dice Bastianich. «Il razzismo in America è profondo e profondamente integrato nella società. Ci vorrà molto tempo per sconfiggerlo ma la direzione è giusta e il cammino è irreversibile: non si può più tornare indietro. Joe Biden sta aiutando a superare Trump, per un’America più equilibrata, non estrema, non fuori di testa, si torna alla normalità insomma». Per New York, per l’America come per tutti noi, la rinascita è davvero il ritorno alla normalità e un buon blues onesto e trasparente come questo aiuta.

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