Il secondo tempo degli Alabama Shakes | Rolling Stone Italia
Rinati

Il secondo tempo degli Alabama Shakes

Una reunion nata per caso, un album inatteso che racconta l’aria che tira, un tour sorprendente, un messaggio di speranza. Intervista a Brittany Howard: «Voglio che le persone sappiano di poter contare le une sulle altre»

Il secondo tempo degli Alabama Shakes

Alabama Shakes

Foto: Brantley Cutierrez

Gli Alabama Shakes hanno pubblicato il loro primo album da 11 anni a questa parte e per Brittany Howard il messaggio che contiene è molto chiaro: «Voglio che le persone sappiano che possono contare le une sulle altre». L’ultima volta che Howard, Zac Cockrell e Heath Fog hanno fatto un pezzo di strada insieme è stato all’epoca del secondo album Sound & Color che ha debuttato al primo posto della classifica americana e vinto tre Grammy. Dopo averlo portato in tour per due anni, nel 2018 la band si è presa una pausa e Howard e Fogg hanno intrapreso carriera soliste.

Durante gli anni di pausa, il mondo è cambiato da tutti i punti di vista: sociale, politico e musicale. Nel nuovo I Must Be Dreaming li ritroviamo alle prese con tutto questo e in grado di trovare una certa bellezza in tutto questo caos. «Il mondo è andato in una direzione decisamente strana», dice Howard. «È sempre stato un posto assurdo, ma mi sembra che sia diventato ancora più strano, come se ci fosse stata una accelerazione. Sembra che tutte le cose che pensavamo fossero impossibili stiano diventando reali: mi sembra che sia stato tutto capovolto, soprattutto da quando è arrivato il Covid».

La sensazione di essere privi di punti di riferimento ha contribuito a ispirare il titolo dell’album. «C’è un significato letterale, un “mi sa che sto sognando”, ma c’è anche un’altra possibile lettura, ovvero che nonostante tutto quello che succede ogni giorno, ci sono ancora cose belle da trovare. Per quanto possa sembrare spaventoso, sono due facce della stessa medaglia».

Le 11 tracce del disco piaceranno ai fan di lunga data degli Shakes. Gli elementi blues, soul, folk e Americana tipici del suono del gruppo ci sono ancora tutti. E c’è un motivo se nel complesso l’album suona come la colonna sonora di una reunion: la nuova incarnazione degli Alabama Shakes è nata per caso con i membri della band che hanno deciso di seguire il flusso.

Alla fine del 2024 Howard è stata invitata a suonare a una raccolta fondi organizzata dalla Druid City Brewing Company di Tuscaloosa. Lei e il proprietario del birrificio sono amici, senza contare il fatto che Howard ha un certo debole per Tuscaloosa che ricorda come un posto in cui era sempre possibile trovare musica, nonché una delle prime città ad aver apprezzato gli Alabama Shakes. Dopo la pandemia, il birrificio era in difficoltà e Howard voleva dare una mano, così ha accettato di partecipare a un concerto benefico al Bama Theater della città.

«Ho pensato: dovrei chiamare i ragazzi. Dovevamo fare una piccola apparizione a sorpresa e ci siamo ritrovati a provare vecchie canzoni che non suonavamo da una vita ed è stato molto divertente. È stato bello stare di nuovo insieme, ascoltare la musica che stavamo facendo. Alla fine siamo passati da “dovremmo fare qualche altro concerto” a “dovresti ascoltare queste demo che ho fatto”, fino a “dovremmo registrare”. Ecco come siamo arrivati a fare un album».

Poco più di un mese dopo, gli Alabama Shakes lo hanno annunciato al mondo. Howard pensava che avrebbero fatto un EP, ma dalla prima session in studio sono usciti con sette canzoni. «Eravamo così vicini ad avere un album che tanto valeva continuare a lavorarci».

Alabama Shakes - I Feel Hope Coming (Official Lyric Video)

Il filo conduttore delle canzoni di I Must Be Dreaming è l’attivismo sociale. Non è un album politico, ma i testi tornano più volte sull’idea che sia possibile costruire un mondo migliore per tutti. American Dream sembra la fotografia di un cittadino che decide di riporre la propria fiducia nel governo e si ritrova tradito. I Feel Hope Coming è ancora più esplicita, a partire dal verso d’apertura: “Ci vorrà qualcosa in più delle preghiere per cambiare questo posto”.

Secondo, Howard, è una musica che si adatta perfettamente al momento che stiamo vivendo. «Parla di cosa si prova a vedere le persone quando uniscono contro la sorveglianza di massa, arrivando magari a dire di distruggere le telecamere Flock. E se qualcuno fa notare che sarebbe illegale, rispondono: “Ah, è per questo che vuoi arrabbiarti?”. Vedere finalmente le persone indignarsi con gente di cui dovremmo fidarci e a cui paghiamo lo stipendio perché si prendano cura di noi cittadini… ecco, vedere la reazione delle persone è allo stesso tempo bello e spaventoso».

La scorsa estate, gli Alabama Shakes sono tornati in tour per la prima volta dal 2017 e da allora non si sono più fermati. La band ha aperto i concerti di Zach Bryan, ha suonato show con la Tedeschi Trucks Band e ha persino avuto Mavis Staples come apertura. All’inizio Howard non sapeva cosa aspettarsi. Negli ultimi due anni il panorama dei tour è stato piuttosto accidentato, anche per gli artisti più affermati. Dopo qualche concerto si è resa conto non solo che i fan degli Alabama Shakes erano rimasti fedeli alla band, ma che se ne erano aggiunti di nuovi. È rimasta colpita dai giovani presenti ai concerti, che cantavano, ballavano e «facevano gli scemi». Più il pubblico si lasciava andare, più lei si lasciava andare.

«È una questione di rispetto. Il pubblico di Zach Bryan è composto da tantissimi tipi diversi di persone. E sono tantissimi. L’altra sera abbiamo aperto per lui e ci saranno state 40mila persone. C’era un po’ d’ansia, certo, poi però sali sul palco e suoni. È bello così. Per certi versi mi sembra di tornare al 2010 quando non avevamo idea di come sarebbe andata. Sali sul palco e sei te stessa, poi senti che il pubblico sta dalla tua parte e ti apprezza».

Tutto questo ha reso Howard particolarmente orgogliosa. «Alla fine cerchiamo di esprimere noi stessi. È bello che le persone si riconoscano in quello che facciamo e che provino le stesse cose».

Alabama Shakes 8/28/2026 Live From Surly Brewing Co.Minneapolis, MN

Da Rolling Stone US.