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Il nuovo inizio dei Killers

La band racconta quant’è stato difficile scrivere il nuovo album ‘Imploding the Mirage’, tra litigi interni, l'ammirazione e la gelosia per i Vampire Weekend, la necessità di sostituire il chitarrista Dave Keuning


I Killers

Foto: Chad Kirkland per Rolling Stone USA

Quando i Killers hanno iniziato a lavorare al nuovo album Imploding the Mirage avevano in teoria tutto ciò di cui c’era bisogno: nuove canzoni, sette mesi di pausa dal tour, un grande studio casalingo a Park City, nello Utah, dove potevano vivere e lavorare senza distrazioni. L’unica cosa che mancava era il chitarrista, Dave Keuning.

Keuning ha fondato la band nel 2001, quando ha pubblicato un annuncio su un giornale di Las Vegas per trovare musicisti del posto con cui suonare. La prima canzone che ha scritto con il futuro frontman Brandon Flowers era Mr. Brightside. Da allora, ha svolto un ruolo fondamentale per dare forma a tutti gli album del gruppo. Ma nel 2017, poco dopo le registrazioni di Wonderful Wonderful, ha fatto un passo indietro dicendo di sentirsi creativamente frustrato. Nei tre anni successivi non ha più suonato col gruppo, che a dispetto di ciò continua a considerarlo parte integrante della formazione (il bassista Mark Stoermer, un altro dei fondatori, ha ridimensionato il suo ruolo nella band, ma continua a suonare in alcuni concerti e in studio).

In tour i Killers se la sono cavata assumendo dei turnisti, ma registrare nuove canzoni era tutta un’altra storia. «Cercavamo di far suonare i pezzi come se il gruppo non fosse diviso», dice Flowers. «Volevamo che suonassero come i Killers. Ma era una versione semplificata della band».

Più collaboratori ingaggiavano per riempire quel vuoto, peggio andavano le cose. Non vogliono fare i nomi di tutte le persone coinvolte in quella che definiscono la “fase dello speed dating”, ma il produttore Jacknife Lee – che aveva lavorato a Wonderful Wonderful – era uno di questi. «Voleva che i pezzi suonassero come se Dave fosse ancora con noi», dice il batterista Ronnie Vannucci Jr. «Farlo sembrava disonesto».

Dopo sei mesi di registrazioni, la band non aveva nulla di cui essere contenta. È stato allora che sono entrati in scena il produttore Shawn Everett e Jonathan Rado dei Foxygen, il duo rock psichedelico californiano. «Ci siamo svegliati», dice Flowers. «Ci piaceva stare con loro, abbiamo capito che dovevamo correggere il tiro».

In quello stesso periodo, il produttore Ariel Rechtshaid ha fatto sentire a Flowers un po’ del nuovo album dei Vampire Weekend, Father of the Bride. «Ho capito che non potevo continuare su quella strada», dice. «Mi ha ricordato di come mi sentivo ascoltando Is This It degli Strokes. Ho pensato: “Oddio, non posso imbrogliare. Se Ezra sta suonando così, devo alzare il livello”. Ero ispirato e geloso. Quelle due emozioni combinate hanno riacceso il fuoco».

I Killers hanno scartato tutto quel che avevano registrato nello Utah e hanno ricominciato da capo a Los Angeles e nel loro studio a Las Vegas. Everett e Rado sono entrati in gioco a tempo pieno e le canzoni hanno prenso forma più velocemente. Tuttavia, l’assenza di Keuning era ancora un problema. Vannucci ricorda la registrazione di Caution, il singolo di lancio del disco: «Arrivati al punto di aggiungere le chitarre ci siamo detti: cazzo, ma Dave non c’è. Una sera mangiavamo cibo Thai, incazzati, ho proposto scherzando di chiamare il fottuto Lindsey Buckingham».

Per puro caso, la band aveva la stessa agenzia di comunicazione dell’ex chitarrista dei Fleetwood Mac, e il pomeriggio successivo Buckingham si è presentato in studio con la chitarra in mano. «Prima delle sue parti quel pezzo era bidimensionale», spiega Vannuncci. «Ha capito subito le sottigliezze musicali della canzone, sapeva quali colori aggiungere».

L’incontro è diventato il modello di tutte le session, in cui chiunque da Weyes Blood a k.d. lang fino ad Adam Granduciel dei War on Drugs ha partecipato alle registrazioni. «La bellezza di stare a Los Angeles è che sono tutti lì», dice Vannucci. «Basta fare una telefonata».

Il pezzo Dying Breed è stato scritto in collaborazione con il produttore Flood, con cui la band non lavorava da Sam’s Town del 2006. Flowers dice che li ha aiutati a dare al pezzo «un’atmosfera industrial» che gli piace molto. «Quel che amo di Flood è che non si fa problemi a cancellare quel che non gli piace. Ha reso il pezzo più crudo del nostro solito senza cambiarne lo spirito. La canzone ha un cuore e questa cosa ti cattura».

Il brano d’apertura My Own Soul’s Warning è stato scritto verso la fine delle session, quando Flowers pensava di non avere un singolo e ha iniziato ad andare nel panico. Il pezzo è arrivato all’improvviso, ma trovare il giusto mix è stato un problema: «Sono uno stronzo testardo», dice. «Abbiamo fatto poco meno di 90 prove di mix diverse, credo. Ma è la mia canzone preferita del disco. Non vedo l’ora che la ascoltino tutti».

Nel complesso, Imploding the Mirage ha l’energia selvaggia e i ritornelli orecchiabili dei primi classici del gruppo, anche se i collaboratori hanno dato ai brani un tocco unico. «In parecchi frangenti le session mi hanno ricordato quando abbiamo fatto il primo album, quando sai che funzionerà perché lo senti dentro», dice Flowers. «Mi sono sentito di nuovo un ventenne che reinventa le cose».

Tuttavia, i Killers non sono lo stesso gruppo di 20 anni fa. Stoermer si è allontanato nel 2016, quando un incidente ha danneggiato il suo udito; è ancora vicino ai ragazzi della band, che si aspettano di suonare qualche data insieme in futuro.

La situazione con Keuning, che l’anno scorso ha pubblicato un disco solista, è diversa. «L’unica cosa che volevo fare nella mia vita era suonare la chitarra in una band di successo, ma farlo mi ha segnato in vari modi», ha detto nel 2019. «Mentalmente, fisicamente, fare la stessa cosa all’infinito… avevo bisogno che la mia vita ritrovasse un equilibrio». Era anche scontento del suo ruolo nel processo creativo. «Scrivevo molte bozze di canzoni, ma finivano sempre in fondo al mucchio. Quindi ho pensato di fare qualcosa. Ed è stato bello scoprire che potevo avere il controllo totale su quei pezzi dopo non avere avuto praticamente nessun controllo ai tempi dei Killers».

Sia Flowers che Vannucci dicono che se la porta è aperta. «Non voglio lavare i panni sporchi in pubblico, ma erano da anni che [Keuning] non faceva qualcosa per la band», dice Vannucci. «Ed è un peccato. Ma dobbiamo abituarci, speriamo che con il tempo la situazione migliori, troveremo un modo per andare avanti. Può tornare, se è quel che vuole. Tocca a lui decidere».

La band sta ancora lavorando al mix di Imploding the Mirage e la data di uscita iniziale del 29 maggio è stata spostata per la pandemia di Covid-19. Sono incredibilmente eccitati all’idea di farlo sentire ai fan, ma sanno che ci sono poche possibilità di far arrivare una canzone nelle radio. Se dovessero centrare una hit, sarebbe la prima volta da Human del 2008. Allo stesso tempo, i Killers sono diventati una delle touring band più popolari del pianeta e suonano regolarmente negli stadi e nelle arene di tutta l’America.

Ce l’hanno fatta suonando senza sosta, a volte facendo 100 concerti all’anno senza pause, se non per qualche mese. «Ci sono un sacco di città nel mondo e i fan continuano a venire», dice Flowers. «È una droga. Ed è diventato più che catartico o eccitante, per me. Fa parte della mia identità, cerco di migliorarmi. Lo adoro».

Questa volta, i piani saranno più complicati del previsto: la band aveva in programma un enorme tour estivo in Europa, seguito da concerti nelle arene americane, ma la chiusura dei locali per il Covid-19 significa che alcune se non tutte le date verranno rimandate. «È frustrante», dice Flowers. «Ma ci sono cose più importanti a cui pensare. Nel 2021 gli stadi saranno ancora al loro posto».

Nel frattempo, il gruppo sta cercando un modo per promuovere l’album da casa. Hanno già registrato nel bagno di Flowers una versione acustica di Caution per Jimmy Kimmel Live e stanno pensando di fare qualcos’altro in streaming. «Stiamo studiando diverse idee», dice il cantante. «Immagino che l’unica alternativa sia fare un altro disco».

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