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Il meraviglioso mondo di DJ Khaled

Usa Snapchat «Per diffondere amore nel mondo», prega, medita. E intanto fa dischi di successo e mette su carta i suoi mantra

DJ Khaled - Foto Clay Patrick McBride

DJ Khaled - Foto Clay Patrick McBride

Per anni, DJ Khaled era noto principalmente per urlare tre parole trionfali (“We the best!”) sui pezzi dei suoi amici, da Jay-Z a Future. Nell’ultimo anno, però, è diventato una stella che brilla di luce propria. Il suo album, Major Key, è arrivato in cima alle classifiche, ma la sua crescente fama è dovuta in gran parte al suo Snapchat, dove mostra scorci della sua high life e scene quotidiane curiosamente avvincenti, come quando innaffia un prato fiorito. È un improbabile motivatore dell’era digitale, che incoraggia i suoi follower ad assorbire le “chiavi” per il successo. Ha pubblicato The Keys, un memoir con lezioni di vita e coloriti mantra di auto-aiuto. «Quando lo leggi, capisci il processo dietro le mie “chiavi”», dice Khaled, «il processo verso il progresso».

Ti sei spinto al punto di trasmettere la nascita di tuo figlio su Snapchat, anche se poi l’hai tenuto fuori dall’inquadratura. Perché sei arrivato a tanto?
Lui è la cosa più bella che abbia mai visto. Volevo parlarne prima con la mia regina, mettergli ai piedi le sue Air Jordan, vestirlo a dovere per poi condividere una sua foto. Non vedo l’ora di mostrarvelo, è una vera icona. Ora sono in tour e lui è in una location segreta, un’iconica location segreta. È davvero un figo, un piccolo boss.

La tua fidanzata è stata sempre d’accordo con lo streaming?
Ho sempre detto che, se il dottore avesse dato il suo ok, l’avrei fatto, in un modo molto rispettoso. Volevo diffondere un po’ di amore nel mondo. È un momento difficile e c’è bisogno di essere toccati da miracoli del genere.

Facevi sentire a tuo figlio della musica, mentre era nel grembo?
Sempre. Gli facevo sentire Michael Jackson, Lauryn Hill, il mio album, musica senza tempo. Ho messo dei pezzi durante il parto e solo allora ha iniziato a uscire!

Spesso usi la parola “loro” per riferirti a persone negative. Cosa trasforma qualcuno in “loro”?
“Loro” sono un’energia che vorrei nessuno prendesse in considerazione. Una cosa che ho imparato sul successo è che le persone proveranno sempre ad abbatterti. “Loro” non vogliono farci amare. “Loro” non vogliono che io abbia una moto d’acqua. Anche le piccole cose: “loro” non vogliono farti mangiare i cereali con il latte di mandorla!

Cosa possono imparare le persone dal tuo libro?
Imparano la mia storia, le difficoltà che ho incontrato. Sono sempre stato quello che entra in una stanza buia e accende la luce per gli altri. Porto gioia e luce. Ora sono padre. Se prima ci davo dentro, adesso ci darò super dentro.

Nessuno come te ha spinto Snapchat. Sei stato pagato?
Nah. Ho incontrato il Ceo e mi ha dimostrato il suo amore, ma sono soltanto me stesso su Snapchat. Si è creata una connessione. È bellissimo, perché prima mi conoscevano solo per i dischi.

Nel libro parli di quando non pagavi l’affitto. In quel momento eri uno di “loro”?
Per niente. Perché non ho mai mancato di rispetto a nessuno. Se non potevo pagare o venivo cacciato di casa, tutto quello che facevo era andare da un’altra parte. Non vuol dire essere uno di “loro”. In realtà significa essere un grande.

Parli di inseguire obiettivi sempre più ambiziosi. Ma puntare di continuo al successo non può diventare una sorta di prigionia?
Il successo non è solo far soldi. È rendere grazie tutti i giorni. Anche in una pessima giornata puoi dire: “Fammi pensare: perché mi sto preoccupando? Sono vivo! Tutto andrà nel verso giusto!”. Ecco perché mi faccio vedere mentre annaffio il prato, così da marrone diventa verde. Mi prendo cura dell’erba. Mi prendo molto cura di me stesso ultimamente: medito, prego, mi rilasso nella Jacuzzi.

Come ti guida la tua fede musulmana nella vita di tutti i giorni?
Ci metterei 40 anni a raccontarti tutto quello per cui prego, perché lo faccio ogni secondo della giornata. È come sono stato cresciuto, è il mio scudo.

I tuoi genitori sono palestinesi. Ultimamente, il razzismo nei confronti dei musulmani negli Usa è peggiorato. Hai paura a crescere un figlio americano musulmano in questo clima?
Siamo persone buone e non prendiamo in considerazione l’ignoranza. Bisogna stare lontano da quel tipo di odio. L’amore è la cosa più potente del mondo.

L’intervista è stata pubblicata su Rolling Stone di dicembre.
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