Il diario segreto di Ronnie Wood

Le memorie del chitarrista degli Stones, che torna a quand’era un rocker 17enne della swinging London che baruffava con gli Who
Ronnie Wood torna a quand’era un rocker 17enne della swinging London che baruffava con gli Who

Ronnie Wood torna a quand’era un rocker 17enne della swinging London che baruffava con gli Who

Prima di entrare nei Rolling Stones, Ronnie Wood si era fatto un nome come chitarrista dei Faces e del Jeff Beck Group – e, prima ancora, teenager di West London, quando suonava nei Birds. Wood, 68 anni, ha ritrovato di recente
il suo diario di quand’era in tour con i Birds nel 1965. Aveva 17 anni. Ne è uscito un nuovo libro, How Can It Be? (uscito per ora solo in lingua originale in edizione limitata di 1.965 copie, ndr).

Com’era il tuo pubblico nel 1965?
La chiave erano le ragazze: capivi che stavi suonando bene, se si mettevano a urlare. A volte ci voleva una vita per farle riscaldare. Dovevi convertire quelle infedeli alla bellezza di mollare i freni.

Racconti di alcune feste con Keith Moon (batterista degli Who, ndr). Che tipo era?
Era uno capace di scatenare un inferno e di essere un vero gentleman allo stesso tempo (ride). Gli Who erano delle spalle eccezionali. Una sera, mentre eravamo sul palco di una bettola fuori Londra dove suonavamo un po’ tutti, si erano messi nel pubblico a dire: «Siamo i numeri uno!». E noi rispondevamo: «Siete dei bastardi!». Era una rivalità tra amici.

Sono passati 40 anni dal tuo primo tour con i Rolling Stones.
Dico sul serio, sembra che il tempo non sia mai passato. Quando superi i 30 il tempo semplicemente vola, davvero. Non riesco a credere di avere 68 anni, mi sembra ancora di essere quel ragazzino nel 1965.

Questo articolo è stato pubblicato su Rolling Stone di luglio-agosto.
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