Il cane di nome Korn e altre cose che non sapevate di Willow | Rolling Stone Italia
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Il cane di nome Korn e altre cose che non sapevate di Willow

Parla la figlia di Will e Jada Pinkett-Smith: la necessità di mettersi alle spalle il pop, l'amore (suo e della madre) per il metal, i testi sul poliamore, l'album 'Coping Mechanism', il romanzo 'Black Shield Maiden'

Willow Smith al Lollapalooza 2022

Foto: Griffin Lotz per Rolling Stone US

Willow ha pubblicato uno dei dischi rock dell’anno, Coping Mechanism. Pur essendo influenzata dal nu metal, sa che alcuni («vecchi bianchi») ne mettono in dubbio la credibilità. La verità è che ascolta metal da quando aveva 5 anni, come ha detto la madre Jada Pinkett-Smith una quindicina d’anni fa. Per non dire del fatto che nell’intervista rilasciata per il podcast Rolling Stone Stone Music Now, Willow è stata interrotta dal suo cane che si chiama… Korn. Ecco che cos’ha raccontato.

Non vuole fare pop
«Penso che ci siano tante popstar al mondo e credo facciano bene quel che fanno. Non mi considero una popstar. Mi piace fare roba strana che si spinge oltre e ispira le persone a vedere la vita e se stesse da un punto di vista più ampio. Ecco come mi vedo. E a volte una melodia pop riesce a farlo molto bene».

La pausa dalla musica, gli esempi nobili, la chitarra
«Amavo la musica, ma [dopo Whip My Hair, pubblicata quando non era neanche adolescente] avevo bisogno di capire qual era la mia strada. Mi sono presa una pausa perché non mi piaceva la musica che stavo facendo, non era ciò che desideravo. Sapevo di non voler fare pop, fondamentalmente… E forse mi mancavano tre o quattro anni di studio serio. Qualcuno avrebbe dovuto mettermi lì e dirmi: “Ora ci guardiamo dei video di Nina Simone e Prince dal vivo e tu prendi appunti. Creiamo la tua personalità artistica utilizzando questi esempi straordinari e poi procediamo per passi graduali”. Credo mi avrebbe aiutata parecchio, col senno di poi. Ho capito che non volevo essere solo un’artista: volevo essere una musicista e questo significa saper suonare uno strumento. La mia voce è sì uno strumento, ma non bastava per fare di me il tipo d’artista che desideravo essere. Così ho iniziato a suonare la chitarra e lì è cambiato tutto, perché non ho più avuto bisogno di produttori o di autori che scrivessero per me: potevo farlo da sola».

Il poliamore ispira le sue canzoni
«C’è un verso, in Batshit!, che dice “assassinare il mio ego con un’ascia”. L’ego c’entra quando ti metti nella posizione di sfidare le norme socialmente accettate sull’amore, ciò che si pensa che possa funzionare in una relazione. Credo che l’amore incondizionato debba essere spogliato dell’ego. L’ego deve morire quando inizi una relazione, non necessariamente poliamorosa, per consentirti di amare nella maniera più elevata e vivere al meglio. È allora che fai scoperte inattese».

L’influenza di System of a Down, Deftones e Korn
«Non ci sono parole per descrivere l’album dei System of a Down Toxicity. Si capisce lo spessore spirituale di Serj Tankian. Nei Deftones c’è una dicotomia profonda fra chitarre durissime e oscurità, ma anche fra voce feroce e cantati quasi teneri. Questi due contrasti danzano: la dicotomia è bellissima. E poi ci sono i Korn: li ascolterei tutto il giorno, ogni giorno. I System of a Down, i Deftones e anche i Radiohead mi hanno ispirata per questo album».

Essere figlia di una celebrità
«Non mi curo di ciò che la gente pensa di me. Ti piaccio? Benissimo. Mi odi? Fantastico. Non sono affari miei. Sono venuta al mondo per elevare le vite delle persone con la mia arte e le mie parole: punto. Ecco come mi sento. Chiunque può pensarla a modo suo, la cosa non mi interessa».

Il romanzo “Black Shield Maiden”
Il libro è stato criticato per via di presunti stereotipi sui musulmani quando, a febbraio, è stato pubblicato un estratto. La pubblicazione del libro è stata rimandata. «Ci sto ancora lavorando. Ho sempre desiderato essere una scrittrice. Uscirà nei prossimi due anni».

Il prossimo disco
«Sto ancora scrivendo e, per qualche motivo, sono ancora ispirata. Di solito dopo l’uscita di un progetto non faccio nulla, ma per la prima volta in vita mia ho sentito una canzone in un sogno, mi sono svegliata e l’ho suonata alla chitarra… Sono elettrizzata e felice per questo flusso creativo». L’album potrebbe essere più pesante di Coping Mechanism, ma «in modo diverso da quello che ci si potrebbe aspettare».

Ha fatto pace col primo album “Ardipithecus”
«Ho riascoltato il mio primo disco. Ho sempre pensato che facesse schifo, lo volevo levare da tutte le piattaforme. L’ho prodotto tutto io, eccetto quattro canzoni su 15. E anche se la mia produzione non era il top, e anche se la mia voce non era al meglio, l’elemento più incisivo, potente, sentito e profondo di quel disco erano i testi e i contenuti».

La recitazione
«Forse. Chi può dirlo? Non credo di essere brava come attrice quanto lo sono come musicista, ma ci sono sempre esperienze nuove da fare. Vedremo cosa mi offrirà la vita».

Ha cantato coi Wicked Wisdom, la vecchia metal band di Jada Pinkett-Smith
«Un giorno bellissimo. Mi ha molto emozionato molto suonare con alcuni dei tizi che da ragazzina idolatravo, quando li vedevo sul palco con lei. Non c’è nulla di più bello che guardare negli occhi di qualcuno che ti vede veramente. È una benedizione. Non potrei chiedere di più».

Tradotto da Rolling Stone US.

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