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I The Blaze vogliono semplicemente vedervi ballare

Dietro alla coppia di cugini francesi si nasconde anche un duo di registi capace di agitare le folle sia dal vivo che semplicemente sul suo canale YouTube

I The Blaze a Milano. Foto di Francesco Prandoni

I The Blaze a Milano. Foto di Francesco Prandoni

Ci sono pochi duo elettronici in cui musica e immagini sono così dipendenti fra loro come nei Blaze. La coppia di producer francesi, composta dai cugini Guillaume e Jonathan Alric, lega video e colonna sonora non solo dal vivo (ormai lo fanno un po’ tutti coi megaschermi) ma soprattutto in studio.

Oltre che produttori, sono infatti dei rinomati registi delle proprie clip, che dirigono con lo stessa passione che dedicano normalmente agli album. Se ancora non li conosceste, quindi, il consiglio spassionato è di fare un bel giretto sul loro canale YouTube e di farne anche uno al Rock In Roma, dove i due agitatori di folle si esibiranno il prossimo 23 luglio.

Siete dei registi di videoclip piuttosto rinomati. A volte sembra quasi che facciate musica solo per girarne uno nuovo. È vero?
Io (Guillaume) ho studiato fotografia all’università, ma già all’epoca componevo musica per i fatti miei. Mio cugino Jonathan ha iniziato dal verso opposto. Lui faceva video prima della musica. È più o meno così che sono nati i Blaze. Lui aveva bisogno di girare un video per un progetto dell’università e aveva anche bisogno di una colonna sonora. Il primo approccio è andato così bene che abbiamo continuato. Per rispondere alla tua domanda, sì, è vero e anche viceversa! Per noi girare clip e registrare dischi sono di vitale e uguale importanza, sono strettamente connessi.

Non è assurdo che uno abbia bisogno di loggarsi su YouTube per vedere il vostro video Virile? Non c’è niente di vietato ai minori nelle immagini.
Una volta non c’era bisogno di loggarsi per guardarlo. Poi per un certo periodo bisognava farlo, ma ora per fortuna tutto è tornato alla normalità. Come nel video, non c’è nulla di anormale. Ma come dici tu, anche noi non abbiamo mai capito il motivo della richiesta di log in per confermare la maggiore età dell’utente. Ora se non altro tutti possono godersi Virile nonostante l’etichetta “excplicit” messa da YouTube! (ride)

Quanto al video di Queens, vi siete davvero immersi nella comunità gispsy o quelli che si vedono sono semplici attori?
Nessun attore, anzi una via di mezzo. Abbiamo passato per davvero molto tempo a leggere e documentarci prima di metterci in contatto con la comunità nomade del luogo e chiedere di girare un video insieme. Le due protagoniste sono attrici, ma il resto dei personaggi e delle comparse è autentica comunità gipsy. Siamo stati molto fortunati, ci hanno dato la possibilità di passare del tempo con loro, di capire la loro cultura. Sono stati molto ospitali, ci hanno accolto nelle loro case.

È vero che “The Blaze” ha un secondo significato in argot, lo slang delle banlieue?
Sì, in argot significa “il nome”, ma ha anche altri significati in inglese.

I vostri pezzi hanno spesso un sapore estivo, molto spesso escono pure d’estate. È fatto apposta?
Non sappiamo se “sapore estivo” sia il temine più adatto, ma sicuramente un suo sapore ce l’ha e potremmo definirlo sapore The Blaze. In generale comunque no, non lo facciamo apposta. Vogliamo solo vedere la gente ballare a ritmo della nostra musica. Vogliamo che provino qualcosa, e che vengano trasportati altrove quando ci ascoltano.

Come sta andando il tour estivo?
Incredibilmente bene. Abbiamo concluso un tour estivo a marzo e ora siamo per festival. Siamo elettrizzati, è sempre allucinante vivere diverse emozioni da festival a festival.

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