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I Rolling Stones e il segreto per la setlist perfetta

Qual è la canzone con cui Keith aprirebbe tutti i concerti? Perché Mick preferirebbe non suonare ‘Beast of Burden'? La band racconta come nascono le scalette del prossimo tour

I Rolling Stones

Foto: Mark Allan/Invision/AP/Shutterst

I Rolling Stones hanno un sistema per pianificare quali canzoni suoneranno dal vivo. Il giorno della performance, la band fa un ultimo soundcheck nel pomeriggio. Poi Mick Jagger si mette al lavoro con il tastierista Chuck Leavell per completare la scaletta della serata. I due tengono in considerazione diversi fattori: guardano le canzoni che hanno suonato l’ultima volta nella zona, così da assicurarsi di non ripetere nulla, e Jagger si preoccupa della sua voce e di quello che può cantare senza difficoltà. A volte, il resto della band fa qualche suggerimento: «Mick è sempre molto onesto», dice Ronnie Wood. «Dice cose del tipo: “No, questa canzone qui non funzionerà”, oppure “l’abbiamo suonata troppe volte”. Altre volte si limita a dare l’ok. Non sai mai cosa aspettarti, ma tutte le volte che decide di non suonare qualcosa ha una motivazione ben precisa».

Nonostante Wood sia convinto che i “cavalli di battaglia” della band – come Brown Sugar e Tumbling Dice – siano ancora il cuore dello show, le canzoni che ha suonato con più piacere negli ultimi anni sono state le “sorprese”: Play With Fire («Vorrei farla più spesso, io e Keith da soli») e Mixed Emotions («Quella è venuta fuori dal nulla – Mick ha detto: vi va di provarla?»).

«Quando arriviamo alla lista finale», dice Wood, «inizio a lavorare alle illustrazioni». Sono più di 20 anni che il chitarrista trasforma le scalette della band in opere d’arte, cioè dettagliate illustrazioni psichedeliche. Gli ospiti che arrivano nel suo camerino ne chiedono una copia da anni, e per questo ha deciso di pubblicarle in un libro, Set-Pieces. Prima che la band inizi il nuovo tour americano, ci siamo fatti svelare i segreti di uno dei concerti più amati dell’anno scorso. Ecco come è nata la scaletta del 19 giugno 2018, quando i Rolling Stones sono saliti sul palco del Twickenham Stadium di Londra.

1Street Fighting Man (1968)

All’inizio del tour, la band apriva i concerti con Sympathy for the Devil. A un certo punto, però, Jagger ha deciso di cambiare con questo brano esplosivo e decisamente più politico. «Mi faceva stare bene», dice. «Non so se c’è un brano migliore per iniziare».

2Ride ‘Em on Down (2016)

La versione degli Stones del brano di Eddie Taylor tiene alto il livello d’intensità dello show. «Mick ha deciso di mantenere in scaletta uno dei classici del blues», dice Ronnie Wood. «Non sono d’accordo, dovremmo farne di più!».

3Bitch (1971)

«Ci viene bene facilmente, ma in realtà è un brano complesso», dice Richards. «Il bridge è interessante e bisogna fare attenzione. Comunque, è rock e soul diretto come piace a noi. È la specialità di Charlie Watts».

4Beast of Burden (1978)

La band suona questo brano praticamente a ogni soundcheck – e continua a chiedersi come mai Jagger sia così restio a farla entrare in scaletta. «Guardo le setlist e dico: “Hey Mick, l’abbiamo appena provata!”», dice Wood. «Non risponde – è quasi uno scherzo. Poi, tre settimane dopo boom, eccola nel set». «Vorrei suonarla di più», aggiunge Richards, «mi sembra di esplorarla ogni volta di più, ma dipende da Mick».

5Honky Tonk Women (1969)

«Honky Tonk può essere davvero bastarda da suonare», dice Richards. «Quando la facciamo bene, è fantastico. Ma c’è qualcosa di complesso, soprattutto all’inizio, e bisogna padroneggiarla bene. Il tempo dev’essere perfetto. Suonarla è una sfida, ma la amo».

6You Got the Silver (1969)

La prima traccia su cui Richards ha inciso la sua voce non è mai stata suonata live prima del 1999, ma da allora è diventata un punto fisso di tutti i concerti della band. «Non aveva capito quanto la gente amasse quella canzone», dice Wood. «L’abbiamo rimessa in scaletta, e sta andando molto bene».

7Sympathy for the Devil (1968)

Richards dice che questo brano è «davvero bizzarro da suonare. È incredibilmente divertente, io e Ronnie non suoniamo prima del bridge! E ha grande dinamica. Poi, alla fine, posso fare un po’ di casino».

8Jumpin Jack Flash (1968)

«Questa è una canzone che richiede molta energia», dice Wood. «Jumpin’ Jack è sempre ricca di groove e belle sensazioni. Diffonde felicità dalla band a tutto il pubblico. È fantastico vedere la gente sorridere. È questo che ci piace fare, sai».

9Gimme Shelter (1969)

La versione originale di Gimme Shelter è ricca di sovraincisioni di chitarra; suonarla live è la «sfida più grande. Una volta che la capisci è fatta, ma non sono mai sicuro di avere il volume giusto. Sono sempre un po’ ansioso. L’inizio è così misterioso… suonandola in uno stadio può capitare di sentire uno strano eco».

10(I Can’t Get No) Satisfaction (1965)

«È il riff migliore della storia», dice Richards. Nonostante la suoni regolarmente dal 1965, non ne è mai sazio. «Sto ancora cercando un modo per rafforzarla. Io e Darryl Jones stiamo lavorando sul ritmo, di recente, cerchiamo idee diverse per renderla migliore».

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