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I Ramona Flowers sono diventati più Chic

Nel loro ultimo singolo ‘Up All Night’, che apre la strada a un album che uscirà nel 2022, la band inglese ospita Nile Rodgers e la sua Hitmaker. Ecco com'è andata

I Ramona Flowers

Foto press

Prendono il nome dell’eroina che ogni tre settimane cambia colore di capelli della serie a fumetti Scott Pilgrim, Ramona Flowers. È bellissima, può viaggiare nel subspazio e lavora come corriere per Amazon in Canada. E, cosa più importante, ha colpito l’immaginazione di Sam James, chitarrista della formazione di Bristol, che insieme ai compagni ha scelto quello che definisce un «kick-ass character» per presentare la musica del gruppo britannico al mondo.

Dopo una tappa alla fine del mese scorso a Propaganda Live, i Ramona Flowers sono volati a Londra per dedicarsi ad alcune registrazioni acustiche. Hanno da poco pubblicato il nuovo singolo Up All Night, realizzato in collaborazione con Nile Rodgers, e si preparano a dare alle stampe nel 2022 il loro prossimo capitolo discografico. Un album che, a detta della band, attiva dal 2012, è il più personale che il gruppo abbia mai confezionato e che ha permesso a Steve Bird e compagni, complici anche gli effetti della pandemia e in particolare del lockdown, di sperimentare nuove scelte artistiche e un nuovo modo di lavorare.

Sebbene sia originario di Bristol il gruppo non ne vuole sapere né di trip hop, di cui la città britannica è stata la culla, e né dei generi musicali che a Bristol hanno trovato ampia espressione, dal reggae alla drum and bass. I riferimenti dei Ramona Flowers sono altrove, a New York, dove Nile Rodgers e gli Chic costruivano il loro regno. Svariati anni dopo, Rodgers presta la sua Fender Stratocaster, la “Hitmaker”, alla formazione britannica, rendendo realtà un piccolo sogno. «È una storia divertente perché quando stavamo scrivendo la traccia aveva proprio tutte le vibes di Nile Rodgers. È sempre stato per noi una fonte d’ispirazione e mentre stavamo registrando, nello specifico, le parti di chitarra di quel brano l’abbiamo fatto pensando a lui, condizionati dalla sua influenza. Per questa ragione nelle session abbiamo nominato la traccia Nile. Ci sembrava divertente», racconta il chitarrista dei Ramona Flowers.

È a quel punto che qualcuno nella band ha scherzato sull’idea di mandare il brano direttamente al suo ispiratore, idea che è presto diventata realtà. «Ci ha risposto dicendo che gli piaceva molto, ma all’inizio pensavamo che scherzasse. Invece Nile voleva lavorare sul pezzo, è stato un momento incredibile. Il fatto che avesse scelto una canzone che era ispirata a lui ci ha fatti impazzire di gioia». Nell’approcciarsi alla traccia, Rodgers ha fatto presente che gli sarebbe piaciuto suonare la chitarra, chiedendo alla band come preferisse che si muovesse. La risposta è stata chiarissima: «Gli ho detto di togliere tutte le parti di chitarra che avevamo fatto», ricorda James ridendo, «e di suonare quello che voleva». Esattamente quello che Rodgers ha fatto, ricamando tutte le parti di chitarra del brano con lo stesso strumento utilizzato dall’artista nelle sue incisioni più famose, dagli Chic a David Bowie, da Diana Ross ai Daft Punk.

Up All Night farà parte di un disco che i Ramona Flowers volevano fosse più innovativo rispetto a lavori come Dismantle and Rebuild, Part Time Spies e Strangers, alla ricerca dell’energia e del groove che l’accento sulla produzione e sull’elettronica degli ultimi lavori della band aveva un po’ messo in secondo piano. L’idea era, dopo i difficili mesi dell’emergenza sanitaria, tornare indietro, ricordarsi di far parte di una band vera e propria e riprendere in mano gli strumenti musicali. «Penso che il lockdown abbia giocato il ruolo più importante, è stata un’occasione per riflettere su quello che succede, sul punto in cui ti trovi nella tua vita. Ci siamo presi del tempo per cercare davvero di immergerci in questo stato mentale e tirare fuori qualcosa di speciale, di diverso», spiega James.

«Durante il lockdown siamo stati sempre tutti impegnati a scrivere separatamente, perché questo imponeva la situazione. Quando poi ci siamo riuniti per l’album ognuno di noi aveva un sacco di idee che hanno reso tutto il disco molto più eclettico», raccontano Bird e James. L’approccio è piaciuto alla band al punto che lo ha mantenuto e tutti i Ramona Flowers hanno continuato a lavorare singolarmente a nuova musica. Il risultato, oggi, è che tutti i membri del gruppo sono sempre impegnati a comporre. Anche perché, fa notare la band, è questo che chiede oggi il mercato musicale.

Da quando i Ramona Flowers si sono incontrati per la prima volta a una festa in maschera – il tastierista Dave Betts era travestito da Freddie Mercury – le modalità di fruizione della musica si sono stabilizzate ulteriormente nella direzione dello streaming. Se fino a qualche decennio fa la rivoluzione – e da un certo punto di vista il dramma, per le tasche dei musicisti – era scaricare musica ora c’è chi, come i Ramona Flowers, rimpiange il download, che dalla loro prospettiva attribuiva comunque alla musica un valore maggiore rispetto a quello delle logiche dello streaming e delle playlist che ne costituiscono un importante aspetto. «I dischi sono passati in secondo piano: si ascoltano singole canzoni che vengono in fretta sostituite da altre canzoni». L’antropologo statunitense Marvin Harris direbbe che intensificare la produzione non risolverà il problema. Per il momento, quello che vale per tutti vale anche per i musicisti: «Dobbiamo lavorare più duramente».

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