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Gli Stone Temple Pilots tornano con un album e un tour acustico

Il disco si intitolerà ‘Perdida’, uscirà il 7 febbraio e conterrà un omaggio a Chester Bennington e Scott Weiland. Ce ne parlano il cantante Jeff Gutt e il bassista Robert DeLeo

Stone Temple Pilots

Foto: PR Brown

Due anni dopo aver presentato ai fan il nuovo cantante Jeff Gutt, gli Stone Temple Pilots tornano con Perdida, un nuovo disco che arriverà nei negozi il 7 febbraio. Si tratta di un lavoro acustico registrato in gran parte con strumenti vintage.

«Lo volevamo realizzare da tempo», spiega Robert DeLeo, bassista del gruppo. «La maggior parte delle nostre canzoni iniziano in versione acustica. Ci sembrava che, mantenendole acustiche, sarebbero arrivate al pubblico in modo più genuino».

Perdida non è un concept in senso stretto, ma molte canzoni hanno che fare con strazio e dolore. «Sono state scritte ripensando ai momenti difficili della mia vita», spiega Gutt, autore di gran parte dei testi. «Mi sono messo nella condizione di essere vulnerabile e per certi versi è spaventoso, eppure mi ha fatto sentire bene».

Le canzoni sono venute fuori mentre il gruppo era in tour, anche con Bush e Cult, l’anno scorso. «Abbiamo un sacco di tempo libero quando non siamo sul palco», dice Gutt. «Rob o [il chitarrista STP] Dean [DeLeo] mi suonavano qualcosa in acustico e canticchiavano la melodia. Siamo partiti da quello. Avremmo dovuto scrivere solo qualche canzone per un EP, ma è nato un disco intero. Avevamo molto da dire».

L’album, registrato al Bomb Shelter Studio del batterista Eric Kretz e prodotto dal gruppo, inizia con Fare Thee Well, che è anche il primo singolo: «Parla dell’essere in viaggio», dice Robert DeLeo. «È un’osservazione della vita». Un’altra canzone, Sunburst, non aveva titolo fino a quando Robert DeLeo ha detto a Gutt di averla scritta con una chitarra sunburst. «È un titolo fantastico per una canzone, gli ho detto», spiega Gutt. «Più tardi stavo bevendo del vino e guardando il sole sorgere a Los Angeles sul tetto di casa mia. Intanto pensavo: qui c’è una canzone».

I fan potrebbero dedurre che il tono malinconico dell’album rifletta lo stato d’animo del gruppo dopo la morte nel 2015 di Scott Weiland e, due anni dopo, del suo sostituto Chester Bennington. Gutt dice che l’unica canzone che tocca le due tragedie è I Didn’t Know the Time. «Non conoscevo Scott», spiega, «ma conoscevo Chester dal 2000, quindi c’era un po’ di lui nella canzone. Ma è l’unica. Il resto parla di ex fidanzate e cose del genere».

Due giorni prima della pubblicazione dell’album, il gruppo lancerà un tour acustico nordamericano in teatri e club. «Probabilmente avremo un tastierista e un altro chitarrista e degli archi», spiega Robert DeLeo. «È sempre bello aggiungere grandi musicisti e sentire come cambia la musica».

La natura stessa degli spettacoli porterà in primo piano la voce di Gutt. Il cantante è convinto che non sarà niente al confronto della pressione che ha vissuto ai tempi del debutto con la band nel 2017. «Il primo concerto che ho fatto è stato al Troubadour quando hanno annunciato chi ero. È stato trasmesso in diretta su SiriusXM. Non esiste pressione più alta di quella. C’era tanto in ballo all’epoca, ma ora le cose sono più tranquille. Dobbiamo solo andare là fuori e celebrare la musica».

La tracklist di Perdida:

1. Fare Thee Well
2. Three Wishes
3. Perdida
4. I Didn’t Know The Time
5. Years
6. She’s My Queen
7. Miles Away
8. You Found Yourself While Losing Your Heart
9. I Once Sat At Your Table
10. Sunburst

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