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Ecco dov’era finito Macklemore, stava facendo i conti con la sua insicurezza

Era uno dei rapper più popolari d’America. La separazione da Ryan Lewis, il successo in calo, la ricaduta nella droga l’hanno messo in crisi. Ora però c’è un nuovo singolo, ‘Chant’: «È la mia rinascita»

Macklemore

Foto: Jake Magraw

Il video del nuovo singolo di Macklemore Chant inizia col rapper che emerge da un lago e comincia a cantare delle proprie insicurezze. “Mi hanno detto che ero sparito / Che ero finito / Mi hanno detto che ero andato / Non possono portami via il talento”.

Uno non se l’aspetta da un artista che nell’ultimo decennio ha cumulato miliardi di stream, ha fatto concerti enormi in mezzo mondo, ha vinto premi su premi. E però sono passati cinque anni dall’ultimo album Gemini, che per di più non era stato un successo clamoroso. In questo periodo, Macklemore ha avuto una ricaduta dopo 16 anni di sobrietà, per non dire della separazione dal produttore Ryan Lewis e del contraccolpo subito dopo aver battuto Kendrick Lamar ai Grammy del 2014 nella categoria del miglior album rap.

«Questa canzone segna una rinascita», dice Macklemore dalla sua casa a Seattle. «Volevo mettermi alla prova, superare il blocco dello scrittore, mettere in un pezzo quel che succede quando superi un ostacolo e ti rialzi, un giorno dopo l’altro».

Chant è il primo estratto dal progetto a cui Macklemore sta lavorando, per lo più a casa sua, da poco prima del Covid. L’idea era pubblicare quel materiale tempo fa, ma era impensabile farlo senza avere la possibilità di suonarlo dal vivo. «Una volta che le pubblichi, le canzoni appartengono alla gente. L’esperienza più significativa che puoi fare in questo senso è esibirti di fronte a un pubblico che le canta. Non c’è niente di meglio per un performer. Non volevo buttare fuori un disco senza avere la possibilità di fare questo tipo d’esperienza».

La lunga pausa ha dato al rapper la possibilità di rifinire le canzoni e sottoporle al vaglio della figlia di 7 anni, Sloane, che l’ha preso in giro in una serie di video su TikTok. Il padre spiega che la bambina è altrettanto diretta nella vita reale. «Zero filtri. Ho cominciato a pensare: magari ha ragione lei, magari in questo pezzo il bridge non sta bene, magari posso riscrivere questo verso. I bambini, bocca della verità».

@macklemore Sloane hears my song for the first time 😂 #nextyear ♬ Next Year (feat. Windser) – Macklemore

Quand’aveva iniziato da poco a scrivere, Macklemore ha visto dal vivo allo Showbox di Seattle l’australiana Tones and I. «La performance, la persona, la voce, la musica m’hanno steso. Sono uscito ispirato. Era da un po’ che stavamo lavorando a Chant e quando s’è trattato di decidere chi avrebbe cantato il ritornello, il suo è il primo nome che m’è venuto in mente».

Il testo di Chant tocca alcuni momenti chiave del passato, tra cui l’esperienza che l’ha quasi ucciso prima di diventare famoso. Oggi è coinvolto in una comunità di recupero e non nasconde d’avere avuto di recente una ricaduta. «La cosa più importante da capire, secondo me, è che sono impotente di fronte alle droghe. È una malattia insidiosa. Ti dice bugie per poi farti pensare “Ma sai cosa? La cosa migliore è sballarsi”, quando sai benissimo che ti porterà alla morte. Ecco quant’è folle questa malattia».

Macklemore non è pronto a parlare approfonditamente delle altre canzoni a cui ha lavorato, tra cui una prodotta da Ryan Lewis da cui si è separato nel 2017 per avere «spazio creativo» dopo un decennio di collaborazioni.

«Avevamo bisogno di una pausa dopo avere stati assieme ogni maledetto giorno per una decina d’anni. Roba intensa. E siamo così aperti e onesti l’uno con l’altro che questa cosa può diventare spaventosa. Avevamo bisogno di spazio. È stato lui il primo a deciderlo. Io non sapevo come sarei andato avanti, pensavo fosse una pazzia».

Macklemore si è confidato con la moglie dicendole che non sapeva se e come avrebbe continuato senza Lewis. «Le ho detto: “E adesso che farò?”. E lei: “Farai quel che hai sempre fatto. Vai giù di sotto e fai arte. Non è complicato per uno come te. È quel che hai sempre fatto. È il tuo mestiere. Scendi e fallo”».

Il risultato è l’album del 2017 Gemini. Non ha venduto quando i due album prodotti da Lewis, né conteneva hit come Thrift Shop o Same Love. A Macklemore la cosa non interessava. «Mi ha dato il giusto grado successo per continuare a fare una vita sana e normale. È fantastico andare in aeroporto vedere la tua faccia sulla copertina di Rolling Stone, ma c’è anche un altro lato della medaglia. Voglio fare arte in cui credere. E la voglio portare in giro, per concerti. Per essere felice, ho bisogno di quel livello di popolarità o semplicemente m’incasina la vita?». Da Gemini in poi si è detto: «Sai cosa? Faccio grande arte. Ho successo fino a un certo punto e va bene così».


Macklemore sarà in tour a partire da inizio agosto, quando aprirà per gli Imagine Dragons in anfiteatri e stadi del Nord America, un’occasione per far conoscere il proprio repertorio a nuovi potenziali fan. «È una sfida e mi piace. Amo salire sul palco davanti a gente che devo convincere. È così che ci si fa le ossa. È una bella prova».

Ha anche altro lavoro da fare, essendo co-proprietario della squadra di calcio dei Seattle Sounders e di quella di hockey dei Seattle Kraken. E poi quest’anno cade il decennale di The Heist («Ryan ed io stiamo preparando un sacco di cose divertenti»), per non dire del tour che sta preparando e che lo porterà in giro fino al 2023. «Qui non si molla. Ho troppa musica da farvi sentire. Non è che l’inizio».

Tradotto da Rolling Stone US.

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