Dita Von Teese e le sue enormi coppe da cocktail sono di nuovo pop | Rolling Stone Italia
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Dita Von Teese e le sue enormi coppe da cocktail sono di nuovo pop

L'avete rivista in 'Bejeweled' mentre insegna a Taylor Swift a sguazzare nel Martini e in 'Don't Worry Darling' mentre incassa fischi di uomini arrapati. Ora la performer ha un nuovo progetto: portare diversità e inclusione nel burlesque (e battere il bigotto Tennessee)

Dita Von Teese

Foto: Dave Benett/Getty Images

I fan più giovani di Harry Styles e Taylor Swift si stanno chiedendo chi diavolo sia questa Dita Von Teese. La leggenda del burlesque appare nel film di Oliva Wilde Don’t Worry Darling e nel video di Bejeweled di Swift. A quanto pare, lei è placidamente ignara del fatto che una nuova generazione la sta scoprendo. «Divertente quando accadono cose del genere», dice via Zoom. «Non sono granché attiva su TikTok, anche se un account ce l’ho. Non sono molto presente nemmeno su Instagram, Facebook e tutto il resto. Non vado a caccia di follower. E poi quando ti metti a cercare cose buone, finisci per trovarne anche di cattive».

Von Teese è ancora una presenza importante nella scena burlesque. È stata fondamentale nel far tornare popolare questo tipo di performance, diventandone di fatto il volto. All’inizio degli anni 2000 ha partecipato a show come America’s Next Top Model e RuPaul’s Drag Race. Intanto, portava in giro parecchi spettacoli, incluso l’ultimo Glamonatrix.

Quella sul set di Don’t Worry Darling è stata anche la sua prima esibizione dall’inizio della pandemia. È stata la costumista del film, la sua vecchia amica Arianne Phillips, a coinvolgerla. «Mi sono praticamente trovata Olivia e Arianne alla porta, così abbiamo iniziato a cercare fra i miei costumi e a parlare della mia scena». Scena che è una delle più importanti per la trama del film: Von Teese tiene uno spettacolo per lo staff e le famiglie del misterioso Victory Project, dentro a una delle sue famose coppe da champagne, mentre Jack Chambers (Styles) riceve una promozione. Man mano che la festa si fa più sfrenata, la moglie di Jack, Alice (Florence Pugh), sembra precipitare nella follia, mentre capisce che c’è qualcosa di sinistro nel Victory Project.

«Ero un po’ spaventata perché dovevo esibirmi davanti a tutti quei performer incredibili», dice oggi Von Teese. La sua scena al gala del Victroy Project è una delle poche in cui è riunito insieme tutto il cast. E per lei è stato strano tornare per le riprese al Cicada Restaurant and Lounge di Los Angeles, dove si esibiva spesso negli anni ’90.

L’atmosfera sul set era completamente diversa da quella a cui è abituata Von Teese. Quel posto doveva trasudare machismo, una cosa strana per lei. «Ho tante fan donne a cui piacciono il glamour e la bellezza, oltre a un grande seguito LGBTQIA+. Nella scena c’è tanta frenesia e tizi che fischiano e gridano come negli anni ’50. È stata una strana sensazione, molto differente rispetto ai miei spettacoli normali».

Von Teese ha dovuto tenere il massimo riserbo per due anni. Quando finalmente le è stato concesso di parlare di Don’t Worry Darling, un altro progetto segretissimo le è piovuto addosso. In estate, ha ricevuto una telefonata inaspettata dall’entourage di Taylor Swift. Le proponevano di recitare in una scena del video di Bejeweled. È il secondo singolo tratto da Midnights ed è accompagnato da un video diretto da Swift pieno di cammei, vedi Laura Dern, le Haim, Jack Antonoff e la make-up artist Pat McGrath.

Swift ha parlato con Von Teese del video. «Vedo che tante persone sono ispirate da ciò che fai. Sei nella moodboard di tutti, però nessuno te ne rende mai merito o ti invita», le ha detto la cantante. «È stata molto carina», ricorda Von Teese. «È il tipo d’atteggiamento che ti fa venir voglia di condividere i trucchi del mestiere».

Il designer dei costumi di Swift, Joseph Cassell, è stato a casa di Von Teese un giorno intero per studiare la sua collezione di vestiti e ha creato delle riproduzioni di alcuni capi originali di Catherine D’Lish per le riprese. Von Teese ha girato il suo cammeo in agosto. Nel video, lei e Swift eseguono una performance in tandem del balletto nel Martini, in due coppe appartenenti alla collezione personale di Von Teese. Non hanno provato prima. Swift aveva studiato le mosse guardando i video di Von Teese e s’è fatta dare qualche dritta.

«Abbiamo fatto tutto sul set impiegando un po’ di ore. Lei è una vera professionista. Credo che la cosa che più l’ha messa in difficoltà sia stato quando ha dovuto sfilarsi le calze. Le ho dato dei consigli per farlo».

Il nuovo look di Swift è vintage glamour e Von Teese ha apprezzato molto vederla buttarsi nel suo mondo. «È bellissima e alla mano. È un gran piacere lavorare con gente come lei che non ha paura di esprimere gratitudine e puntare i riflettori su altre persone, perché ha capito che ciò non diminuisce affatto la sua forza di donna. Tanta gente dice semplicemente di essersi ispirata a qualcuno e finisce lì. Lei invece non ha avuto paura di dire “Grazie per aver partecipato al mio video” a tutti quelli che c’erano. Non succede spesso nello show business».

Anche al netto delle apparizioni al fianco di superstar del pop, Von Teese ha notato che nell’ultimo anno ai suoi spettacoli sta andando sempre più gente. «Lo vedo, è evidente». Un fattore importante di questa crescita è che il suo show è incentrato sui concetti di diversità e inclusione. Salgono sul palco performer di burlesque con ogni tipo di corporatura, età, etnia, genere. «Non posso permettermi un cast di 500 persone, ma voglio comunque provare a far sentire le persone rappresentate».

La strada per far ottenere a questo stile di performance il rispetto che merita è ancora lunga. Pur essendo il burlesque un’invenzione americana, è accolto meglio nell’Europa continentale, nel Regno Unito e in altri posti del mondo. «Non posso portarlo in Tennessee», spiega Von Teese. Lo Stato ha regole severissime circa la quantità di pelle femminile può essere mostrata da una performer. Tali restrizioni le hanno impedito di mettere in scena uno show che spesso prevede proprio scene di nudo.

«Provo ad andarci tutti gli anni, ad ogni mio tour. Mi elencano le loro regole e siccome abbiamo sette uomini sul palco chiedo sempre: “E quali sono invece le restrizioni per gli spettacoli maschili?”. La risposta: “Oh, per quelli non ce ne sono. Devono solo evitare di mostrare il pene, ma possono indossare il perizoma. Non ci sono regole sui loro corpi”».

Anche quando s’è offerta di eliminare le parti di nudo, è incappata in ostacoli. Ma spera che, in futuro, le regole e l’errata percezione di questa forma d’arte cambino, così da portare il suo show a un pubblico più ampio. «Non vedo l’ora che il burlesque cresca e diventi accettato. Ispira e aiuta le persone. C’è della sostanza. Per capirlo, devi vederlo».

Tradotto da Rolling Stone US.

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