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Dennis Lloyd, dall’esercito israeliano al Coachella, passando per Berlino

Gli anni in marina, un singolo esploso a livello mondiale e l'EP di debutto presentato nel cuore di Kreuzberg, prima di salire su uno dei palchi più importanti al mondo

«I tre anni passati nell’esercito israeliano mi hanno segnato molto: ho perso degli amici, sono stato lontano dalla famiglia, lontano dalla musica», racconta Dennis Lloyd poche ore prima del concerto berlinese al Bi Nuu, il locale nel cuore di Kreuzberg dove il musicista di Tel Aviv presenterà il suo ultimo lavoro, l’EP Exident.

Cinque canzoni in cui Nir Tibor – questo il suo vero nome – racconta di come, dopo la leva militare obbligatoria, la sua vita sia cambiata radicalmente. «Dopo l’esperienza in marina ho deciso di partire per un viaggio e sono andato a Bangkok. Ero senza wi-fi, isolato dal mondo, non ascoltavo musica perché volevo concentrarmi esclusivamente sulla mia, dopo anni in cui non avevo potuto registrare nulla. Ma non avevo messo in conto che mi sarei innamorato».

Nei camerini del club Dennis racconta della ragazza colombiana ritratta nelle sue canzoni: «La nostra storia è durata due anni, fatti di viaggi in giro per il mondo. È stato quando il rapporto ha iniziato a sgretolarsi che ho scritto Nevermind» aggiunge, raccontando del singolo che nel 2017 ha catapultato il suo nome nelle classifiche mondiali. Dennis sul palco a Berlino quella storia d’amore la racconterà tutta, dall’inizio fino all’ultimo singolo Never Go Back, scritta appena qualche giorno dopo la fine della storia d’amore e brano trainante di Exident.

Il concerto davanti al pubblico del Bi Nuu è potente, nonostante a suonare siano soltanto in tre: un batterista, un sassofonista e Lloyd che si divide tra la chitarra, l’elettronica e la tromba, con cui dimostra una confidenza impressionante, soprattutto quando duetta con l’altro fiato su Runaway. «Quando faccio un concerto cerco sempre di mantenere una promessa con il pubblico – aveva raccontato prima di entrare in scena – di realizzare lo show che io stesso vorrei vedere se mi trovassi in platea».

Lo stesso show che porterà sabato 13 aprile al Coachella, il festival americano per eccellenza. Il suo sarà infatti un caso più unico che raro, quello di un artista pressoché esordiente, gettato su uno dei palchi più pesanti del mondo grazie alle cifre macinate dopo l’esplosione di Nevermind: «Avevo caricato quel brano su YouTube e dopo qualche mese le visualizzazioni erano ormai fuori controllo, su Spotify era entrato nella Top Viral mondiale, non me lo sarei mai nemmeno immaginato».

Insomma, Dennis sta vivendo il sogno di ogni musicista: registrare una manciata di canzoni in home recording, caricarle sul web e il passaparola dei fan che ti porta dritto verso Indio, a condividere la scena con i mostri sacri della musica internazionale. «Non sono preoccupato – confida – l’unica cosa che mi importa è rimanere sempre coerente con me stesso e sentirmi come se fossi in mezzo al pubblico, altrimenti il mio messaggio non avrebbe la potenza che cerco. Ed è esattamente quello che farò al Coachella».

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