Rolling Stone Italia

Cristiano Malgioglio: «Ho collaborato con il team di Adele»

La canzone estiva con «la cantante più grande del mondo», il progetto con Dargen D’Amico, il toto-vincitore dell’Eurovision, la parte di «Bette Davis da vecchia» al cinema. «Mi sento Carmen Miranda, ma con l’ironia di Lucille Ball»

Foto press

Cristiano Malgioglio è inarrestabile. Ed è sempre in ballo con nuovi progetti. Si è concluso da pochissimo il talent show Il cantante mascherato. Tra i tanti vip che si celavano dietro alle maschere c’era anche lui. A onor del vero, bisogna ammettere che la giuria fin da subito lo aveva individuato sotto le forme di SoleLuna. Dopo l’avventura alla corte di Milly Carlucci, Malgioglio è pronto a partire con l’avventura dell’Eurovision Song Contest, dal 10 al 14 maggio su Rai 1. Ma andiamo con ordine.

Com’è andata nei panni di SoleLuna?
La maschera era un sasso, un male che non ti puoi immaginare. Mi è venuta la cervicale.

Credevo fosse di un materiale leggero.
Magari! Avevo anche delle ali lunghe che mi obbligavano a camminare di sbieco. È stata una sofferenza, avevo gli incubi. Però ho tenuto testa a questa situazione.

Cosa ti ha spinto ad accettare?
È un programma che piace ai ragazzi, entra nelle case delle famiglie. Poi le maschere mi piacciono, mi ricordano il carnevale. Sono ironico, amo divertirmi e ho accettato l’invito di Milly Carlucci.

Ti sei trovato bene?
Lavorare con lei è straordinario: cura tutto alla perfezione, è elegante, mi piace molto. La mia maschera era in stile hollywoodiano, rappresentava i grandi spettacoli internazionali. Non a caso è piaciuta a Patty Pravo.

Resta il fatto che ti hanno beccato subito.
Si può camuffare la voce quanto vuoi, ma la mia è troppo particolare. Appena parlo, anche se sono di spalle, le persone mi riconoscono subito.

Non è che ti aspettavi di vincere Il cantante mascherato?
Io l’ho vinto, visto che si è parlato solo di me.

Allora passiamo all’Eurovision Song Contest. Torni con Gabriele Corsi e Carolina Di Domenico per fare la telecronaca dell’evento. Non ti sarebbe piaciuto condurlo?
Ci tenevo molto a stare su quel palco. Avevo pensato di andare a Londra sei mesi per perfezionare l’inglese…

Cosa te lo ha impedito?
Purtroppo col Covid-19 era impossibile farlo. Ma è molto più difficile il ruolo che avrò insieme a Gabriele: dobbiamo commentare i brani senza avere nulla di scritto. I presentatori dell’evento, Pausini, Mika e Cattelan, non hanno molta possibilità di improvvisare. Sono molto felice perché andiamo su Rai 1 e perché tutti i nostri interventi della scorsa edizione sono stati visti in tutto il mondo: negli Stati Uniti, quando i Måneskin andavano per le varie trasmissioni, facevano vedere le immagini in cui urlavo come un pazzo. Abbiamo portato molta fortuna alla band.

Come vedi Mahmood e Blanco?
Ti dico la verità, tifo per l’Italia. Come ogni edizione, poi, ci sono personaggi interessanti come il britannico Sam Ryder con la sua Space Man. L’Inghilterra ci regala una delle voci più belle in assoluto: un ragazzo celebre per TikTok, stupendo, con un pezzo sulla scia di Ed Sheeran. Spero di incontrarlo, invitarlo a casa mia e cucinargli la parmigiana.

Ah, perché tu cucini la parmigiana?
Sì, ma lì non so come portargliela.

Altri nomi che ti sono piaciuti?
Il Portogallo fa parte della mia cultura musicale: nel pezzo Saudade c’è dentro il fado, che amo tanto. Devo dire che Llámame del rumeno WRS è un pezzo fortissimo, un possibile tormentone estivo. Se lui avesse il sex appeal e il carisma di Ricky Martin esploderebbe al massimo.

Sei d’accordo con l’esclusione della Russia?
Non vorrei entrare in questi argomenti, non faccio parte del comitato. Voglio solo parlare di cosa succederà all’evento.

Chi pensi vincerà quest’anno?
I miei preferiti in assoluto sono l’Italia, e quello che mi dà una grande emozione è l’Inghilterra, ma mi piacerebbe potesse vincere l’Ucraina. La Kalush Orchestra, con Stefania, mixa molto bene il rap e le sonorità folk del suo Paese. Secondo me la delegazione ucraina avrebbe avuto lo stesso vivo interesse anche con Alina Paš e Shadows of Forgotten Ancestors. Nel suo inedito, a un certo punto, canta che, se Dante Alighieri fosse nato in Ucraina, non avrebbe scritto la Divina Commedia, ma la Divina Tragedia.

Che mi dici di Emma Muscat, in gara per Malta?
Ha una voce meravigliosa e viene dalla scuola della De Filippi. Come vedi Amici è sempre avanti. Anche se la ragazza ha sbagliato a cambiare canzone: Out of Sight era molto più di facile presa rispetto a I Am What I Am. In generale, comunque, i pezzi dell’ESC mettono in evidenza arrangiamenti possenti, voci formidabili.

Foto press

A Sanremo chi ti è piaciuto?
In quasi tutti i festival escono grandi personaggi con belle canzoni, così come cantanti che portano brutti pezzi. Mi è piaciuto Dargen D’Amico con Dove si balla, lui è stupendo e mi ha promesso che scriverà un pezzo per me quest’estate. Ho già la hit estiva, se Dargen scrive qualcosa la canterò più in là.

A parte Dargen?
Ho amato moltissimo Irama: è stato meraviglioso. Ovunque sarai è stupenda. La Ciao ciao della Rappresentante di Lista è molto commerciale ed estiva. Pure Miele di Giusy Ferreri era una bella canzone, ma quel megafono in mano a cosa serviva? Distoglieva l’interesse del brano. Giusy la amo molto, potenzialmente è una delle voci più interessanti dal punto di vista internazionale. Fortunatamente non ha portato quei tormentoni estivi che dopo due mesi spariscono dalla circolazione. Con quella vocalità può fare tanto, ha qualcosa di differente dalle altre.

E di Achille Lauro che mi dici?
Achille Lauro ha un’immagine internazionale, ma mi auguro non faccia più provocazioni.

Come mai?
Non vanno da nessuna parte. Gli suggerisco di vestirsi elegantemente, lasciando il segno musicalmente. Lauro deve sapere che la gente è già abituata dai tempi dei Rolling Stones – o dei rapper, se ci riferiamo all’oggi – a vedere personaggi che si mettono in mostra. Sono cose viste e riviste. Su certe provocazioni Inghilterra e Spagna sono avanti anni luce.

Ma ti piace o no Lauro?
Ha avuto un enorme successo. Poi lui è delizioso, particolare. Ho letto che la Rettore pensa non sia un cantautore…

Sei d’accordo?
No, non sono d’accordo: se si scrive le canzoni è un cantautore. Resta che – indipendentemente dal fatto che i suoi pezzi piacciano o no – ha una bella immagine. Con me è molto affettuoso, mi chiama “maestro”. Ma non voglio essere chiamato così.

Perché?
I maestri sono altri. Lui mi chiama così per rispetto.

Dietro l’immagine di Achille Lauro c’è qualcosa secondo te?
Se ha questo successo e ci sono brand importanti, come Gucci, che lo seguono, qualcosa c’è. Ma l’immagine sfiorisce e non può giocare solo con quella: deve tirare fuori hit destinate a durare nel tempo. Fra qualche anno non deve essere ricordato per come andava vestito. Se poi ti devo dire che ho dischi di Achille Lauro a casa, ti dico di no.

L’ultimo album che hai comprato?
Gioventù bruciata di Mahmood, che era molto originale. Anzi, me lo ha regalato.

Chi non ti è piaciuto, a Sanremo?
Ana Mena. Duecentomila ore ha una bella melodia, ma in mano a Maria Nazionale sarebbe diventata una hit.

Che ne pensi di Elisa?
Delicata. Amo molto Emma per la grinta e la personalità, ma non so se Ogni volta è così fosse adatta alla sua vocalità. Ecco, Emma è una per la quale mi piacerebbe scrivere, infatti le ho mandato una canzone.

Che pezzo è?
Molto forte, stile Amy Winehouse.

Che mi dici degli evergreen in gara?
È bello ci siano i cantanti di una volta. Fanno parte della nostra cultura musicale. Iva Zanicchi è ultrapopolare anche tra i giovani, così come Morandi. Quella generazione vuole essere sempre rassicurata.

In che senso?
Ranieri, ad esempio, alla fine dell’esibizione mi chiedeva com’era andato, perché in quelle serate seguivo il Festival per Rtl 102.5. È una cosa molto bella. Chi ha spessore è umile, si interessa all’interpretazione anche dopo anni di successi. Prendere i grandi della musica nostrana è stata una bella intuizione di Amadeus dopo Rita Pavone e Orietta Berti.

Ma quando lo condurrai il Festival?
Ora posso farlo benissimo, senza nessun problema. Ma non c’è solo Sanremo nella vita, eh. Mi piacerebbe andarci come autore. Anticipo ad Amadeus che vorrei chiamasse Mónica Naranjo, la più grande star di Spagna e America Latina. Non sarebbe affatto male.

E come interprete non ci andresti?
No, sono sette giorni infernali e mi stancherei moltissimo. Ci andrei solo se avessi la sicurezza di vincere, così accederei all’Eurovision Song Contest: quel palco, con i suoi colori, è Cristiano Malgioglio. Mi ricorda i grandi spettacoli di Carmen Miranda. Quando ho partecipato a TV Talk hanno ammesso che mi vedrebbero benissimo lì.

Scusa eh, ma facciamo un passo indietro: dimmi meglio della canzone di Dargen D’Amico.
Gliel’ho chiesta io durante Sanremo e lui mi ha detto che sarebbe stato fantastico. Gliel’ho ripetuto pure al tavolo di Che tempo che fa di Fabio Fazio, conduttore che adoro. Spero di ritornare presto da lui: stare seduto intorno a quel tavolo mi rende felice, fa venire fuori tutta la mia ironia.

Dargen è molto amico di Fedez, che purtroppo, come avrai letto, ha avuto un brutto problema di salute.
Ho mandato un tweet a Fedez. Come vedi sono cose che arrivano all’improvviso, non ce n’è per nessuno: giovani, ricchi, famosi. Io ho avuto un melanoma, preso in tempo, e ricordo sempre a tutti di fare la mappatura dei nei. Così mi hanno salvato la vita: la prevenzione è fondamentale. Fedez è un ragazzo forte e il problema, grazie a Dio, lo avrà risolto anche lui.

Per te è giusto che le celebrities ammettano di essere vulnerabili?
Quando si tratta di malattie c’è molto pudore, ma è giusto dirlo per incentivare la prevenzione, perché i ragazzi si controllino. Fedez ha voluto parlare del suo problema e ha fatto molto bene. Ha avuto tanto coraggio, mi ha commosso questo suo modo di esprimersi.

Voltiamo pagina. Sei stato recentemente giudice di una puntata di Amici. Sui social è successo il finimondo.
Non mi aspettavo tutto questo clamore. Quando mi hanno chiamato nemmeno ci credevo. Tanto è vero che, prima di entrare in scena, mi sono bevuto una coppa di champagne e mi sono un po’ ubriacato. Penso di aver fatto una buona figura. Amo molto la forza delle donne e amo molto Maria, lei lo sa. Per me lei è una montagna. Non mi aveva mai chiamato e mi dispiaceva. Ero molto emozionato di averla vicino. Io non mi emoziono quasi mai dopo anni e anni e anni di carriera, ma davanti a Maria mi sentivo in soggezione. Su Twitter ho letto commenti che le chiedevano di prendermi come giudice perché avrei fatto il 70% di share. Magari mi chiamerà a qualche puntata. Naturalmente a me interessa occuparmi solo della parte tecnica. Ma già esserci stato mi riempie di gioia.

Hai detto che hai già pronto un brano estivo. Titolo?
Non te lo dirò mai.

Ma come, scusa?
È pronto, già cantato e, insieme a me, c’è la cantante più grande del mondo che si è ritirata.

Qualche altro indizio?
È una cantante internazionale, ma non posso dirti il nome. Anticipo, però, che ho collaborato con il team di persone che lavora con Adele. È una cosa bellissima e, per questa cosa, devo ringraziare Claudio Ferrante, che collabora con i grandi professionisti inglesi. L’unico problema è che ho dovuto cantare in una tonalità non mia, ma da donna: un’impresa terribile.

Cioè?
Ci ho impiegato otto giorni a registrare il brano. Di solito, quando canto nella mia tonalità, in 20 minuti ho fatto. Invece, in questo caso, ogni giorno potevo fare una o due strofe. Poi la voce mi si rompeva. Sono diventato pazzo, ma l’amalgama delle nostre vocalità è di un fascino pazzesco. Spero sarà un pezzo cantato nell’estate.

Ma non è che l’interprete cui ti riferisci è Omara Portuondo dei Buena Vista Social Club?
Con lei ho fatto un disco che esce ora, dal titolo Malo, dedicato a Raffaella Carrà. E poi ci saranno brani particolari, molto belli, ma la più bella è Isla buena, dedicata alla mia Cuba.

Altre anticipazioni?
Mi tierra di Gloria Estefan, una delle interpreti cubane che preferisco. Poi mi sono innamorato del testo, una poesia. Ho inserito Continuando, in cui si può ascoltare una frase meravigliosa che sottolinea quanto la miseria sia capricciosa e non faccia sconti a nessuno, mentre la ricchezza riesce a deprimere, non rendendo felici. C’è pure Todo cambia di Mercedes Sosa, un’immensità argentina, la più grande di tutte. Todo cambia è la vita, quello che abbiamo sopportato, quello che sopporteremo. Si può paragonare all’oggi, alla pandemia e alla guerra, a come il mondo sta cambiando. Forse è il pezzo più commovente dell’intero album.

Canti solo in spagnolo e in italiano?
C’è anche qualche canzone in creolo. Mi piace interpretare pezzi in cui posso avere la pronuncia perfetta. In inglese ci sono Oi Marì e Caterina.

Ci ritorno sopra: dammi il nome della cantante con cui duetti…
Non posso per contratto, ma lasciami ringraziare il presidente di Rtl 102.5 Lorenzo Suraci, grazie al quale ho sfornato hit estive che mi hanno rilanciato come cantante. Non è mai successo per un interprete della mia generazione. Tanto è vero che, dopo Mi sono innamorato di tuo marito, tutti hanno incominciato a scopiazzarmi, ho dato l’input. Io però ci metto l’anima perché conosco la musica latina da tanto tempo.

E gli altri?
Gli altri che fanno il reggaeton mi fanno sorridere. Aveva ragione Rettore quando scrisse un commento dicendo che i discografici sono indietro, invitandoli a guardare quello che avevo fatto.

Quindi per fare musica latina bisogna viverla.
Col ritmo viene la parte migliore di me, ma è una cosa molto difficile: o ce l’hai nel sangue o non ce l’hai. Bisogna vivere nei Paesi latini per avere questo mood.

Foto press

Eurovision Song Contest a parte, dove ti vedremo?
Ritornerò, grazie a Dio, a lavorare a Tale e quale show: mi ha dato un successo incredibile. Mi piacciono questi spettacoli, amo fare cose che mi divertono. Lavorare con Carlo Conti mi dà molta sicurezza: per capirci basta guardarci negli occhi. Certo, avere un giudice come me è difficile.

Sì?
Sono molto onesto. Ma meglio essere cattivo e onesto piuttosto che buonista: non mi piace dire cose non vere, sono libero di dire quello che penso. Lo stesso vale per i giudizi su di me: quelli brutti non mi fanno male, anzi mi rafforzano.

Perché hai rifiutato di fare La pupa e il secchione show?
Non mi sentivo di fare l’opinionista in un programma che non mi appartiene. Sono contento che la rete abbia pensato a me, così come devo ringraziare Alfonso Signorini: mi aveva ritagliato un ruolo molto bello per questa edizione del Grande Fratello VIP. Ed è stato molto generoso e carino, quando gli ho detto che avevo bisogno di parlare di musica a Tale e quale show per essere felice.

E lui?
Ha detto che era molto contento per me, che quella era la mia strada. Questo per far capire che si possono avere rapporti bellissimi. Io duro da così tanto tempo perché sono sempre stato cristallino, come anche Alfonso, del resto.

C’è qualcuno che ti ha deluso?
No, ognuno ha il diritto di fare le proprie scelte. Ho la fortuna di lavorare in Rai, dove tutti i direttori sono sempre stati meravigliosi, come Coletta, persona davvero bellissima, e come Claudio Fasulo, che mi ha voluto per l’Eurovision Song Contest. Mi cercano perché sono preparato e studio.

Ti manca Discovery.
Con loro non ho nessun tipo di rapporto.

Cosa vorresti fare in tv?
Nella mia testa c’è un programma molto bello, tutto pazzo, particolare, con cui la gente si deve divertire.

Format originale?
Esce dalla mia pazzia.

Hai sentito Propaganda di Fabri Fibra? Se non ricordo male non ti aveva risposto a una chiamata.
Fabri Fibra non l’ho sentito e dopo il brano Fenomeno, in cui mi nominava, lo volevo ringraziare. Non mi ha richiamato e non me ne frega assolutamente nulla. Non ascolto Fabri Fibra, preferisco Jovanotti.

Visto che hai un’immagine molto precisa, cosa pensi dei video di Madonna sui social?
Stiamo parlando della star più grande in assoluto. Una come lei non ci sarà più. Madonna ha inventato tutto. Quando la vedo su Instagram e TikTok mi fa tenerezza: vorrei averla vicino per dissuaderla. Si trasforma ogni giorno di più. La sua arte non si tocca, ma da ammiratore penso che una persona debba sapere portare l’età che ha addosso. Quest’anno l’ho incontrata a Brindisi e vedevo tanta gente intorno a lei.

E…?
Mi sembrava tutto al di fuori di Madonna. Non l’ho vista come una volta, ma resta unica.

Chi ti piace oggi?
Lady Gaga. Oltre ad avere una voce bellissima, abbiamo scoperto una bravissima attrice. Poi amo Cher, Beyoncé, Jennifer Lopez.

E delle italiane?
Non ascolto quasi nessuna. L’unica è Giorgia. Lei è una donna dalla voce internazionale, non ce n’è per nessuna.

Le cantanti che non ti piacciono?
Quelle che non ascolto.

Tipo?
Tante. Ma sai, io sono cresciuto ascoltando Nina Simone, Tony Bennett, Diana Ross, Stevie Wonder, il mondo dell’America Latina…

Quindi ti piace Elettra Lamborghini.
È molto divertente e simpatica, poi siamo molto amici. Certo, non mi andrei a comprare un suo disco (ride).

Come ti senti oggi?
Mi sento sempre Carmen Miranda, ma con l’ironia di Lucille Ball.

Hai visto che Nicole Kidman l’ha interpretata in Being the Ricardos?
Peccato, avrebbero potuto chiamare me. Mi sarei trasformato.

E di Will Smith cosa pensi?
Si parla troppo di questa cosa. Non mi piace la violenza. Ha fatto un gesto orribile su una battuta. Non è stato di buon esempio.

Ma non hai avuto proposte cinematografiche?
Dovevo fare una cosa molto bella in Spagna. Avrei dovuto interpretare Bette Davis da vecchia, ma poi, con il Covid-19… credo comunque che lo stiano girando. Sicuramente un giorno faranno un film sulla mia vita.

Che titolo dovrebbe avere?
L’imperfezione perfetta.

Oggi che persona sei?
Uno bruttissimo stamattina, con le occhiaie che ho, ma fra un’ora, dopo una doccia e un po’ di trucco, ancora reggo. E darò filo da torcere a qualcuno.

Iscriviti