Rolling Stone Italia

Come Cristina Scabbia e Mark the Hammer hanno trasformato ‘Diablo II’ in una canzone


La voce dei Lacuna Coil e il chitarrista hanno scritto un brano ispirato al gioco appena tornato in versione rimasterizzata. Qui raccontano com’è nato e cosa c’è di speciale nel rapporto tra metal e videogiochi

Foto press

Se nel 2000 eravate in qualche modo a contatto con il mondo dei videogiochi, probabilmente avete visto una scena come questa: un amico o un’amica, fissi davanti al pc in una sorta di trance fatta di frenetici rintocchi del mouse, impegnati a guidare un avatar tridimensionale in un mondo corrotto e oscuro. Ogni clic era un colpo d’ascia, un incantesimo, un passo per avvicinarsi a un tesoro nascosto o scappare da orde di mostri orrendi. Sullo sfondo villaggi in fiamme, caserme, cimiteri, fortezze e una musica evanescente e atmosferica, quasi del tutto priva di melodie riconoscibili, fatta di chitarre traboccanti di delay, percussioni, strumenti celtici e sintetizzatori misteriosi.

Stiamo parlando di Diablo II, un hack ’n slash incredibilmente influente sia nelle sue meccaniche che nella definizione dell’immaginario e dell’estetica dark fantasy nei videogiochi. Ora, a 21 anni dall’uscita, Blizzard Entertainment ha deciso di riproporre il suo classico in una versione migliorata – sviluppata dallo studio interno Vicarious Visions – intitolata Diablo II: Resurrected e disponibile dal 23 settembre più o meno ovunque (console PlayStation, Xbox e Nintendo, PC). Allen Brack. In concreto il nuovo Diablo II avrà una risoluzione migliorata (dagli 800×600 ai 4k), audio rimasterizzato in Dolby Surround, modelli di gioco e filmati ricostruiti da zero a partire dagli originali, piccole modifiche per rendere il gameplay più godibile anche a vent’anni di distanza.

Per festeggiare il ritorno di questo classico, Blizzard ha chiesto a Cristina Scabbia – voce dei Lacuna Coil e icona del metal italiano – e al chitarrista e youtuber Mark the Hammer di unire le forze e trasformare le atmosfere e i suoni di Diablo II in una canzone, Start Again, che ci hanno raccontato in un’intervista. Entrambi i musicisti hanno molti ricordi legati al gioco: «Ha accompagnato un tour dei Lacuna Coil», racconta Cristina Scabbia. «Il nostro chitarrista ne era ossessionato, si portava dietro il computer e ci giocava praticamente tutti i giorni. Noi l’abbiamo provato ma ci bastava osservarlo, Diablo è bello anche solo da guardare». Mark the Hammer, invece, conserva ancora la copia originale, e quando ha iniziato a lavorare al brano sapeva già quali elementi della colonna sonora avrebbe voluto reinterpretare.

L’elemento che tutti e due ricordano più nettamente, però, è l’atmosfera. «L’estetica dark, il fuoco… ha un immaginario difficile da dimenticare», dice Cristina Scabbia. «Anche oggi, quando pensi a un dungeon oscuro, non può non venirti in mente Diablo». «L’atmosfera è imparagonabile, soprattutto se consideri l’anno in cui è uscito. Il primo Diablo è addirittura del 1996», aggiunge Mark the Hammer.

Trasportare quell’atmosfera in una canzone non è un’operazione semplice, per due motivi. Il primo sta nella difficoltà di adattare un immaginario già definito – e fissato nei ricordi di diverse generazioni di giocatori – senza banalizzarlo o farne un calco. Coinvolgere due musicisti con grande familiarità con quel mondo, però, ha agevolato il processo: «È stato stimolante e sorprendentemente facile», dice Cristina Scabbia. «Per il testo ho potuto ispirarmi a un mondo che avevo visto e conoscevo bene. Questo ha reso le cose più facili: so quello che succede dentro Diablo, conosco i colori di quella storia, le sensazioni… trasformarle in parole è stato semplice. Di solito ci vuole tempo, non si può comandare l’ispirazione e scrivere a comando».

Il secondo motivo è più strettamente musicale e ha a che fare con la natura poco melodica della colonna sonora di Diablo II. «Buona parte dell’originale è musicato con texture atmosferiche, layer di suoni sovrapposti. Non ci sono temi che rimangono in testa o motivetti “fischiettanti”», spiega Mark the Hammer. «Ma paradossalmente è stato un vantaggio, perché mi ha aiutato a capire che direzione intraprendere e anche cosa evitare. Di fronte a melodie più specifiche sarebbe stato difficile scrivere qualcosa di originale senza scalfire l’opera».

Per questo, Start Again è divisa in due parti. La prima è direttamente ispirata a uno dei brani più noti della colonna sonora, Tristram Village. «Quando pensi alla musica di Diablo ti vengono subito in mente quei chitarroni col delay», dice Mark the Hammer. «Era una parte obbligata da riportare nel pezzo, così come gli strumenti celtici. È stata una sfida, Tristram ha diversi cambi di tempo e adattarla al cantato non è semplice, dovevo trovare un equilibrio tra la citazione e la scrittura di una melodia cantabile». «Prima di lavorare al pezzo ho riascoltato Tristram e ho pensato: e io che ci metto qui sopra?», racconta Cristina Scabbia. «Era già bella così, non potevamo rovinare l’atmosfera, ma Mark l’ha messa giù perfettamente, l’ha resa cantabile».

La seconda parte del pezzo vira decisamente sul metal, probabilmente per tradurre in musica l’adrenalina che si prova esplorando uno dei dungeon del gioco. «Abbiamo riletto le texture atmosferiche e quei suoni cupi in una chiave diversa, ci piaceva l’idea di aggiungere del metal un po’ più pesante», spiega Mark the Hammer. «Come il gioco, anche la canzone è un viaggio», dice Cristina Scabbia. «Ha tante parti diverse: alcune sono atmosferiche, emozionanti, altre vanno a cannone e sono perfette per farti scatenare e urlare». Poi c’è il testo, che la cantante ha scritto ispirandosi alla poesia The Initiate, una composizione in due parti inclusa nei manuali di gioco. «Molte frasi sono legate alla storia di Diablo. È una descrizione di quel mondo, chi lo conosce se ne renderà conto ascoltando il pezzo».

Chi conosce Diablo e le sue atmosfere si sentirà subito a casa ascoltando Start Again, e magari il pezzo incuriosirà chi non lo conosce. In fondo il metal e i videogiochi si piacciono da sempre, basta pensare a un altro classico come Doom o a esperimenti come Brütal Legend.

«Per me è il connubio perfetto, il metal ha a che fare con l’energia e i videogiochi ti danno la stessa botta», dice Cristina Scabbia. «Non riuscirei a pensare a un gioco come Doom con una musica più melodica. Forse è per questo che il metal o l’elettronica più tosta si sposano così bene con i videogiochi, ti danno energia». Per Mark the Hammer, invece, è anche una «questione di community. Altri generi generano meno fratellanza, mentre nel metal succede, così come nei videogiochi». Con i due musicisti è andata proprio così, e non è un caso che a fine intervista raccontino di non vedere l’ora di collaborare ancora insieme. «Tra di noi ci si guarda da lontano e ci si riconosce subito».

Iscriviti