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Clean Bandit, macchine da hit con il sogno Rihanna

La band, in concerto per il lancio della prima collezione di moda realizzata dall'AI di Huawei, ci ha raccontato i progetti futuri e la collaborazione impossibile con Riri: «Le abbiamo scritto su Instagram, speriamo visualizzi»

Pochi giorni fa Huawei ha presentato qualcosa che non si era mai visto prima: una collezione di abiti co-disegnati da un’intelligenza artificiale. Fashion Flair, progetto sperimentale lanciato con la collaborazione di Anna Yang, ha ufficialmente debuttato sulla passerella e davanti a un parterre di celebrities ed esperti del settore. Grandi ospiti della serata i Clean Bandit, gruppo inglese dalle mille e una hit, da sempre attentissimi all’immagine e all’estetica: «Il nostro rapporto con la moda è complesso», ci risponde in un italiano quasi perfetto Grace Chatto, fondatrice del gruppo insieme ai fratelli Jack e Luke Patterson. «Quando siamo arrivati qui, non sapevamo bene cosa aspettarci. Poi abbiamo visto il lavoro che è stato fatto, che è incredibile. Avevamo lavorato con Anna Yang in passato ma senza mai incontrarci di persona, quindi doppia emozione». La Yang, designer dietro il brand Annakiki, ha realizzato alcuni degli abiti del tour dei Clean Bandit: «I nostri e quelli di Beyoncé» dice Grace sorridendo. «Siamo onoratissimi»·

I Clean Bandit hanno suonato molti dei loro brani più famosi: Rather Be, Rockabye e Symphony. Singoli che totalizzano quasi un miliardo di visualizzazioni su YouTube e che devono il loro successo anche ai videoclip, veri e propri cortometraggi ormai diventati punto di forza della band: «Li realizziamo noi. All’inizio ci mettevamo tantissimo tempo perché eravamo in pochi a lavorarci. Rather Be, per esempio, l’ha fatto tutto Jack. L’ha registrato e montato. Io mi sono occupata della produzione. Ora le cose sono cambiate, facciamo la regia ma abbiamo editor e produttori diversi. È un bene perché ci danno una visione esterna, altrimenti io e Jack finiremmo sempre per litigare». Una delle loro ultime creazioni è Baby, con Marina e Luis Fonsi. È la storia di un matrimonio “forzato”, in cui si affronta il tema dell’omosessualità femminile. Potete vederlo qui sotto.

«La ragazza che interpreta la ex è una bravissima cantante australiana che spesso viene in tour con noi». Perché è tecnicamente impossibile organizzare un live con tutte le guest dei loro pezzi, cantati sempre da voci differenti. «Sarebbe bello, ma abbiamo cantanti straordinari con noi. E, ti dirò la verità, a volte sono meglio dell’originale».

Tra i featuring del loro ultimo disco ci sono Demi Lovato, Luis Fonsi, Jess Glynn, Zara Larsson, Sean Paul, Ellie Goulding. «Li contattiamo spesso con un messaggio su Instagram. A volte lo visualizzano, a volte no», ci dice Grace. «Abbiamo mandato un messaggio a Rihanna. Speriamo lo legga, altrimenti ci inventeremo comunque qualcosa per raggiungerla».

Nel mentre provano a raggiungere Rihanna, i Clean Bandit hanno in mente di continuare a pubblicare singoli, sempre più distanti da un’idea di album da cui estrarre un brano per volta: «Noi facciamo così, abbiamo un sacco di canzoni che ci piacciono e che se pubblicate tutte insieme forse si perderebbero un po’». Non ci resta che aspettare quello con Rihanna, chiaramente.

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