Che vita di Emma

Un incontro (in aeroporto) con la libreria di iTunes aperta. La vita in tour con papà, le critiche, il gossip. E le chitarre di Maria.

«È una vita fatta anche di imprevisti e, per me che sono una maniaca del controllo, quando le cose mi sfuggono di mano mi incazzo. Però trovo sempre il lato positivo di tutto, e alla fine siamo qui a fare un’intervista in aeroporto. Un momento di grande rock & roll». In questo caso, l’imprevisto è un over-booking che ha costretto Emma a prendere un altro aereo e volare con oltre un’ora di ritardo. Il risultato, invece, è che facciamo questa chiacchierata non in un ufficio come concordato, ma agli arrivi di Linate. Emma è appena atterrata da Roma, tra poco andrà in auto a Lugano per promuovere il suo ultimo album Essere qui e, in meno di 24 ore, volerà prima verso Tokyo per il festival Italia, Amore Mio! 2018 e poi, tempo un paio di giorni, via su un altro aereo, destinazione Las Vegas per la Billboard Latin Music Week. E dopo si parte per il tour.

È la prima volta che vai a Tokyo?
Sì, ed è anche la prima volta che un mio disco esce all’estero: Essere qui… in Giappone!

Big in Japan! Quindi l’album è stato pubblicato con la classica fascetta laterale e i titoli in giapponese?
Certo, l’ho postato appena uscito! Andare a Tokyo da lavoratrice e non da vacanziera mi dà un senso di responsabilità. Cantare davanti a persone che non sanno niente di me sarà una grande prova: se mi applaudiranno, tornerò sicuramente con un bagaglio pieno di soddisfazioni, perché è facile essere apprezzati dove tutti ti conoscono, ma se funziona lì significa che sto facendo bene il mio mestiere.

A proposito di dischi, le ultime cose che hai ascoltato?
Ascolto tantissima musica, e ne compro un sacco su iTunes. Ma mi hanno detto che non va più, e allora ho anche un account Spotify, premium! (Ride) Però in alcuni casi sento ancora il bisogno di comprare i dischi fisici, toccarli.

Il primo album che hai comprato in vita tua?
Prozac+, Acido/Acida.

Scorre i titoli della sua libreria. C’è di tutto: Otto Ohm, Portishead, Vasco Rossi, il suo disco, una playlist per dormire…

Fai fatica a prendere sonno?
Il cervello non stacca mai. Quando vado a letto è come se fossi in ufficio, faccio le riunioni con me stessa.

E cosa fai per addormentarti?
Leggo. L’ultimo libro è Il buio addosso di Marco Missiroli. Sono una sua fan: ti fa entrare nel vivo della storia e, quando un libro ti emoziona, per me è meglio di un film.

Hai cantato per il format MTV House of Fans, a casa di un fan. Da ragazzina, chi avresti voluto live a casa tua?
Vasco, ma lo vorrei anche adesso! Quando ho aperto per lui a San Siro volevano portarmi in camerino da lui, ma non ho voluto: non avrei retto la botta. Volevo continuare a vederlo come un mito e per me i miti devono essere irraggiungibili. Da questo punto di vista, sono old school.

Torniamo ai tuoi impegni. A Las Vegas andrai al casinò?
Io no, ma mio padre ha detto che un giro vuole farlo.

Tuo papà verrà con te?
Sia a Tokyo che a Las Vegas. È come un ragazzino! Sono dieci giorni che mi chiama: “Che maglietta porto? Parto con quella della Gibson e per Las Vegas mi metto quella dei Kiss? Ci compriamo le cose, andiamo al casinò”. Papà, io devo lavorare… E lui: “Non preoccuparti, io sto con la band!”.

Emma ha cominciato a suonare grazie al padre: «Aveva una fantastica 12 corde, vedevo lui e lo copiavo». E ora è lei a regalargli chitarre: «Una Les Paul, una Martin acustica meravigliosa…». Grazie a questo giro di chitarre apriamo velocemente il capitolo Maria De Filippi. Guardate il video di Effetto domino. Emma suona una bellissima Gretsch, glitterata: «Me l’ha regalata Maria».

Come te l’ha regalata Maria?
Sa che amo le chitarre… E devo dire che ci ha preso bene! Ho anche una Taylor semi-acustica regalata da lei.

A parte azzeccare i regali, qual è la sua più grande qualità?
È intelligente e umile, chiede sempre consiglio a tutti. Non ha mai la presunzione di dire “so tutto io”.

Ti sei mai ritrovata con lei e Costanzo in momenti intimi tipo Sandra e Raimondo?
Maurizio mi fa schiantare dal ridere. Spesso li ho raggiunti in vacanza, la loro normalità a volte è devastante.

Torniamo ai tour: che vita fai on the road?
Se l’orario di arrivo è alle 18, io alle 15 sono già al palazzetto. Seguo i lavori sul palco, parlo con i tecnici, mangio con loro al catering. Mi piace la vita da carrozzone, alla Almost Famous. Fosse per me ci sarebbero solo i concerti. La mia vita è sul palco.

Come ti prepari per i live?
Corro, faccio cross-fit per avere forza nelle gambe e fiato. Bevo le tisane preparate dalle mie tate…

Le tue tate?
La Lollo e la Serena. Le persone che mi accudiscono in tour.

Niente alcol quindi?
Mi piace un sacco bere il vino, mi rilassa. Ma ora devo stare attenta: ogni città deve avere da me il 100%. Mi incazzerei se non riuscissi a dare tutto.

L’ultima sbronza?
Mi sto ancora riprendendo. Al compleanno di un amico: cicchetti di qua, cicchetti di là e sono ancora in hangover. Il giorno dopoci siamo resi conto che non abbiamo più l’età. Non lo faccio più!

Ti fanno incazzare più le critiche gratuite o i gossip?
Le prime. Ci sono giornalisti che hanno criticato i miei tour senza neanche vederli, ma è comunque un problema loro, non mio. E i gossip sono finiti da un bel po’ di anni.

Ma dopo l’ultima intervista a Grazia tutti i giornali hanno titolato sulla tua vita privata e sessualità…
Per vendere servono titoli a effetto. Se mi chiedi della mia sessualità, non mi nascondo. Se fossi lesbica, lo direi.

Credi che senza Amici ce l’avresti fatta lo stesso?
Ce l’avrei fatta, sì. Forse in ritardo, ma la musica era parte del mio destino. E questa cosa me l’ha detta anche Fiorella Mannoia. Una bella botta di orgoglio.

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