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Che miracolo il ritorno di Tracy Chapman

L’esibizione della folksinger ai Grammy, dove ha fatto ‘Fast Car’ con Luke Combs, raccontata da chi l’ha organizzata. È una storia di riservatezza e rispetto della musica nell’era dei social

Che miracolo il ritorno di Tracy Chapman

Tracy Chapman

Foto: Kevin Mazur/Getty Images/The Recording Academy

Tracy Chapman è una che tiene un profilo molto basso, ma non vive fuori dal mondo. Sapeva benissimo del successo riscosso nel 2023 dalla versione di Fast Car fatta da Luke Combs. Quando a novembre la cover ha vinto due premi importanti ai Country Music Association Awards, ha deciso di farci una chiacchierata.

È stata una conversazione privata, solo Chapman e Combs per una trentina di minuti, ma ha posto le basi per una delle migliori performance collaborative nella storia dei Grammy. Lo scorso 4 febbraio, la riservatissima folksinger, che oggi ha 59 anni, e la socievolissima star del country, 33 anni, hanno fatto Fast Car sul palco della Crypto.com Arena di Los Angeles. Si erano incontrati di persona per la prima volta solo cinque giorni prima e stando a quel che dicono i loro portavoce, la Recording Academy, la Sony Music Nashville e i produttori dei Grammy, persino durante le prove che si sono svolte in uno studio di Los Angeles non era certo che il duetto sarebbe arrivato alla Crypto.

C’erano buoni motivi per dubitarne. Chapman non faceva un concerto da 15 anni e la sua ultima apparizione in tv dal vivo risaliva al 2015, al Late Show with David Letterman (ha poi inviato una performance preregistrata a Seth Meyers, durante la campagna elettorale del 2020). Aveva rifiutato tutte le richieste d’intervista per parlare del ritorno nel 2023 di Fast Car, da lei pubblicata nel 1988. Quando la cover ha vinto il Country Music Award per la canzone dell’anno, facendo di Chapman la prima cantautrice nera ad aggiudicarsi il premio, ha inviato delle brevi dichiarazioni da leggere sul palco e niente altro. E per gestire le comunicazioni per questo articolo si è affidata all’amico Matthew Rankin (responsabile della etichetta Nonesuch che ha lavorato con lei ai tempi della Elektra).

«Non è stato facile, ma era un sogno che volevamo si realizzasse», dice Raj Kapoor, produttore esecutivo dei Grammy. L’idea del duetto è nata a maggio con Patrick Menton, altro produttore esecutivo dello show. Mettersi in contatto con la folksinger non è stato semplice visto che non ha un ufficio stampa e vive a San Francisco nell’anonimato. I due sono stati aiutati dall’addetta stampa di Combs, Carla Sacks, che conosce Rankin da una ventina d’anni. Nell’estate del 2023, l’hanno chiamato per sondare l’interesse di Chapman verso un eventuale ritorno sul palco dei Grammy, 35 anni dopo aver vinto il premio come miglior artista esordiente.

Quando i produttori si sono messi in contatto con Chapman, la versione di Fast Car di Combs stava per raggiungere le cinque settimane consecutive al numero uno della classifica Country Airplay di Billboard, era a poche settimane dal piazzarsi in vetta della classifica Hot Country Songs ed era al numero due della Hot 100 che tiene conto di tutti i generi musicali. Un successo trasversale, che è valso a Combs una nomination ai Grammy per la migliore performance country da solista.

Luke Combs - Fast Car (Official Live Video)

Il team di Chapman ha espresso subito interesse nel corso della prima telefonata, ma non è stato chiesto di dare una risposta subito. «Abbiamo detto a Matthew: riporta tutto a Tracy, lascia che ci rifletta». Poco dopo l’inizio dell’anno, i produttori hanno ricevuto la risposta in cui speravano: Chapman ci stava, il duetto per Fast Car si faceva. «Hanno detto: “Siamo d’accordo, prendiamoci il tempo necessario per studiare la questione. E assicuriamoci che vada come tutti desiderano”», racconta Kapoor.

Avere del tempo per riflettere sulla decisione è stato fondamentale, spiega Rankin. «Parlandone con Tracy ci siamo resi conto che c’era una sorta di convergenza temporale, essendo passati 35 anni esatti dal mese in cui lei aveva eseguito per la prima volta Fast Car ai Grammy, e dopo un anno in cui Luke aveva avuto un grandissimo successo con la canzone».

Chris Kappy è il manager di lunga data di Combs. È stato lui a registrare Combs nel 2015 mentre cantava Fast Car in una stanza d’albergo a Rome, Georgia, per poi pubblicare il pezzo sull’account Vine dell’allora aspirante cantante country. Dice che Combs voleva fortissimamente duettare con Chapman, «ma era una richiesta enorme, un sogno irrealizzabile, non pensavamo sarebbe successo».

Quando Combs ha saputo che Chapman sarebbe stata della partita, ha chiesto che avesse lei il controllo creativo dell’esibizione, nonostante i Grammy avessero presentato la cosa come una performance del solo Combs, per far sì che l’ospitata della folksinger fosse una sorpresa assoluta. «Luke voleva darle la chance di essere la protagonista», racconta Kappy. «“È la tua canzone”, le ha detto».

Stando a Rankin, Chapman ha chiesto di avere alcuni musicisti per la band, tra cui il batterista Denny Fongheiser e il bassista Larry Klein, che era presenti nella registrazione originale. Ha anche voluto Larry Campbell al violino e il chitarrista Joe Gore, membri storici del suo gruppo, chiedendo a Combs di coinvolgere per la pedal steel Kurt Ozan, il polistrumentista della band del cantante country. Una volta scelti i musicisti, Chapman e Combs hanno pianificato le prove. L’unica preoccupazione di Chapman, dicono Kapoor e Menton, «è che ci fosse abbastanza tempo per le prove, che i due artisti si incontrassero e avessero tempo per sperimentare e suonare. Nel nostro show ci sono molti elementi diversi, le scenografie, la produzione, i visual. Questa invece sarebbe stata una performance tutta incentrata sulla musica e la canzone».

Il 31 gennaio Chapman, Combs e la band si sono trovati allo studio SIR di Los Angeles per concordare un arrangiamento. Era una prova fondamentale anche per un altro motivo: tre mesi dopo la loro prima telefonata, i due artisti si sarebbero finalmente trovati nella stessa stanza. Prima di iniziare, i due hanno passato 20 minuti a chiacchierare e a parlare di musica. È stata Chapman a coordinare le prove: due ore il mercoledì, quattro il giovedì. «Aveva una sua visione». Ha deciso lei di suonare la chitarra ed essere la prima a cantante, occupandosi dei versi dispari e lasciando a Combs quelli pari, per poi fare assieme i ritornelli e tornare protagonista della parte finale. «Bello che abbia aperto e chiuso la canzone», dice Kappy.

L’altra decisione è stata rifare Fast Car nella versione folkeggiante originale, non in quella più patinata e robusta di Combs che i fan hanno sentito alla radio. Significa che Combs doveva cantare in una tonalità più bassa. Non ha fatto obiezioni. «Tutto è stato fatto per onorare la donna, la cantautrice e l’artista straordinaria che è Tracy», spiega Kappy.

Tracy Chapman & Luke Combs full performance at the Grammy’s.

Quando i due sono saliti sul palco di fronte a milioni di persone, Chapman indossava una camicia di Prada disegnata appositamente per lei (tramite Rankin, ha poi ringraziato Howard Gee, proprietario del negozio AB Fits di San Francisco, per i jeans). Come è solito fare in occasione delle premiazioni, Combs ha rinunciato al suo solito abbigliamento casual, con cappello da baseball e camicia da pesca, per mettersi giù elegante.

Non si capiva chi ci fosse sul palco quand’è partita la famosa intro di chitarra. La telecamera ha inquadrato solo le mani che suonavano, prima di svelare lentamente la figura intera di Chapman, sorridente, con Combs un po’ in disparte. Dice Rankin che basta guardare le interazioni tra i due e le espressioni del pubblico per capire che impatto ha avuto il duetto. «Attono a me la gente piangeva. È una performance che parla da sola. Le espressioni di Tracy e Luke dicono tutto sul loro stato d’animo», fino all’abbraccio finale, apice emotivo di una performance che pochi pensavano sarebbe avvenuta.

Dopo l’abbraccio, Chapman è tornata in camerino e il giorno dopo è rientrata a casa e alla sua vita a San Francisco. Per quanto riguarda future apparizioni, possiamo solo attendere e sperare. E forse è questo mistero che la circonda, autentica rarità nell’era dei social media che mostrano e raccontano tutto, ad aver reso speciale l’esibizione ai Grammy. «È stato il coronamento di un processo di pianificazione lungo e attento, oltre che di un efficace lavoro di squadra», dice Rankin, che riconosce un’altra qualità a chi ha ha lavorato allo show: «Sanno mantenere un segreto».

Tracy Chapman - Fast Car (Official Music Video)

Da Rolling Stone US.

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