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Che hai fatto negli ultimi 10 anni, Sharon Van Etten?

Dal ruolo in ‘The OA’ al duetto con Jeff Goldblum, la cantautrice racconta il suo decennio

Foto: Robin Little/Redferns

Se gli anni ’10 di Sharon Van Etten fossero un film, il titolo sarebbe Una storia di due mezzi decenni. Prima la metà in cui la cantautrice si è fatta strada nella scena indie rock, pubblicando quattro album nell’arco di cinque anni, poi la seconda metà, in cui ha pensato a fare la madre, recitare (in The OA e nel revival di Twin Peaks) per arrivare, finalmente, all’uscita dell’atteso album del 2019 Remind Me Tomorrow.

Van Etten ha fatto per Rolling Stone un bilancio di questi anni ricchi di eventi e ha scelto i suoi album, canzoni, concerti e serie tv preferiti, e molto altro ancora.

Il mio album preferito: Masterpiece dei Big Thief.

La mia canzone preferita: Dust dei Golden Filter.

L’artista che ha vissuto il miglior decennio: Angel Olsen.

La cosa più assurda che mi è successa: Recitare nella serie tv Netflix The OA.

Il trend musicale peggiore del decennio: I pantaloni della tuta indossati sul palco.

La serie tv che non sono riuscita a smettere di guardare: I’m Sorry.

Il miglior concerto del decennio: Nick Cave durante il tour di Skeleton Tree, nel 2013.

L’incontro più sorprendente con un altro artista: Il duetto con Jeff Goldblum per il suo nuovo album I Shouldn’t Be Telling You This.

L’errore da cui ho imparato di più: Il potere di dire “no”. Ho imparato a capire quando il troppo è troppo, e a farmene una ragione. La maggior parte delle cose possono aspettare.

La cosa più interessante che ho fatto ma che nessuno ha notato: Ho fatto per 25 giorni la dieta Whole 30.

La cosa più strana che hanno di detto di me sui media: @earsocks: “Ma qualcuno ha mai ascoltato Sharon Van Etten cagando? È come guidare una barca a remi”.

Il miglior outfit che ho indossato: L’abito rosso di Kwaidan, da Jimmy Kimmel.

Il momento più rappresentativo del decennio: Instagram, Instagram, Instagram.

La mia speranza per gli anni ’20: Spero di riuscire ad avere tempo per stare a casa e godermi tutto un po’ di più.

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