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Che hai fatto negli ultimi 10 anni, Adam Lambert?


Da ‘American Idol’ ai tour con i Queen, fino allo scandalo agli American Music Awards, nell’ultimo decennio il cantante ha vissuto un’ascesa incredibile

Adam Lambert

Foto: Jason Merritt/Radarpics/Shutterstock

Dall’ingresso nei Queen all’incredibile outfit rosso che ricorda Elmo, Adam Lambert ha avuto un decennio piuttosto impegnativo. Il cantante è notoriamente diventato famoso durante l’ottava edizione di American Idol; da allora, ha pubblicato tre album solisti e si è unito ai Queen, con cui è partito per diversi tour – il più recente, ovviamente, successivo all’uscita del biopic Bohemian Rhapsody.

Lambert ha ricordato con Rolling Stone i momenti migliori del suo decennio, le lezioni imparate e molto altro.

Il mio album preferito: “Beyoncé di Beyoncé. Era il visual album che non si aspettava nessuno! Un nuovo sound, incredibilmente orecchiabile! I meme erano ovunque! Con questo disco ha cambiato lo zeitgeist ed è diventata una vera icona”.

La mia canzone preferita: “Uptown Funk di Mark Ronson e Bruno Mars. Questa canzone è una bomba. Hanno ignorato i trend del momento per cercare il suono più fico che potessero produrre. Il groove, la voce, l’energia! Un brano contagioso che ha fatto ballare tutto. Grandi!”

L’artista più importante: “Lady Gaga ha trovato un modo per dare voce a tutti i disadattati del mondo, ed è diventata un simbolo di integrità artistica. Le sue performance sembrano sempre rozze e selvagge, ma allo stesso tempo curate fino al dettaglio, così che il pubblico cada ai suoi piedi. E nonostante qualche passo falso, commercialmente parlando, non si è mai arresa! Riesce a competere nell’industria e allo stesso tempo trascenderla e rifiutarla con le sue invenzioni. È anche riuscita a passare da musicista ad attrice. È una grande ispirazione”.

La cosa più assurda che mi è successa: “Lavorare con i Queen – e la finale di American Idol. Sono due eventi monumentali del mio decennio. Mi hanno cambiato carriera, stile di vita e relazioni”.

La serie TV che non sono riuscito a smettere di guardare: “Mi piaceva molto True Blood. Mi piaceva quello che stavano esplorando. Hanno usato l’idea dei vampiri nel mondo contemporaneo, ma credo che in realtà volessero parlare di outsider, incompresi. Simboleggia molte cose. Hanno sicuramente esplorato la sessualità, e il tema del razzismo. Hanno esplorato temi sociali importanti, e l’hanno fatto seguendo lo stile dello show. Mi è sempre sembrato molto intelligente”.

Il miglior concerto: “Un paio di live di Lady Gaga, davvero assurdi. È una performance straordinaria, e l’impegno che mette nei concerti mi ispira molto”.

Il miglior incontro con un altro artista: “Ho incontrato Patti LaBelle durante una delle pause del musical Motown, a New York. Ero in fila per un drink e l’ho vista dall’altro lato del bancone. Abbiamo incrociato lo sguardo e le ho detto: “ti amo”. Lei ha risposto: “No, io ti amo”. E io: “Come?”. Poi si è avvicinata e le ho detto: “Ma tu mi conosci?”. Lei: “Assolutamente”. Ho risposto: “Sul serio?”.

L’errore da cui ho imparato di più: “Se devi fare qualcosa in tv, falla anche durante le prove. Potresti far arrabbiare qualcuno. Parlo degli American Music Awards del 2009”.

Il miglior libro che ho letto: “The House of Fallen Leaves di Mark Z. Danielewski. Abbastanza folle. È un thriller-horror-sci-fi, più o meno, ed è davvero, davvero astratto. Per disorientare il lettore, i personaggi del libro erano altrettanto disorientati. Le parole, a metà libro, iniziano a spezzarsi, a mettersi sottosopra, così da creare confusione. Penso sia molto interessante”.

La cosa più strana che hanno detto di me sui media: “Qualcuno ha scritto che io e il mio amico Sam Smith uscivamo insieme. In realtà siamo solo andati a un club di Londra. Non traete subito conclusioni. Ma ne abbiamo riso”.

Il miglior outfit che ho indossato: “Ho preso in prestito una giacca dai The Blonds; è una giacca di pelle con maniche oversized rosse. L’ho indossata per diverse cose, tra cui un concerto dei Queen, e i fan l’hanno soprannominata: La giacca Elmo”.

Il momento che rappresenta meglio il decennio: “Quando Brett Kavanaugh ha cercato disperatamente di difendersi dalle accuse di violenza sessuale di Christine Blasey Ford. Quel momento ha perfettamente riassunto il movimento #MeToo e ha gettato luce su un problema serio della nostra cultura”.

La mia speranza per gli anni ’20: “Spero che le nuove generazioni prendano sempre più potere, perché credo che abbiano le idee giuste per guidarci nella direzione giusta”.

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