Caterina Speranza, la rocker (ed ex coach dei Måneskin) che canta di salute mentale | Rolling Stone Italia
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Caterina Speranza, la rocker (ed ex coach dei Måneskin) che canta di salute mentale

Ha scritto per i Kolors ed è stata English coach a X Factor, ma a Londra è nota come musicista dei Cat Sfx. «Mi drogavo e bevevo, senza capire cosa c’era di sbagliato in me. La salute mentale è importante»

Caterina Speranza

Foto press

Nella Londra che, variante indiana permettendo, sta lavorando per riattaccare la corrente ai palchi dei locali, c’è una cantante italiana che ha attirato l’attenzione di Alan McGee. Si chiama Caterina Speranza e i suoi Cat Sfx sono l’ultima band firmata dalla Its Creation Baby, l’etichetta del talent scout di Glasgow.

«Negli anni in cui mi stavo iniziando ad appassionare alla musica c’erano momenti in cui i testi di certe band erano le uniche cose che mi permettevano di andare avanti e mi facevano sentire parte di qualcosa», racconta Cat, così si fa chiamare, padre italiano e madre gallese. «Mi pare che i testi fossero molto più ricchi di significato rispetto a oggi. Gruppi come i Manic Street Preachers avevano moltissimo da dire e riuscivano a dirlo in canzoni di tre minuti. Richey Edwards era un grande autore di testi, mentre oggi sento un sacco di rapper che borbottano cazzate ma la situazione è seria: con la pandemia c’è gente che ha deciso di uccidersi e i tassi di suicidio sono saliti rispetto a prima. Il tema della salute mentale è centrale, ma non se ne parla».

Cat oggi ha 34 anni, ma già quando era una teenager ha assaggiato il potere salvifico della musica. «A scuola mi bullizzavano, e non è che a casa le cose andassero meglio. Quando ho iniziato ad ascoltare musica, il fratello più grande di un’amica mi fece conoscere i Joy Division, poi i Nirvana e i Nine Inch Nails. La rabbia di Trent Reznor era quel che faceva per me in quel momento. In quel periodo ho anche vinto il concorso di poesia per giovani del Times, ma quando ne ho parlato a scuola sono stata bullizzata anche per quello. In ogni caso già a 13 anni sapevo che volevo essere una frontwoman».

Nei primi anni 2000 era ancora giovanissima quando si trasferì a Londra, iniziando a gravitare attorno a un gruppo di musicisti dalle parti di Camden Town. Con i Vincent Fiasco, questo il nome della band che formò poco dopo, aprì i concerti degli Interpol e dei Libertines. Tempi di grande entusiasmo ma anche di grandi eccessi, specie per una ragazza così giovane. «A un certo punto ho capito che, se non mi fossi fermata, sarebbero stati guai. Decisi di smetterla con la band e di trasferirmi a Milano, la città di mio padre».

Qui, dopo aver lavorato come modella, venne ingaggiata dalla Sony come autrice di testi in inglese per le sue band italiane e iniziò a scrivere per i The Kolors: suoi sono diversi brani dell’ultimo album in studio del trio, fra cui Crazy. «Stash è bravissimo, un ottimo musicista. Ma in quei testi non c’è molto di mio, di personale. Avevo carta bianca e potevo fare un po’ quello che volevo», spiega. L’album in questione, You, uscì nel 2017, e nello stesso anno a Caterina venne proposto di lavorare come English coach per X Factor. Qui avvenne l’incontro con i Måneskin, una band con la quale non sente di avere molto in comune: «Hanno talento e sanno suonare, e queste sono cose che apprezzo», dice, «ma se non avessi avuto occasione di conoscerli e di lavorarci assieme, certamente non metterei su un loro album per ascoltarlo. Lavorare a X Factor è stato anche divertente, ma per me suonare e stare in una band è un’altra cosa: a X Factor c’è un copione in base al quale bisogna comportarsi. Mi chiedevano di trattare male i concorrenti, ma proprio non mi andava di farlo: dopo due anni me ne sono tornata a Londra».

Qui ha incontrato Gordon Mills, figlio di un manager dell’industria discografica, quel Gordon Mills (i due sono omonimi) che è stato a lungo il manager di Tom Jones, oltre a essere l’autore del suo primo grande successo, It’s Not Unusual, originariamente destinato a Sandie Shaw. «Mio padre è morto quando avevo solo 12 anni» racconta il chitarrista dei Cat Sfx, «e non si può dire che mi abbia dato consigli a proposito della vita da musicista. Mi ricordo però che una volta mi ha detto di non aver paura di fare domande, perché non ci sono domande sbagliate. Certo con questo nome e con l’infanzia che ho passato non potevo che diventare musicista: mi ricordo ancora di quando da bambino passavo ora nel backstage di Tom Jones a Las Vegas ed ero curiosissimo di tutto. Del resto a 4 anni ho avuto in regalo una batteria e mi piaceva benissimo suonarla, e a 7 sono passato alla chitarra». Appassionato di new wave americana, Talking Heads, Blondie e Television sono fra i suoi gruppi preferiti, Mills indica i R.E.M. “indipendenti” come la band più importante tra quelle che ha vissuto più o meno in diretta.

Dopo che Caterina e Gordon hanno iniziato a scrivere insieme canzoni per conto terzi, fra loro due la scintilla artistica è scattata con Doom Generation, ispirata alla morte di Caroline Flack, popolarissima conduttrice di X Factor e L’isola dei famosi, già fidanzata del principe Harry e di Harry Styles dei One Direction, toltasi la vita nel febbraio dei 2020, all’indomani delle accuse di aggressione che le erano state mosse dall’ultimo fidanzato, il tennista Lewis Burton.

«Una cosa che mi ha veramente fatto infuriare è che l’hanno attaccata in tutti i modi, in particolare sui social. Hanno iniziato a commentare senza sapere niente di quello che era successo, solo per prendere qualche like», dice Caterina, che si definisce mental health awareness advocate e proprio in Doom Generation parla dei propri problemi psicologici, criticando le soluzioni a base di medicinali. «A spingermi a non nascondermi sono state le mie esperienze di vita, in primo luogo quelle familiari», racconta. «Mio padre si è suicidato, mentre mia madre non è stata in grado di capirmi quando le ho detto che stavo male. Ho passato un periodo durante il quale mi drogavo e bevevo, senza però riuscire a capire cosa c’era di sbagliato in me. Oggi so che quello della salute mentale è un tema da non trascurare, perché può toccare chiunque di noi».

I due stanno lavorando assieme al resto della band a una quindicina di canzoni, registrando tutto in previsione di un album. Il nuovo singolo, All The Money In The World, uscirà il 9 luglio. Il giorno seguente i Cat Sfx si esibiranno al Camden Assembly, headliner di una giornata fatta di varie band al debutto, mentre il 21 luglio saranno sul palco della club night di Alan McGee, in programma al Notting Hill Arts Club. «Stiamo provando e le cose vanno alla grande», dicono, «non vediamo l’ora anche perché appena ci siamo formati è scoppiata la pandemia e quindi non siamo ancora riusciti a soddisfare il desiderio di suonare davanti a un pubblico».

Intanto, fra una prova e l’altra, Caterina non si perde gli europei di calcio, sport del quale è appassionata, tanto da venire ospitata in tv su Soccer Am, popolare trasmissione del mattino di Sky Sport. «Faccio il tifo per l’Italia», garantisce, «sarebbe bello vederla in finale a Wembley».

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