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Caparezza parte con Van Gogh e Andy Warhol per il “Museica Tour II”

Qualche anticipazione sulla lunga tournée estiva che inizierà il 26 giugno e molta perplessità verso l'alienazione da social network, meglio andare ai concerti

“Museica” è il mio museo. In pratica questo album, più che ascoltato, va visitato. Si parte da Parabiago il 26 giugno

“Museica” è il mio museo. In pratica questo album, più che ascoltato, va visitato. Si parte da Parabiago il 26 giugno

E poi ti ritrovi in una stanza al quattrordicesimo piano della Rolling Stone Tower a discutere con Caparezza dellla differenza tra selfie e autoscatto. Milano, l’aria condizionata ti impedisce di ricordare che è finalmente estate, ma lui lo sa bene: Michele Salvemini è alla vigilia della prima data del Museica Tour II – The Exhibition. Si parte dal Rugby Sound di Parabiago (MI) e si sta in giro tutta l’estate fino al 3 settembre. L’idea è quella di bissare lo spettacolo della precedente tournée invernale nei palazzetti, portandolo all’aperto e in nuove località non ancora toccate – per carenza di strutture appunto – proponendo un nuovo show carico di energia e di amore per la creatività ,che spazia in tutti i generi musicali, trasformando il palco in una stanza museale. Perfetto stile Capa, insomma.

Ogni brano del suo sesto album Museica (2014) prende infatti spunto da un’opera pittorica, che diventa pretesto per sviluppare un concetto. Ad esempio Non me lo posso permettere è ispirata a un trittico del pittore irlandese Francis Bacon, una delle opere più costose della storia (battuto all’asta oltre 140 milioni di dollari) che gli ha dato lo spunto per sviscerare la frase più pronunciata di questi ultimi anni (a gratis). Sorride quando gli racconto di aver notato il mio professore di matematica del liceo Claudio Abbiati tra le comparse del videoclip della canzone, con tanto di coreografia con la mascherina sulla faccia.

Ma trascinare i grandi successi radiofonici nel nuovo show di Museica II, ancora più “vicino all’arte”, non è facile. Vicino all’arte – al pratico – vuol dire che le opere d’arte affiancheranno Caparezza sul palco, diventando parte attiva, interagendo con l’artista e il suo spettacolo.

Le opere d’arte torneranno con te sul palco per l’edizione estiva del tour dedicato a Museica, puoi darci qualche anticipazione?
Ci saranno nuove opere d’arte, contestualizzate in nuovi discorsi, ma finchè porterò in tour Museica lo spettacolo avrà queste declinazione e il filo conduttore dell’arte. Cercherò di trascinare dentro allo spettacolo le vecchie canzoni e ricollegarle all’arte.

caparezza conegliano

Che idea hai del tuo pubblico, hai la percezione che siano molto giovani?
Il mio pubblico è veramente molto eterogeneo, che poi è quello che dicono praticamente tutti ma nel mio caso è veramente così. È ovvio che la gente che va ai concerti è sempre giovane, i concerti sono cibo dei ragazzi ma per gli argomenti trattati e il tipo di musicalità, probabilmente, è normale che ci siano miei coetanei o persone adulte. Io mi rivolgo comunque a loro con enorme rispetto, soprattutto linguistico e cerco di trattarli, a prescindere, in maniera non troppo giovanilistica.

Giovanilistica? Bisogna vedere anche che canali usi per interfacciarti con loro, ad esempio, come vivi i social network?
Ecco bisogna puntualizzare questa cosa, non sono una persona molto social, preferisco Twitter che uso soprattutto per fare complimenti ad altri artisti, sono molto attento ai giovani artisti e sono a mia volta un frequentatore di concerti. Il troppo utilizzo dei social porta però a diventare asociali, non ci sono dubbi. Io che sono una persona sociale, nella vita non posso passare tutto il tempo attaccato a un telefono, preferisco passare più tempo faccia a faccia con una persona piuttosto che davanti a uno schermo. È paradossale, quante cose si abbiano da dire davanti a un monitor.

Il troppo utilizzo dei social porta però a diventare asociali

Qual’è l’ultimo concerto al quale sei stato da spettatore?
L’ultimo grande concerto è stato The Who Hits 50 a Londra per il 50esimo anniversario degli Who, in quei casi divento proprio un ragazzino. In quell’occasione ricordo essere rimasto sconvolto da una cosa in particolare, essendo abituato al tappeto di telefonini ai concerti, quella volta non ne ho visto neanche uno. La maggior parte di quelle persone erano là con quello stesso stato d’animo di quella volta che avevano visto gli Who nei fine anni ’60/70 , sono andati lì per non perdersi nemmeno un minuto di memoria, vera. Erano lì con gli occhi sgranati e l’animo da fanciullo nel corpo ingombrante di uomo. Ed erano lì per vedere gli Who, senza perdersi in foto. Beh io ci tengo a vedere anche questi mostri sacri, mi sentivo un ragazzino, ma mi piace seguire anche i concerti di musica indie italiana. Mi piace molto il momento del live, qualunque esso sia. Ho apprezzato molto Giovanni Truppi, Edipo che ha aperto anche alcuni miei concerti e ho conosciuto i Kutso ancora prima che andassero a Sanremo. Ho condiviso con loro dei bei momenti “on the road” e  ammiro molto il travestimenti del loro chitarrista, lo chiamo Stanislao Moulinsky, un personaggio dei fumetti di Nick Carter. Sono davvero molto simpatici, abbiamo suonato insieme anche a Miami.

ho conosciuto i Kutso prima che andassero a Sanremo

Ricordo le tue date negli States, ti abbiamo mandato il nostro inviato molto speciale, La Bestia, per intervistarti quando hai suonato al Whisky A Go Go di Los angeles. A proposito con lui hai fatto una foto. Era un selfie o un autoscatto?
No, non mi piacciono i selfie, ma soprattutto non ricordo il momento in cui è diventata una moda, adesso sono tutti lì a fare i selfie. Un tempo le persone che volevano fare una foto con me non volevano che fosse un selfie ma un autoscatto, sai poi la telecamera frontale dello smartphone aveva meno definizione o non volevano venire con il faccione davanti e allora preferivano dare il telefono all’amico. Una volta era una cosa da non fare, ecco. Queste cose mi fanno un po’ ridere ma le accetto.

Quindi ti concedi ai tuoi fan, selfie o autoscatto che sia. E un artista che stimi, al quale lo hai proposto tu, un autoscatto?
Una volta volta ho voluto fare una foto con gli Zio Ematitos, un collettivo di Torino, ma solitamente per carattere – anche perché a volte mi vergognavo un po’ – non l’ho mai chiesto, non è certo il mio scopo. Ma gli Zio Ematitos erano meritevoli di un serfie. Ma io sono uno di quelli che scatta in analogico, per farti capire come sono fatto.

Tutte le date del Museica Tour II:

26 giugno  PARABIAGO (MI), RUGBY SOUND
28 giugno SAN DANIELE DEL FRIULI (UD), ARIA DI FRIULI VENEZIA GIULIA
2 luglio SENIGALLIA (AN), CATERRADUNO
4 luglio  ORISTANO, MONDO ICHNUSA
11 luglio COLLEGNO (TO), FLOWER FESTIVAL
16 luglio TORTONA (AL), DERTHONA MUSIC FESTIVAL
18 luglio PADOVA, SHERWOOD FESTIVAL
25 luglio ROMA, ROCK IN ROMA + Lo Stato Sociale
1 agosto REGGIO CALABRIA, PIAZZA CASTELLO
4 agosto ARCO (TN), CLIMBING STADIUM
10 agosto SCIACCA (AG), AZZURRO FEST
12 agosto CAPO D’ORLANDO (ME) ARENA PALAFANTOZZI
15 agosto RISPESCIA (GR), FESTAMBIENTE
18 agosto RIVISONDOLI (AQ), PIAZZA MICHELANGELO
21 agosto PIGNOLA (PZ), PERCORSI DIVERSI
26 agosto SERVIGLIANO (FM), Parco della Pace
28 agosto BRESCIA, FESTA RADIO ONDA D’URTO
29 agosto RIOLO TERME (RA), FROGSTOCK
3 settembre PRATO, PIAZZA DUOMO

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