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«Canzoni fighe, poche chiacchiere»: Julian Casablancas racconta la sua radio per ‘GTA Online’



KULT FM, la radio che il frontman degli Strokes ha creato per il gioco Rockstar, contiene musica, un singolo dei Voidz, l’oroscopo di Mac DeMarco. Ne abbiamo parlato con lui e col music director della serie

Julian Casablancas

Foto: Andrew Chin/Getty Images

Quest’anno ascoltare musica è stata un’esperienza solitaria. Senza concerti, festival e spazi d’aggregazione, gli artisti hanno cercato soluzioni alternative per portare la loro musica al pubblico. All’inizio del lockdown c’erano le dirette Instagram, le chitarre acustiche, i pigiamoni. Poi sono arrivati i concerti in streaming, alcuni piuttosto classici, altri più elaborati e innovativi. In tutti questi casi, però, l’esperienza era passiva, solitaria, un po’ triste. Poi Travis Scott è atterrato su Fortnite, e la prospettiva è cambiata. La parola chiave era immersione. I videogiochi, in particolare quelli online, sembravano la piattaforma perfetta per esperienze più interattive, e in più hanno un pubblico gigantesco e un potenziale economico tutto da sfruttare per l’industria discografica.

Ma se vogliamo parlare di musica e videogiochi, non possiamo prescindere da chi ha tutte e due le cose nel DNA, lo studio nato dentro un’etichetta discografica, fondato dal figlio del gestore di un jazz club che da bambino ha detto a Dizzy Gillespie che sognava di diventare un rapinatore e che poi si è innamorato dell’universo di Def Jam. È Rockstar Games, gli sviluppatori (tra le altre cose) della serie Grand Theft Auto. Perché parlarne adesso? Perché da qualche giorno è uscito The Cayo Perico Heist, il più grande update della storia di GTA Online, che trabocca di contenuti musicali, tra cui un intero nightclub (con tanto di veri DJ riprodotti fedelmente nel gioco), 250 nuove canzoni e una stazione radio a cura di Julian Casablancas degli Strokes.

Moodyman “dal vivo” nel Music Locker

«La nostra connessione con la musica è reale, molti di noi hanno un background musicale. Fa parte del DNA di Rockstar», dice Ivan Pavlovich, music director della serie, che ci ha raccontato il progetto. «I brani delle radio, così come la colonna sonora, definiscono lo spirito del gioco, i personaggi, le location, l’azione». In più, con la pandemia e la crisi della musica dal vivo, gli sviluppatori sentivano una responsabilità maggiore. «È una cosa di cui abbiamo parlato molto», spiega Pavlovich. «Abbiamo un enorme rispetto per la comunità musicale, e questo update è centrato sulla musica proprio per questo senso di responsabilità. Sentivamo la necessità di lavorare con gli artisti».

Prima di entrare nel cuore dei contenuti dell’aggiornamento, qualche dato per i lettori analogici: GTA Online è la modalità multiplayer di Grand Theft Auto V. È disponibile da sette anni, gira su un’infinità di piattaforme (anche sulle nuove Playstation 5 e Xbox Series X, in retrocompatibilità), e attira ogni giorno centinaia di migliaia di giocatori, impegnati in una miriade di attività diverse, dalle corse clandestine a rapine complesse da completare in gruppo. Per farla breve, è uno dei pochi giochi che può guardare i numeri e il successo di Fortnite e rispondere: e allora?

Ma cos’è questo The Cayo Perico Heist? È un pacchetto (gratuito) di contenuti aggiuntivi, centrato attorno a una rapina ambientata su un’isola caraibica. Iniziamo dalla storia: la famiglia criminale dei Madrazo ha un problema con il suo “fornitore”, il signore della droga El Rubio, che controlla lo spaccio verso le coste statunitensi, e vogliono incastrarlo con dei documenti compromettenti. Per recuperarli, i giocatori dovranno infiltrarsi sulla sua isola personale – Cayo Perico, la prima ambientazione fuori dagli Stati Uniti della storia del gioco – durante uno speciale beach party che ospiterà una tappa del tour mondiale del collettivo di DJ Keinemusik.

Il colpo – per la prima volta giocabile anche in singolo – inizia al Music Locker, la prima delle novità musicali dell’update. Il Locker è un’incredibile simulazione digitale di un nightclub. Sul palco ci sono dei veri DJ (Moodyman, i Keinemusik, Palms Trax), riprodotti tramite motion capture con un’attenzione ai dettagli maniacale: ogni movimento sui potenziometri, per esempio, è realistico e collegato alla musica. Sotto al palco ci sono i giocatori, che possono ballare insieme – con passi sincronizzati con diversi bpm –, prenotare il privé, sbocciare, godersi la musica in solitudine.

«Abbiamo fatto in modo che i giocatori si sentissero esattamente come durante un vero dj set. Quando Moodyman è al microfono e parla col pubblico, sembra davvero di stare a Detroit. Ha il suo look, le sue ballerine, tutto», dice Pavlovich. «In questo periodo in cui tutti sono isolati a casa, anche il nostro club può diventare un luogo di aggregazione sociale. Abbiamo tutti bisogno di un modo per incontrare i nostri amici. È una cosa speciale, in questo momento».

Dentro al Locker si ascolta la techno di Detroit, il soul, il suono dei club di Berlino, l’Italo disco e molto altro. Fuori dal Locker, invece, ci sono tre nuove stazioni radio, un classico della musica di GTA. Mai come questa volta, però, le radio sono inserite in un contesto interattivo, in un racconto. Quella di Jay Orbison, per esempio, è una stazione pirata a base di drill, hip hop e drum’n’bass. «Riesce a trasmettere solo in un quartiere, e i giocatori dovranno aiutarlo a montare antenne in tutta la città. Se ci riusciranno, si potrà ascoltare ovunque», spiega Pavlovich. In quella di Flying Lotus, invece, Tierra Whack farà l’inviata e racconterà delle storie. «Il nostro obiettivo è fare in modo che le radio diventino un luogo di scoperta per i giocatori e allo stesso tempo una piattaforma per i musicisti», dice Pavlovich.

 

 
 
 
 
 
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E poi c’è la radio di Julian Casablancas. Si chiama KULT FM 99.1, ed è basata su una low power station di Venice Beach. «Si può ascoltare solo lì, se ti allontani non si sente più. Io la adoro, passa un sacco di roba strana», dice il frontman degli Strokes e dei Voidz. «Nella mia idea di radio non si parla troppo, non c’è nessun “Ehilà! Benvenuti a New York! Com’è stata la vostra giornata? La mia è stata paaazza!”. In pratica, volevo canzoni fighe e meno parole possibile».

Per limitare al massimo le chiacchiere, Casablancas ha trovato due soluzioni: ha scritto le introduzioni ai pezzi come se fossero «per un dj di intelligenza artificiale», e ha inventato una rubrica affidata a Mac DeMarco. È una sorta di oroscopo, che il canadese ha registrato con quella che ha definito la sua «voce da hippie fissato con lo yoga», e che intervalla i vari pezzi. «Sono momenti abbastanza assurdi, l’oroscopo è incredibile», dice Casablancas.

Per le canzoni, invece, è partito da una selezione di circa 200 brani. «All’inizio c’erano cose strane, come un coro per musica africana, e anche dei classici alla Velvet Underground, poi siamo arrivati a un bel compromesso», dice. C’è anche un singolo inedito dei Voidz. Si intitola Alien Crime Lord ed è un «frankenstein di idee diverse», un brano surreale che si apre con un riff galattico, entra con una strofa col vocoder e influenze mediorientali, si chiude con un ritornello alla Daft Punk e una coda delirante. Il testo parla di inseguimenti della polizia, violenza, indifferenza. Chiediamo a Casablancas se l’ha scritto pensando al gioco o all’attualità politica americana: «Diciamo che mi piace scrivere col mantello dell’invisibilità», spiega. «Il brano è in un videogame famoso per le sparatorie con la polizia, gli inseguimenti, la violenza cartoonesca. Certo, nel momento in cui ne parli in una canzone diventa immediatamente politica, soprattutto di questi tempi. Insomma, mi ha permesso di parlare di certe cose senza essere al 100% controverso».

Alla fine, chiediamo a entrambi come pensano che interagiranno in futuro musica e videogiochi. Di sicuro GTA non proporrà niente di simile a quanto fatto di Travis Scott. In un certo senso l’ha già fatto nel 2006, con Vice City Stories e un concerto di Phil Collins. «Era la missione “Kill Phil”», spiega Pavlovich. «All’epoca lui lavorava al Re Leone a Broadway. Il manager ci disse: “Lui non lo sa, ma lo farà sicuramente. Ne ha bisogno. Deve farlo per i nostri nipoti”. È stato incredibile, ma non credo che lo rifaremo… per noi è fondamentale che la musica e gli artisti siano integrati alla storia del gioco. Non appiccichiamo le cose su un gioco per il gusto di farlo». Per Casablancas, invece, «se i giochi diventeranno ancora più avanzati, magari in realtà virtuale, saranno un’opportunità per diffondere nuova musica. Può essere uno strumento utile. Soprattutto se ci sarà un’altra pandemia e vivremo tutti in un mondo digitale».

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