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Bugo: «Quando sono pronto ritorno»

Il cantautore presenta il nuovo Ep, "Arrivano I Nostri". E confessa di non avere mai avuto l'ansia del tempo

Bugo, fotografato da Mattia Zoppellaro

Bugo, fotografato da Mattia Zoppellaro

L’ultima volta che ho incontrato Bugo di persona è stato qualche mese fa, ma mi sembra luglio, in un bar di Milano, sabato all’ora di pranzo.
Gli avevo chiesto come mai bazzicasse in quella zona e lui aveva risposto che stava lavorando in studio lì vicino per finire il suo EP.

Quell’EP è uscito oggi, si chiama Arrivano i nostri e abbiamo già ascoltato due singoli, Cosa Ne Pensi Sergio e Vado Ma Non So. Mi sono fatto raccontare qualcosa di più su questo nuovo progetto. Stavolta però non in un bar.

Manchi dalla scena discografica da 4 anni. So che sei stato in giro un sacco…
Vero, ho vissuto in India dal 2010 al 2014, tornando però spesso in Italia. Quando ho lasciato New Dehli l’ultima volta avevo i brani pronti. Per me gli anni di pausa sono stati solo due perché nel 2013 ho fato un tour acustico. Comunque sai, io non ho mai avuto l’ansia del tempo. Quando sono pronto ritorno.

Meglio Milano o New Dehli?
Sono due città completamente diverse. Non so dirti quale sia meglio. New Dehli è un posto completamente folle, anche difficile per certi versi…dopo 4 anni comunque ci ho lasciato un pezzo di cuore. Ma anche Milano mi piace.

Cosa c’è di nuovo in questo lavoro?
Il disco precedente, Nuovi Rimedi per la Miopia, era molto suonato. Questo invece è un misto. Ci sono molti suoni fatti al computer. Volevo unire cose diverse fra loro, dai Phoneix a Vasco, passando per le sonorità anni ’80. Per questo è molto differente rispetto al mio lavoro precedente che voleva essere un disco di rock italiano. Ho utilizzato generi in modo libero senza fare operazioni nostalgiche o innovative. L’innovazione è un processo che dev’essere naturale. Che poi diciamolo, chi è che inventa ancora qualcosa? Se però mischi le carte, il risultato finale cambia.

Nel singolo nuovo in sintesi dici che fai quel cazzo che vuoi. Ce la fai davvero nella realtà?
Vado ma non so vuole essere un po’ irriverente. Parla di un uomo che cerca di essere libero e non essere “preso”. Ma la libertà è una chimera. Non si è mai completamente liberi. È un pezzo che ha un risvolto malinconico, lo senti anche dalla musica, ci sono gli accordi in minore. Quando fuggi vuol comunque dire che sei in difficoltà. Però ti butti. Per me comunque è un pezzo vuole spronare a non essere omologati. Bisogna almeno provarci.

Perché hai scelto di mettere nel disco la versione live di Cosa Ne Pensi Sergio e non quella studio?
È un arricchimento. Questo EP uscirà solo in digitale e la versione studio è già disponibile come singolo. Non volevo mettere una cosa doppia. Ho fatto delle date quest’estate e l’ho messo dentro. Poi il live per me è importante.

E infatti stai per andare in tour
Si, sono molto carico. C’è molta attesa e ci sono tante date. Sarò un live molto rock, non vedo l’ora.

L’album invece quando esce?
Non lo so ancora. Non ci sto pensando troppo. Voglio concentrarmi sull’EP e sul tour ora. Come ti dicevo prima, non ho l’ansia del tempo.

Cosa ti piace di italiano?
Beh, io sono un fan dei Verdena. Lo sanno tutti. Il loro ultimo album mi piace un casino.

Se ti chiedo invece cosa ti fa proprio schifo?
Non penso mai a chi non piace. Mi sembra una perdita di tempo. Posso dirti che non amo il gothic metal. L’ha detto anche Noel Gallagher.

L’appuntamento quindi è con le date di novembre del tour. Ma solo se non siete fan del goth metal:

6 novembre Brescia (Latteria Molloy)
7 novembre Prato (Capanno Blackout)
12 novembre Torino (Hiroshima Mon Amour)
13 novembre Roncade – TV (New Age)
14 novembre Modena (Off)
19 novembre Milano (Salumeria della Musica)
20 novembre Roma (Teatro Quirinetta)
21 novembre Colle Val D’Elsa – SI (Sonar)
27 novembre Pordenone (Il Deposito)

La cover di Arrivano i Nostri:

La cover di "Arrivano I Nostri" di Bugo

La cover di “Arrivano I Nostri” di Bugo

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