Home Musica Interviste Musica

Brett Morgen racconta come sarà l’album di inediti di Kurt Cobain

Il regista e creatore dell'album fornisce i dettagli delle registrazioni casalinghe del frontman dei Nirvana, rivelando la track list completa e il processo di lavorazione

Un dettaglio della copertina di "Montage of Heck: The Home Recordings"

Un dettaglio della copertina di "Montage of Heck: The Home Recordings"

«Ho curato l’album per dare all’ascoltatore la sensazione di sedersi nell’appartamento di Kurt a Olympia, Washington sul finire degli anni Ottanta, mentre testimonia la creazione del disco». Questo è come Brett Morgen, lo scrittore-regista e co-produttore di Kurt Cobain: Montage of Heck, il controverso documentario sul frontman dei Nirvana e sui suoi primi anni, sulla sua ascesa e declino, descrive la controparte musicale, Montage of Heck: The Home Recordings, la colonna sonora che sarà pubblicata dalla Universal il 20 di novembre, in una dettagliata intervista esclusiva.

«In qualche modo, si sviluppa come un concept album», continua Morgen. «È un viaggio, un’esperienza. Abbiamo svolto questo compito sapendo che non si trattava solo di un’esperienza musicale», un riferimento al collage di demo, sound design maniacale e spezzoni di chiacchiere rilassanti che si trovano all’interno dell’edizione deluxe di The Home Recordings, molti dei quali incisi su cassetta durante la magica storia d’amore tra Cobain e la fidanzata Tracy Marander. «Si trattava di celebrare tutti gli sforzi creativi di Kurt nei confronti della sperimentazione sonora».

«Io sono un regista», sottolinea Morgen. «Questo album è stato curato da un regista. Quindi ha un approccio cinematografico».

La scorsa primavera, dopo che ho intervistato Morgen per una cover story di Rolling Stone sul suo film, il regista si mise a un tavolo nel suo ufficio di Los Angeles e mi fece sentire una serie di tracce grezze e confuse che sperava di includere nella colonna sonora. Tra queste c’era la cover parecchio ricercata dei Beatles And I Love Her – che si può sentire nel film – e Rehash, una rombo che sembra omaggiare gli eroi punk di Cobain, i Melvins.

Entrambi i pezzi sono su The Home Recordings, assieme ai primi demo di canzoni dei Nirvana, come Sappy e Frances Farmer Will Have Her Revenge on Seattle, all’inaspettata virata di brit-folk nell’assolo di Cobain su Letter to Frances, dedicata alla figlia. O ancora assieme al suo racconto, nell’inquietante lettura di Aberdeen, di un tentato suicidio in gioventù. E poi l’accusatoria She Only Lies, e il finale epico di Do Re Mi, una ballata meravigliosamente straziante che è tra gli ultimi brani che Cobain abbia mai scritto ed è finalmente pubblicata nella sua piena, originale versione di 11 minuti. Tutto su The Home Recordings arriva dalle 108 cassette, contenenti più di 200 ore di audio, che Morgen trovato nell’archivio di Cobain e ascoltato completamente, durante le ricerche per il suo documentario.

«Tutto ciò di cui parlerà sarà legato alla versione deluxe», Morgen dice all’inizio della nostra intervista, ammettendo che quella versione, più completa, sia anche la sua preferita. Fa notare in anticipo anche un’altra cosa: «Non c’è nulla in questo album che sia mai stato pubblicato in precedenza su qualche altro album dei Nirvana o, per quanto ne so, su qualche bootleg». Allo stesso modo, non c’è nulla dei Nirvana su The Home Recordings. Morgen ha considerato per qualche tempo di includere alcuni lavori che Cobain ha registrato con il bassista Krist Novoselic e il batterista Dave Grohl. Ma alla fine, dice con fermezza, «Il materiale che ho trovato più interessante era legato alla figura di Kurt».

Alla domanda se Frances Cobain avesse avuto un ruolo nella scelta del materiale per l’album o se avesse esercitato qualche potere di veto, Morgen dice che lei e la Universal «me l’hanno lasciato fare, praticamente. Gliel’ho mandato e la parola che ho sentito subito dopo è stata “Approved”». Morgen è grato per questa libertà che gli è stata data. «Non posso dire che sia di facile ascolto», dice. «Ma quello che chiediamo è una pausa di 73 minuti, per partire in questo viaggio e avere poi un racconto completo».

«Credo che questo progetto sia come un compagno per il film, in quanto racconta la stessa storia in maniera sonora», sostiene Morgen. «È stato costruito per avere una narrazione indipendente, per stare in piedi da solo. Ma se avete visto il film, quell’esperienza vi servirà ad approfondire la vostra comprensione dell’album. E viceversa».


L’album procede, come il film, in modo per gran parte cronologico, parte da una demo dei Nirvana di Been a Son e dai primi esperimenti musicali di gioventù, fino a Do Re Mi, notoriamente l’ultima canzone scritta da Cobain. Kurt ha datato le sue cassette?
No, non metteva date su niente. Ma siamo stati in grado di accertare per la maggior parte dei brani, l’anno – a volte il mese esatto – sulla base del resto del materiale inciso sul nastro. Sapevo che tutte le parti di chiacchiere erano registrate a casa di Tracy. Been a Son, anche, era di quel periodo. Ma Kurt non ha datato nulla. Una delle cose che ha reso i suoi diari complicati era il fatto che lui tornava indietro nelle pagine a correggere e scrivere cose. Anche i suoi diari non erano necessariamente cronologici. Nella prima metà del disco c’è, credo, un Kurt più caldo, più dolce, più divertito e felice. Sei nell’appartamento di Tracy. Il punto di svolta nell’arco dell’album è Aberdeen. Che rende più profondo tutto il contesto per quello che segue. Quello che inizia come un esercizio leggero, prende un tono più serio, grazie a quel pezzo.

Nel film, è evidente che sia leggendo una versione di Aberdeen.
Sta decisamente recitando. Ha tirato fuori questa storia. Ha fatto lo stesso tipo di lavoro che faceva normalmente, ha buttato giù un paio di idee, ha cambiato qualche parola qua e là. Quello che rende Aberdeen unica è che la maggior parte dei pezzi parlati di Kurt, lui li recita ridendo. Non si prendeva molto sul serio. Sputava fuori le parole, e poi commentava il modo in cui parlava. Per Aberdeen, invece, ha fatto diverse prove. Nella versione più lunga, si possono effettivamente sentire i punti dove fa le correzioni o come gira i fogli. La sua cadenza, il tono della sua voce, è qualcosa di unico. Non credo di averla mai sentita da nessun’altra parte.

L’album include alcuni brani inediti, delle idee che Kurt non portò mai a termine, come Burn the Rain e She Only Lies. Sei riuscito a chiedere Krist Novoselic se avesse mai sentito parlare di loro e, in caso affermativo, perché la band non li abbia mai suonati?
Non ho mai avuto la possibilità di parlare con Krist. C’è solo una cosa che posso dire di un sacco di queste canzoni, il che è interessante. Delle canzoni che sono familiari ai fan dei Nirvana come Frances Farmer … e Been a Son esistono decine di varianti. Di Sappy, Kurt doveva avere circa 15 diverse versioni demo. Ma la maggior parte, se non tutto, il materiale inedito su questo album non esiste in più varianti. Significa che c’è solo una versione di She Only Lie. Che è interessante, perché un sacco di quelle canzoni sono già piuttosto concrete.

Il lungo medley di You Can’t Change Me/Burn the Bridges/Something in the Way (Early Demo) corrisponde a come è stato registrato?
Quello esisteva esattamente in quella forma. Mi mandò fuori di testa. Era quasi come un’opera punk. Quello che ho trovato interessante è che torna a Burn the Bridges dopo Something in the Way. C’è un’altra canzone, Desire. Kurt si mette al lavoro su una canzone, per poi, comunque, in qualche modo, tornare indietro sul ritornello di Desire. Sull’edizione deluxe dell’album, torna in ballo due o tre volte. C’è questo tema sempre presente, che ritorna. Dove possibile, abbiamo provare a mantenere le sequenze identiche a quelle delle cassette. La sequenza Aberdeen – Bright Smile – Underground Celebritism segue esattamente l’ordine della cassetta originale che ho trovato. Spesso abbiamo lasciato il rumore di fondo sul nastro, proprio come era stato registrato, per riprodurre l’esperienza che ho vissuto ascoltandole per la prima volta.

Ascoltando questo album, la gente si incazzerà. Racconta l’immaginazione inarrestabile di Cobain, le sue sinapsi sono in fermento dall’inizio alla fine.
Abbiamo 31 indizi, 31 spunti, di cui solo una manciata è uscita su un album dei Nirvana, nelle versioni definitive. Ed è bene ricordare, questa è solo la parte audio. Cobain ha creato anche diari, anche disegni. Si torna a quello che dice Krist nel film, Kurt doveva creare. Usciva tutto naturalmente dalla sua testa. Questa, per me, è la gioia della prima metà dell’album. Non sta esplorando il lato oscuro che lo perseguitava. Quello che si ha qui è un giovane uomo seduto in un appartamento da solo. Nessuno gli sta dicendo di scrivere una canzone. Si sta solo divertendo. Ecco, la questione morale di pubblicare un’opera incompiuta, so che è una critica che verrà mossa contro il progetto. Ma proprio come le Bootleg Series aiuta a comprendere il processo creativo di Bob Dylan, penso che Montage of Heck: The Home Recordings non serva solo a comprendere questo processo, ma rappresenti ancora un altro punto di vista, un altro lato di Kurt. Una fonte artistica che non aveva bisogno di una band per lavorare a pieno regime. Non sono scarti, non è materiale insignificante. È piuttosto il nostro approfondimento su uno dei più significativi artisti del nostro tempo.

Puoi acquistare Montage of Heck su Chili.tv.

Qui la tracklist della versione deluxe:

  1. The Yodel Song
  2. Been a Son (Early Demo)
  3. What More Can I Say
  4. 1988 Capitol Lake Jam Commercial
  5. The Happy Guitar
  6. Montage of Kurt
  7. Beans
  8. Burn the Rain
  9. Clean Up Before She Comes (Early Demo)
  10. Reverb Experiment
  11. Montage of Kurt II
  12. Rehash
  13. You Can’t Change Me/Burn My Britches/Something in the Way (Early Demo)
  14. Scoff (Early Demo)
  15. Aberdeen
  16. Bright Smile
  17. Underground Celebritism
  18. Retreat
  19. Desire
  20. And I Love Her
  21. Sea Monkeys
  22. Sappy (Early Demo)
  23. Letters to Frances
  24. Scream
  25. Frances Farmer Will Have Her Revenge on Seattle (Demo)
  26. Kurt Ambiance
  27. She Only Lies
  28. Kurt Audio Collage
  29. Poison’s Gone
  30. Rhesus Monkey
  31. Do Re Mi (Medley)

Altre notizie su:  Brett Morgen